Alex Botti
CORNIGLIO - Tornati in zona gialla sono tornati a poter lavorare anche i 3 rifugi del cornigliese.
Lagoni, Mariotti al Lago Santo e Lagdei sono tornati ad accogliere clienti, ma rispettando anche loro le stesse normative Covid attive per tutti gli altri ristoratori, in primis quella di poter far sedere a consumare solamente all’esterno. Con una sola differenza: si è oltre i 1000 metri di altitudine, e in questo periodo mangiare all’aperto è un’impresa, vento e pioggia permettendo.
Quindi si riprende a lavorare, ma con un sapore amaro in bocca. Non fanno polemica i vari gestori, ma non nascondono il problema parlando della questione.
Il Rifugio Lagdei per tutto maggio aprirà nei weekend, ed inizierà ad essere aperto tutti i giorni da giugno. Da mattina fino a sera sarà possibile entrare per ordinare sia per asporto (per esempio caffè e panini), sia per poi consumare sui tavolini all’esterno, come impongono le norme, soprattutto per l’orario di pranzo. Gli scorsi weekend non sono andati benissimo perchè, come racconta dalla gestione Paolo Bianchi, «il tempo non era bello e c’era vento. A queste altitudini è ancora presto per riuscire a mangiare fuori, anche perché basta un filo di aria per abbattere le temperature percepite».
Alcuni irriducibili hanno pranzato con giacca a vento e cappuccio. «In questo periodo e con queste norme siamo sicuramente più sfavoriti di altri, anche perché c’è l’impossibilità di allestire qualcosa di apposito all’esterno».
Situazione molto simile anche al Rifugio Lagoni. Anche qui l’apertura è nel weekend, e si inizierà ad aprire tutti i giorni da giugno. Per il pranzo è pronta la terrazza, dove possono stare contemporaneamente diverse persone, ma il fattore meteo è ciò da cui dipende il tutto. Stessa cosa anche al Lago Santo, al Rifugio Mariotti. Qui è aperto tutti i giorni, l’asporto è sempre disponibile, così come il servizio di ristoro e emergenza, ma seduti si può mangiare solo all’esterno. È tornato ad essere consentito anche l’alloggio, che permette agli ospiti di poter mangiare all’interno.
A servire il Rifugio c’è la seggiovia, ancora ferma ma pronta a ripartire. Come spiega il gestore Marcello Montagna «siamo in attesa che la burocrazia termini il suo iter e venga dato il via libera per la riaccensione. Tutto è pronto, quando il Ministero dei Trasporti avrà firmato le ultime carte potrà ripatire». Un’attesa che potrebbe finire già nei prossimi giorni.
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