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Indie planet. In viaggio tra le ultime simulazioni e le più folli fantasie

di Riccardo Anselmi 

28 Ottobre 2021,10:46

 

BOOK OF TRAVELS (Might and delight, per computer) 

È come entrare in un quadro del celebre pittore canadese A.J. Casson, solo che, al posto della natura e delle città dell’Ontario meridionale, ci si ritrova tra gli orizzonti sconfinati di un mondo fantasy, tutto da scoprire, nel nuovo titolo dello studio svedese Might and delight, uscito con la formula dell’accesso anticipato. Ma l’incanto di Book of travels non poggia unicamente sulla qualità estetica dei paesaggi fiabeschi disegnati a mano. C’è una filosofia di pensiero che avvolge coerentemente il senso del viaggio del personaggio nei cui panni ci si cala, giocando di ruolo e lasciandosi catturare dalla voglia di esplorare, di conoscere, di incontrare nuovi amici tra i partecipanti online, puntando più sullo spirito di collaborazione che di competizione. A evitare malintesi e a favorire l’empatia concorre la scelta di una comunicazione non verbale tra i giocatori. Più che correre spasmodicamente diretti a una meta per completare una missione specifica, qui si intraprende una sorta di flanerie, dove conta non tanto l’arrivo quanto saper cogliere le occasioni che si presentano durante il cammino, senza inutile fretta, in un invito a imparare a guardare e ad apprezzare ciò che ci circonda. 


UNMETAL (Versus evil, per Pc e console) 

Per un lungo periodo, ma ancora adesso ci sono videogame che si prendono estremamente sul serio, a cui fa da contraltare l’ironia sgangherata di altri titoli. Un filone, quello tra le varie sfumature delle commedia, che sta tornando prepotentemente in voga, non solo negli indie, anche se è proprio in questa galassia che trova probabilmente la massima espressione, perché è uno stile che per sua natura si sposa meglio con le produzioni più libere e fresche. Dallo spagnolo Francisco Tellez De Meneses, già autore del ribaltamento fantasy di Unepic, arriva con lo pseudonimo Unepic_fran un altro cult tutto da ridere, Unmetal, che sul modello dei vecchi capitoli per Msx rilegge in parodia il mito dei Metal gear di Hideo Kojima, ma in maniera studiata e rispettosa, quasi si trattasse in fondo più di un omaggio disincantato, con gli occhi di oggi, alle atmosfere indimenticabili del passato. C’è infatti dentro un po’ di tutto, dagli action movie e i telefilm degli anni ‘70 e ‘80 a citazioni e riferimenti alla cultura pop dell’epoca messa in ridicolo sulle ali della nostalgia. È la cifra che guida l’accurata rielaborazione che tra una gag e l’altra Unmetal fa dei classici, richiamati continuamente, dalla grafica al gameplay, ma attraverso un taglio sempre personale, sorretto da una scrittura brillante che conquista subito il centro della scena, appassionando con humour e battute leggendarie, come quella sulla Toyota che si può ascoltare nel trailer. 


THE ETERNAL CYLINDER (Good shepherd, per Pc, Playstation e Xbox) 

L’eterna lotta per la vita, combattuta nelle atmosfere surreali di scenari disegnati a mano, popolati di strane creature che sembrano lontane parenti del buffo protagonista dell’arcade Q*bert, titolo iconico dell’età dell’oro degli arcade. The eternal cylinder è invece un survival, che cambia le carte in tavola del genere, concentrandosi sul nucleo familiare e i legami tra i singoli componenti decisi a far sì che la piccola comunità riesca a sopravvivere, in un pericoloso mondo alieno, dominato da un misterioso cilindro sempre in allerta. L’inventiva non è applicata soltanto alle strane combinazioni di elementi disseminate nel paesaggio. Gli stessi nemici che si incontrano dispiegano una gamma variegata di tipologie, mentre i protagonisti sono soggetti a mutazioni, che ne alterano l’aspetto e le capacità. Gli autori sono i fratelli cileni Andres, Carlos ed Edmundo Bordeau, fondatori dello studio Ace team (il nome deriva dalle loro iniziali), che hanno coronato un progetto vagheggiato da tempo, conferendogli quell’anima bizzarra, colorata di venature fantastiche, già vista all’opera nei precedenti giochi della software house di Santiago del Cile, tra gli scontri in soggettiva di Zeno clash e l’umorismo stralunato della serie di strategici Rock of ages. 


GREAK: MEMORIES OF AZUR (Team17, per Pc e console) 

È come entrare dentro le pagine di un libro di fiabe, dove le illustrazioni sono realizzate con tanta cura e fantasia da immergere subito in atmosfere incantate. Non è comunque soltanto lo stile grafico, con le animazioni artisticamente disegnate a mano, a richiamare questo tipo di racconto, del quale l’action platform Greak: Memories of Azur dello studio messicano Navegante riprende, con il linguaggio di un metroidvania di cui rappresenta oggi una delle massime espressioni, le strutture archetipiche nei personaggi dei tre fratelli, per la precisione due fratelli e una sorella. Questa volta però non è unicamente il più piccolo, cioè Greak, come da tradizione a ergersi a eroe della storia, ma tutti contribuiscono, ciascuno per la propria parte (il gioco si sviluppa lungo un sentiero single player, per cui ci si alterna nelle vesti dell’uno e dell’altro), alla riuscita della loro missione, in fuga dalla terra di Azur devastata da una lunga guerra. Greak, Adara e Raydel, appartengono a una stirpe dotata dei poteri della magia: si manifesta come luce, che i malvagi Urlag vorrebbero spegnere. 


BONFIRE PEAKS (Draknek, per computer, Playstation e Switch) 

Ci sono tante tradizioni legate al rito ancestrale di allestire un falò nel quale bruciare, che sia il 6 gennaio per l’Epifania o in un altro momento significativo dell’anno, tutto ciò che rappresenta le remore e le negatività capaci di costituire una zavorra limitante per il futuro. Una sensazione del genere accompagna il silenzioso protagonista di Bonfire peaks, che in ogni livello trasporta una cassa piena di oggetti dai quali si vuole liberare ardendoli nel fuoco. Come riuscirci, aggirando ostacoli che diventano sempre più complicati da superare, sotto forma di puzzle spostando e ricombinando elementi dello spazio circostante, è il cuore del gioco. L’impresa del personaggio può essere anche intesa in senso metaforico, come un catartico addio a sentimenti e situazioni che impediscono di andare avanti con rinnovato slancio nella vita. La grafica ha il delizioso sapore rétro di un mondo costruito a cubetti, in stile voxel, sulle note della colonna sonora originale scritta dall’autore del gioco, lo sviluppatore e musicista canadese Corey Martin. 


GLEY LANCER (Ratalaika, per Playstation, Switch e Xbox) 

Il mondo dei videogame non è sempre stato così inclusivo. C’era una volta in cui di molti giochi tutt’al più se ne sentiva parlare con l’alone della leggenda in qualche rubrica sulle riviste specializzate. Quando si era fortunati li si poteva magari provare di sfuggita in un negozietto che trattava import, ma l’acquisto rimaneva nella maggioranza dei casi un sogno irrealizzabile, un po’ per i costi improponibili per un teenager, un po’ per le difficoltà intrinseche nel procurarsene una copia attraverso canali di distruzione non ufficiali. Gley lancer è uno di quei cult degli anni ‘90 mai usciti all’epoca dal Giappone che guadagna adesso nuova vita grazie all’affermazione del panorama del retro gaming. Anzi, non c’è probabilmente momento migliore per (ri)scoprire il classico dello studio nipponico Masaya pubblicato nel 1992 per Sega mega drive. Un titolo che introduceva negli shmup con le navicelle una narrazione nello stile degli anime di fantascienza per i quali è celebre ancora il Paese del Sol Levante. La riedizione per i tipi Ratalaika è stata curata da grandi appassionati e oggi ci si trova tra le mani, a prezzi da low cost, una riproduzione perfetta del rarissimo sparatutto di allora, con tanto di opzioni per replicare nei minimi dettagli, sul display piatto di casa, l’effetto dei vecchi televisori a tubo catodico, per un’esperienza davvero old school. 


MIDNIGHT PROTOCOL (Iceberg, per Pc, Mac e Linux) 

Un futuro prossimo venturo, dominato dall’intelligenza artificiale, il lavoro automatizzato e i big data, dove lo schermo di un computer diventa il mondo. È proprio questa interfaccia lo strumento con il quale il protagonista di Midnight protocol, sviluppato dallo studio belga LuGus, compie le sue imprese di hacker chiamato a scegliere da che parte stare. Gioco di ruolo tattico dalla forte impronta narrativa, Midnight protocol consente di utilizzare unicamente la tastiera del computer, per mettere a segno le strategie con cui cercare di far luce sull’attacco di doxxing che lo ha colpito, mettendo a nudo la sua vera identità e in pericolo la sua vita. Quello dell’anonimato nel web e del diritto alla privacy è un altro dei temi toccati dal videogame, che si addentra poi soprattutto nelle pratiche con cui si possono aggirare sistemi di sicurezza per violare account, entrare nei conti bancari o negli archivi informatici a caccia di immagini compromettenti. Anche nella sfera impalpabile delle Rete ogni azione ha un peso e può compromettere o migliorare la reputazione del personaggio principale all’interno della community di hacktivisti, che usano le risorte del web per mettere in atto le loro iniziative di protesta e di denuncia. 


THE PLANE EFFECT (Pqube, per Pc e console) 

Un secolo dopo gli hollow men dei versi di T. S. Eliot, gusci vuoti, privi di identità e di personalità, per cui paralizzati nel circolo vizioso di una vita senza prospettive, sono ancora qui, in un mondo che nel frattempo è andato di corsa, verso l’orlo del baratro. Esecutori coscienziosi, indispensabili ingranaggi di una società basata sul modello dell’uomo consumatore, perennemente in balia di strategie del marketing che creano bisogni e desideri. Quello di The plane effect, l’avventura sviluppata dai genovesi Innovina interactive e Studio Kiku, è infatti un futuro distopico, nel quale si adombrano derive del presente. Protagonista è un moderno travet, per utilizzare la categoria lucidamente e drammaticamente descritta nel romanzo Demetrio Pianelli (1890) di Emilio De Marchi, che tra l’altro denunciava, con un senso di cupa tristezza, il male innescato da spirali di debiti (però anche con il messaggio morale di condanna di stili di vita troppo al di sopra delle proprie possibilità), diventati nell’odierna serie tv cult coreana Squid game pesi opprimenti dai quali non c’è più via di uscita. Un velo di profonda malinconia attanaglia anche l’anonimo impiegato di The plane effect, catapultato, al termine dell’ultimo giorno di lavoro, in un incubo dai lividi colori di un Metropolis acceso di rossi e gialli psichedelici, perché nel frattempo ha conosciuto la Neo-Tokyo di Akira e l’immaginario cyberpunk prefigurato da William Gibson e Philip K. Dick. Il miraggio irraggiungibile è semplicemente il salotto di casa per riabbracciare gli affetti familiari: si rivela una meta irta di ostacoli, in un viaggio verso la consapevolezza di ciò che di importante per sé gli uomini vuoti perdono ogni giorno, schiavi di un sistema sprezzante e ingiusto. 


BALSA MODEL FLIGHT SIMULATOR (Floating origin interactive, per Pc) 

È uno dei migliori simulatori di volo che si possano provare oggi, anche se non potrebbe essere più distante dal grande successo del genere, rilanciato proprio negli ultimi mesi da Microsoft con il suo nuovo spettacolare Flight simulator, in grado di riprodurre grazie alle mappe satellitari l’intero pianeta in scala 1:1, osservabile a bordo di un Cessna da turismo così come di un enorme Boeing di linea. Balsa model flight simulator sceglie invece le piccole dimensioni del cosiddetto modellismo dinamico, portando in accesso anticipato su Pc un’esperienza per certi versi persino più dettagliata. Non si tratta solo di pilotare aeri radiocomandati, ma il videogame di Floating origin interactive pone estrema attenzione già alle fasi di progettazione e costruzione dei singoli modellini. Non a caso lo stesso autore in precedenza ha firmato un titolo come Kerbal space program, basato su principi simili benché incentrato sulla corsa allo spazio. Il fulcro rimane la ricerca del massimo realismo attraverso il rigore scientifico a partire dallo studio di tutte le forze in gioco. In Balsa model flight simulator ciò si traduce in una fisica raffinata che tiene conto di ogni aspetto dell’aerodinamica. 


LAWN MOWING SIMULATOR (Curve, per Pc e Xbox) 

Su computer si trovano oggi i simulatori più curiosi, praticamente per tutti i gusti, e a volte quelli di maggior successo sono in apparenza proprio i meno scontati. Basti pensare ai numeri da bestseller di Farming simulator, che riproduce vari aspetti dell’agricoltura, a cominciare dalla guida in prima persona di numerose tipologie di trattori. D’altronde la vita e il lavoro in campagna, dove avviare magari un’azienda, sembrano tornati in cima ai desideri non solo degli italiani. Un’altra delle ultime hit racconta forse ancora qualcosa di simile. Lawn mowing simulator è infatti un simulatore davvero particolare dove si manovrano tagliaerba con i quali realizzare centimetro dopo centimetro perfetti prati all’inglese, prendendosi cura virtualmente delle aree verdi di parchi e ville. Skyhook, il team responsabile del progetto, in cui si respira ovunque un gusto molto British, ha base a Liverpool. Si tratta di una simulazione a suo modo rigorosa, con tanto di mezzi realistici ricostruiti in maniera dettagliata su licenza dei marchi più famosi, anche se probabilmente il successo di Lawn mowing simulator va oltre la tecnica, toccando piuttosto il cuore: è un titolo rilassante che rappresenta il sogno di un bel giardino. 


BUBBLE BOBBLE 4 FRIENDS: THE BARON’S WORKSHOP (Taito, per Pc) 

Non solo Space invaders, il successo epocale del 1978 che ha consegnato Taito alla storia del digital entertainment. La casa giapponese ha firmato anche altri classici, come Bubble Bobble, con protagonisti i praticamente omonimi e simpatici draghetti sputabolle Bub e Bob, conosciuti in occidente specialmente per i successivi spin-off in chiave rompicapo della serie Puzzle Bobble, ma che nacquero nel lontano 1986 sulle orme dei primi platform di stampo arcade, quando Super Mario era ancora relegato a spalla della star Donkey Kong. L’ultimo revival di quel filone arriva adesso in una riedizione del recente Bubble Bobble 4 friends che su Pc con The Baron's workshop aggiunge la possibilità di progettare i propri livelli personalizzati, da condividere e scaricare secondo le logiche di una community, invitando tutti a trasformarsi in game designer in erba. È un po’ l’evoluzione 2.0 del genere proposta ormai da più parti per rinverdirne le meccaniche dando sfogo anche alla creatività e ampliando potenzialmente all’infinito i contenuti del videogame. Già di base c’è comunque un’allegra avventura che scorre, da soli o in co-op, per un centinaio di livelli dove se ne rivisitano continuamente i temi e le dinamiche. 


NUCLEAR BLAZE (Deepnight, per Pc) 

Sul sito ufficiale dello sviluppatore Deepnight, insieme a un blog e a tutorial sulle basi dei giochi per computer, si può provare direttamente nel browser il prototipo di quello che sarebbe poi diventato Nuclear blaze, concepito inizialmente nel corso di una game jam, sfide tra programmatori durante le quali, a partire da un tema comune, ci si cimenta a realizzare il proprio titolo in poco tempo, nel caso specifico 48 ore. Nuclear blaze è il nuovo progetto di Sébastien Benard, autore del cult milionario Dead cells con lo studio francese Motion twin, prima di lanciarsi adesso in una carriera solista. In Nuclear blaze si vestono i panni di un vigile del fuoco, che deve scendere sempre più in profondità, esplorando ogni angolo di un level design via via più complesso, cercando di tenere l’incendio nel misterioso impianto sotto controllo. Il sistema dinamico con il quale nel videogame si propagano ovunque le fiamme, con tanto di backdraft e varie tipologie di pericoli legati alle situazioni e alle superfici, non rappresenta solo un tocco di classe della sua pixel art, ma uno dei problemi di cui venire a capo strategicamente. Si può comunque ricalibrare la difficoltà su misura ed esiste una modalità semplificata per bambini amanti dei camion dei pompieri, dai 3 anni in su. 
 

 

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