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ALLARME DUE RUOTE

Quando il pericolo corre in bicicletta

19 ottobre 2019, 05:06

Quando il pericolo corre in bicicletta

LUCA MOLINARI

C’è chi pedala contromano e chi messaggiando col telefonino. Alcuni sfrecciano sui marciapiedi suonando ai pedoni che si trovano in traiettoria e altri, la sera, girano a luci spente e senza giubbotto catarifrangente. Come una «piccola Pechino», Parma deve fare i conti con un numero sempre crescente di ciclisti indisciplinati, che tengono comportamenti pericolosi per i pedoni e per la loro stessa incolumità. Anche se la maggior parte delle persone che si sposta in bicicletta lo fa rispettando le regole, quello della maleducazione e dello scarso rispetto del codice della strada è un problema che necessita di risposte. La dimostrazione lampante è quanto accaduto nei giorni scorsi in Oltretorrente, dove un uomo ha perso la vita dopo essere stato travolto da una bici, mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali.

Per rendersi conto che i ciclisti indisciplinati in città non mancano, basta compiere un «tour» per le strade del centro e dell’Oltretorrente e guardarsi intorno attentamene.

Stessi problemi e «trasgressioni, per quanto riguarda le bici elettriche, a cui si sono da poco aggiunti i monopattini elettrici, sempre più numerosi anche se ufficialmente la loro circolazione in città non è ancora consentita. Se, da un lato, è innegabile che la tecnologia in questi anni abbia facilitato gli spostamenti sulle due ruote, dall’altro l’uso improprio di questi mezzi crea gravi pericoli per i pedoni, oltre che per gli stessi ciclisti. Soprattutto lungo i viali e le strade più importanti del centro, è facile vedere sfrecciare ad alta velocità i ciclisti - a partire dai «rider», i nuovi pony express che effettuano consegne di cibo in sella alle proprie bici - che sfiorano pericolosamente i pedoni, oltre a zigzagare tra autobus e taxi fermi agli incroci. Ricorrente anche il «vizio» di salire sui marciapiedi e di pedalare contromano, soprattutto tra gli stretti borghi del centro e le strade dell’Oltretorrente.

In alcuni viali inoltre, ad esempio viale Vittoria, le piste ciclopedonali sono diventate delle vere e proprie «autostrade» degli spacciatori, che si spostano in bicicletta a ogni ora del giorno e della notte per evadere più velocemente gli «ordini» di sostanze stupefacenti e tentare di sfuggire più agevolmente ai controlli delle forze dell’ordine.

Non solo. Nella maggior parte dei casi, le bici sulle quali si spostano - così come quelle di tanti altri parmigiani - non rispettano le disposizioni previste dal Codice della strada. Freni malfunzionanti, niente campanello, tantomeno luci e giubbotto catarifrangente. Un vero e proprio pericolo per pedoni e anche automobilisti, soprattutto nelle ore serali e notturne.

Il comportamento pericoloso più ricorrente, che tocca numerosi ciclisti, è però quello di parlare al telefono o ascoltare musica con le cuffiette mentre si pedala per strada. I giovani, in questo senso, rappresentano un esempio negativo, ma non mancano gli adulti che guidano la propria bici con una mano sola per riuscire a rispondere al telefono o, ancor peggio, inviare messaggi. Un momento particolarmente critico, soprattutto quando c’è bel tempo, è l’uscita da scuola. Soprattutto in prossimità degli istituti superiori, non mancano gli studenti che «volano» sui pedali diretti verso casa, gareggiando con i propri coetanei. I più temerari, o incoscienti, si sfidano superando incroci e pedoni con grande imprudenza. Quasi nessuno inoltre scende dalla propria bicicletta mentre passa sulle strisce pedonali, attraversando la strada. Stesso discorso per il casco, un vero e proprio sconosciuto per la maggior parte dei ciclisti che si muovono in lungo e in largo per la città.

 

 

 

 

 

 

 

L'assessore Casa

 

 

Al posto della multa una «tirata d’orecchie», almeno per ora. E la consegna di un «promemoria» delle più comuni sanzioni per i ciclisti che non rispettano il codice della strada. La nuova campagna lanciata da Cristiano Casa, assessore alla Sicurezza, assieme alla Polizia municipale, mira a sensibilizzare i ciclisti sui giusti comportamenti da tenere sulla strada. Per tutto il mese di novembre, chi verrà «pizzicato» mentre tiene comportamenti sbagliati non sarà multato, ma gli verrà fatto notare l’errore e consegnato un vademecum in cui sono riportate le sanzioni più comuni che andrebbero comminate a chi non rispetta determinate regole (passare col rosso, parlare al cellulare mentre si pedale, pedalare sui marciapiedi, utilizzare una bici senza luci, non rispettare la segnaletica, attraversare sulle strisce pedonali senza scendere). Una volta scaduto questo periodo di sensibilizzazione, la Municipale multerà chi pedala sulla propria due ruote senza rispettare le regole. «Ormai è sempre più consueto vedere gente in bici con il telefono in mano, che pedala sui marciapiedi o contromano - spiega Casa -. E’ quindi fondamentale rendere consapevoli tutti che dobbiamo darci una regolata».

«A Parma la bici è sacra, è una sorta di appendice del nostro corpo - prosegue l’assessore - e l’obiettivo di questa campagna di prevenzione non è certo quella di far lasciare la bici in garage ai parmigiani. Tutt’altro. Siamo convinti che per incentivare ulteriormente l’utilizzo di questo mezzo “verde”, senza creare problemi ai pedoni e agli altri mezzi che circolano sulle nostre strade, sia necessario che tutti rispettino le regole previste dal Codice della strada».

La bici è un vero e proprio mezzo di trasporto e chi la utilizza deve rispettare una serie di regole fondamentali. «A novembre - annuncia Casa - con l’aiuto degli agenti della Polizia municipale, ma anche di associazioni come la Fiab, dei Ccv (Consigli dei cittadini volontari) e di altre realtà, faremo prevenzione educando i ciclisti. Chiunque verrà colto in fragrante, ossia a tenere comportamenti che non rispettano i dettami del Codice della strada, non sarà sanzionato, ma gli verrà fatta notare la potenziale infrazione e consegnato un vademecum che illustra i giusti comportamenti e le sanzioni a cui si va incontro».

Ad esempio, la multa per chi pedala sul marciapiedi è di 29,40 euro se viene pagata entro cinque giorni. La sanzione minima per chi telefona in bici è di 115,50 euro, se si passa col rosso o non si scende dalla bici quando si attraversa un incrocio da un passaggio pedonale la multa minima è di 116 euro, se non si rispetta la segnaletica (ad esempio si viaggia contromano in una strada a senso unico) si deve pagare almeno 29,40 euro. Al termine di questa attività di prevenzione i ciclisti indisciplinati saranno sanzionati. «Non si tratta di un accanimento verso i ciclisti - precisa Casa - ma è necessario che tutti rispettino le regole per evitare incidenti come quello avvenuto di recente in Oltretorrente. La speranza è che tutti tengano comportamenti corretti e che la Municipale, di conseguenza, non debba multare nessuno. La logica che ci guida è quella del “prevenire educando”».

L.M.

 

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