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Indie planet. Dieci piccoli brividi in formato digitale

di Riccardo Anselmi 

31 Ottobre 2021,08:21

INSCRYPTION (Devolver digital, per Pc) 

È la cappa di costante incertezza, la sensazione di pericolo che si prova di continuo, non sempre riuscendo a identificare la fonte di un profondo disagio: l’orrore può insinuarsi sottile, con lo sgretolarsi della comune percezione della realtà, per il trovarsi immersi in situazioni limite. Con Inscryption lo sviluppatore canadese David Mullins (i cult Pony island e The Hex) allestisce un gioco nel gioco, intreccia i generi e ne ridefinisce le regole, tiene il mazzo, lo distribuisce ma subito lo scombina. L’inizio è la classica notte di tregenda, con il protagonista chiuso in una capanna nel bosco, senza vie di uscita. Un misterioso interlocutore nascosto nel buio impone di disputare una partita a carte decisamente originale, dalla quale sembra impossibile riuscire a vincere e non si può fare altro che ricominciare daccapo, fino a quando, mettendo insieme vari indizi, non si spalancherà un varco verso l’esterno con il profilarsi di nuovi enigmi, nuovi segreti. Chi siamo? Come mai ci troviamo prigionieri di una trappola micidiale? Cosa è successo prima di arrivare lì? Dubbi che questo horror d’atmosfera semina, con un crudele interrogativo ricorrente: A cosa si è disposti a rinunciare? Cosa si può giungere a sacrificare pur di sopravvivere? 


AGE OF DARKNESS: FINAL STAND (Team17, per Pc) 

Il senso di paura arriva con la nebbia, che di giorno avvolge la fortezza nel quale l’eroe, con pochi fidati compagni, è asserragliato, ma è al calare delle tenebre che i timori assumono l’aspetto ben più palpabile di orde di decine di migliaia di mostruosi nemici pronti ad annientare lo sparuto manipolo, estremo baluardo di civiltà di fronte al dilagare della barbarie. Uscito con la formula dell’accesso anticipato, il gioco sviluppato dallo studio indipendente australiano Playside è uno strategico con elementi di tower defense, per cui dall’alba al tramonto ci si deve ingegnare a rendere il più inespugnabile possibile l’insediamento, contando sull’aiuto degli artigiani del borgo. Proteggere la popolazione concorre all’obiettivo di disporre di maggiori risorse sotto forma di oro accumulato con le tasse, con cui pagare il soldo ai combattenti, disporre di adeguate derrate alimentari e della possibilità di apportare miglioramenti alle tecnologie utilizzate. Il tutto per prepararsi alla fatidica battaglia con il male che cala nella notte per inghiottire ogni cosa. 


UNDYING (Skystone, per Pc) 

Sopravvivere in un mondo alla deriva, invaso dagli zombi: già di per sé un’impresa al limite dell’impossibile, che diventa ancora più difficile nelle circostanze del survival in accesso anticipato Undying dello studio cinese Vanimals, dove una mamma, Anling, attaccata dai morti viventi sa di dover lasciare presto suo figlio Cody e cerca di insegnarli tutto ciò che potrà essergli utile per provare a farcela da solo. È una corsa contro il tempo di fronte a una condanna ineluttabile per la donna, destinata a trasformarsi in zombi. Bisogna dunque stabilire velocemente le priorità per non abbandonare a un destino segnato il bambino. Strategia e pianificazione occorrono anche per organizzare le uscite a caccia di provviste, distrarre i nemici affamati e inventare lì per lì armi per difendersi. Tenera e commovente, la storia di Anling e Cody affronta temi come il dolore, il senso della perdita, la forza dell’amore che rende le persone capaci di lottare fino all’ultimo senza arrendersi. Un’avventura che è anche un gioco d’azione e di ruolo, nel quale si prendono decisioni che influiscono sul proseguimento della vicenda (la si può ricominciare dall’inizio per vedere cosa cambierà). Mentre Cody diventa più maturo e impara a fronteggiare la paura, Anling spera di riuscire a ricongiungersi con il marito svanito nel nulla per affidargli il bambino. Il rimpianto per il passato felice e la malinconia per un futuro che non si potrà trascorrere insieme avvolge lo stesso disegno delle ambientazioni, dal gusto nostalgicamente rétro. 


CAMP SUNSHINE (Hound picked, per Pc e Mac) 

Omaggio ai mitici anni Ottanta e al loro immaginario cinematografico, quello della stagione d’oro degli slasher, a partire dal successo di Venerdì 13, diventato presto un franchise ricco di sequel e poi un crossover con un’altra celebre serie horror, Nightmare. Il filone dei serial killer che, come in Venerdì 13, si materializzavano all’improvviso tingendo di sangue tranquilli angoli di natura considerati lo sfondo ideale di vacanze all’insegna della serenità si è dimostrato molto fecondo, a ogni latitudine. Il gioco di ruolo di Fossil games torna alle origini, dalla grafica, rigorosamente a 16-bit, all’ambientazione in un campeggio estivo, memore del famigerato Camp Crystal Lake nel New Jersey, teatro delle macabre imprese di Jason e famiglia. Il protagonista di Camp Sunshine è il giovane Jez, che dopo essere stato allontanato dai compagni, si risveglia da solo di notte cominciando a intuire che qualcosa di efferato sta accadendo nei dintorni. Capisce di dover assolutamente fermare l’assassino, in un ricorrersi di citazioni e riferimenti alla cultura pop di quattro decenni fa, che contribuiscono a rendere memorabile anche il videogame. 


SUNSHINE MANOR (Hound picked, per Pc, Mac e Linux) 

Se il contrasto tra crimini efferati e contesti naturali incantevoli è al centro di una folta galleria di film slasher, un altro topoi dell’orrore cinematografico e, prima ancora, letterario è quello della casa infestata. Gli sviluppatori di Fossil game, molto appassionati al genere, hanno attinto dunque a questo luogo ricorrente per ambientare il prequel del loro fortunatissimo rpg Camp Sunshine. Due giochi autonomi l’uno dall’altro, ma anche che si completano a vicenda, soprattutto per quell’interessante intrecciarsi di elementi dell’immaginario pop che alludono al periodo celebrato, con un pizzico di humour, da entrambi i titoli: gli anni Ottanta. Stavolta, con l’action adventure Sunshine manor si viaggia ancora più a ritroso, passando dalla grafica 16-bit di Camp Sunshine a quella a 8-bit, la stessa dell’iconica console Famicom/Nes. Sunshine manor aiuta così anche a capire gli antefatti di quanto accaduto a Jez e amici sulle rive di Big Bear Lake. La coraggiosa protagonista di Sunshine manor, Ada, decide di sfidare i fantasmi e i mostri che si aggirano in una sinistra magione dove nessun bambino si avvicinerebbe mai per la fosca fama che ha reso l’abitazione abbandonata da decenni. La missione di Ada è invece mettere fine alle presenze inquietanti che hanno alimentato le dicerie. Può contare sulla sua intelligenza e su poteri psichici che le permetteranno di scendere in un mondo oscuro popolato di demoni. 


SOURCE OF MADNESS (Thunderful, per Pc e Switch) 

Da quando il Solitario di Providence si è inerpicato nella civiltà perduta delle Montagne della follia (At the mountains of madness, 1931), tra gli incubi riecheggiati, fin dalla citazione nel titolo, nel film Il seme della follia (In the mouth of madness) di John Carpenter, sembra essersi saldata una convergenza tra gli abissi più oscuri, indecifrabili della mente e le atmosfere evocate nell’opera di H. P. Lovecraft. Un simile senso di cupa dissoluzione si respira in Source of madness, roguelike d’azione a scorrimento orizzontale sviluppato dal piccolo studio indipendente svedese Carry castle. Uscito in accesso anticipato su Steam, il videogame ha aggiunto un nuovo aggiornamento, They come from the deep, proprio nella settimana di Halloween. Arcane costruzioni, culti sanguinari, creature spaventose si susseguono negli scenari artisticamente disegnati a mano e ricombinati tra loro grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei meccanismi di generazione procedurale, che rendono la terribile odissea dell’accolito protagonista un viaggio sempre diverso, alla ricerca della fonte della follia scatenasi tra le spire del suo mondo lovecraftiano. 


CARRION (Devolver digital, per computer e console) 

Un classico horror nel quale però viene ribaltata la prospettiva, vestendo stavolta il ruolo del mostro, tramite i cui tentacoli si sviluppa il labirintico metroidvania Carrion, omaggio dal duo polacco Phobia ai film di genere, da Alien a La cosa. Pubblicato dall’etichetta dei cult indie per antonomasia, l’americana Devolver digital, il titolo è approdato adesso anche su Playstation dopo il successo raccolto su Pc, Xbox e Switch. La nuova edizione del videogame comprende già l’aggiornamento Greatest time of the year, che rivisita l’avventura principale attraverso un’espansione a tema invernale. Dietro la sua grandguignolesca pixel art, scandita da un crescendo di toni splatter, Carrion nasconde un motore fisico coi fiocchi, che anima l’ammasso indefinibile del mostro, destinato a ingigantirsi e ad acquistare man mano poteri ancora più letali cibandosi letteralmente dei nemici che incontra. Tutto si incastra alla perfezione, servendo da un lato ad aprire percorsi nell’unico grande scenario che conduce al finale rivelatore, mentre si impara a muoversi con sempre maggiore agilità e a tendere agguati più complessi, strisciando nei condotti e sbucando improvvisamente dalle pareti tra le prede che fuggono terrorizzate, in un gioco d’astuzia del gatto col topo in grado di ricreare virtualmente così l’atmosfera ad alta tensione di certe pellicole. 

SKUL: THE HERO SLAYER (Neowiz, per computer e console) 

I toni sono quelli della commedia, anche se non priva di significato. A volte le apparenze ingannano e a conoscerle meglio le cose non stanno sempre come sembrano. Generazioni di giocatori sono cresciute facendo strage di mostri, ma se i cattivi fossero invece proprio quelli che si credono eroi, ingaggiando guerre ciecamente? Skul: The hero slayer si diverte a ribaltare la prospettiva canonica dell’epica fantasy. Il protagonista è il piccolo e omonimo scheletro che si scontra con l’invasione dei campioni umani dalle lucenti armature provenienti da un regno vicino, che hanno catturato il suo signore seminando terrore tra le altre creature dell’oltretomba. A Skul viene affidata la missione di liberarlo. Firmato dal piccolo team coreano Southpaw, dopo l’esordio su Pc il titolo debutta ora su console, offrendo la sua rilettura dei classici action platform 2D nel solco contemporaneo dei roguelite, che aggiungono numerose variabili e una dose di imprevedibilità al tutto. Teoricamente si potrebbe impiegare appena un’oretta per vivere per intero l’avventura, ma quando si muore si ricomincia daccapo e non è semplice arrivare al finale. Si conserva però di volt in volta ciò che si apprende e si conquista, con Skul che è in grado di cambiare il teschio tra decine di opzioni diverse, evocando altrettanti bizzarri personaggi dotati di particolari abilità che possono rendere più o meno facile il percorso di avvicinamento ai titoli di coda. 


COTTON 100% (Inin, per Playstation e Switch) 

Tra gli anniversari che si celebrano quest’anno il trentennale di Cotton, stravagante serie giapponese di stampo shoot ‘em up firmata da Success che insieme ad altri classici, da Fantasy zone a Parodius, contribuì a portare un approccio umoristico al filone, poi ridefinito dai fan cute ‘em up. Protagonista di Cotton, che esordì nelle sale giochi giapponesi nel 1991 con l’episodio Cotton: Fantastic night dreams, è una giovane strega golosa di caramelle, disposta a tutto pur di accaparrarsene, persino affrontare a cavalcioni della sua scopa volante caterve di mostri assortiti, in una folkloristica fusion di diverse culture, che ricorda il melting pop nippo-greco di C’era una volta… Pollon. In pieno revival, dopo il recente Cotton reboot!, prezioso remake dall’anima vintage con all’interno anche l’originale, il team di Inin e Strictly Limited specializzato in restauri digitali ripropone altri capitoli della saga cult. Si tratta dello spin-off Panorama Cotton, caratterizzato da un inedito impianto 3D, e di Cotton 100%, a metà tra il sequel e la riscrittura riveduta e corretta del primo Fantastic night dreams. Le rispettive trasposizioni sono state curate per offrire al pubblico di oggi una copia fedele al singolo pixel e che spacca il millisecondo dei titoli di allora, letteralmente arcade perfect, operazione tutt’altro che scontata quando si parla di hardware così lontani e di generi ad alta precisione, come in particolare da sempre proprio gli shoot ‘em up. Ogni livello di Cotton 100% è un piccola opera d’arte bizzarra che sprizza simpatia, con tanto di boss in tema, a cominciare da Jack-o’-lantern, la tipica zucca di Halloween. 


DREAD HUNGER (Digital Confectioners, per Pc) 

Negli ultimi mesi è scoppiata la mania per il multiplayer asimmetrico, in cui online si vestono ruoli in netta contrapposizione. Ci sono i match in chiave slasher movie di Dead by daylight, dove un manipolo di personaggi è chiamato a collaborare per scampare agli attacchi di chi invece interpreta il mostro, ma a far esplorare il fenomeno a livello planetario è stata la ricetta del fantascientifico Among us, che nasconde in mezzo agli altri la figura del sabotatore, intenzionato a mandare in fumo la missione del gruppo senza farsi scoprire. È un po’ il tema anche di Dread hunger, tra le riletture più interessanti del filone che enfatizza l’anima da gioco di ruolo costruendoci attorno una vera e propria simulazione, impostata in maniera realistica, con l’aggiunta di numerose dinamiche, dal crafting al survival. L’atmosfera rievoca il classico della letteratura Storia di Arthur Gordon Pym, capolavoro di horror psicologico del maestro del genere, Edgar Allan Poe. Pubblicato in accesso anticipato, Dread hunger mette in scena la disperazione di una spedizione navale ottocentesca alla deriva nell’artico canadese costretta a far fronte a ogni tipo di avversità ispirino quei luoghi gelidi e inospitali, confrontandosi anche con la possibilità di compiere scelte estreme, man mano che le risorse scarseggiano. Soprattutto aleggia costantemente il dubbio di avere al fianco uno dei due traditori che di volta in volta partecipano alla partita, con fini diversi dagli altri. Come nel film La cosa, capirlo prima che sia troppo tardi è fondamentale, ma sbagliare corre il rischio di rendere la sopravvivenza ancora più complicata, eliminando anzitempo un prezioso alleato. 

 

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