Nei giorni scorsi è andato in scena Join the indie, una conferenza in realtà virtuale presentata dagli organizzatori come il primo esperimento di questo tipo in Italia. L’evento, promosso dal colosso dei processori Intel, si è svolto sulla piattaforma Altspacevr, sorta di social network con la particolarità di essere pensato per immergere, possibilmente indossando un visore, in ambienti 3D dove i partecipanti sono liberi di muoversi e di interagire nei panni ciascuno del proprio avatar. Altspacevr oggi fa capo a Microsoft, ma la sua è una strada che interessa a molti, come dimostrano gli sforzi in un solco simile portati avanti dallo stesso Facebook, patron dei caschetti Oculus. Join the indie è stata una delle risposte del settore high-tech alle problematiche derivate dal distanziamento fisico, che ha rarefatto un po’ ovunque viaggi e occasioni di incontro. Obiettivo: offrire un palcoscenico ai piccoli studi di sviluppo di videogame italiani, un panorama che si è fatto sempre più vivace anche nel nostro Paese negli ultimi anni.
Dietro alla sigla Invader studio c’è un gruppo di ragazzi di Olevano Romano appassionatissimi di Resident evil. 1998, l’anno cui fa riferimento il titolo, è quello di uscita del classico Resident evil 2. Prima di creare la loro avventura d’azione dalle atmosfere horror, l’idea era proprio realizzare un remake amatoriale del cult di Capcom. Quel progetto non si è concretizzato, ma anche su spinta degli autori giapponesi ha dato corpo a Daymare: 1998, che rappresenta una rivisitazione originale del filone capitanato dai Resident evil nel quale rivivono, modernizzati, gli stilemi tradizionali del genere, pescando a piene mani dai b-movie a base di zombi del passato romeriano.
REDOUT (34bigthings, per Pc e console)
Un’altra rilettura personale di un genere classico del quale nelle ultime generazioni si è sentita un po’ la mancanza. A metterci una pezza i tornesi 34bigthings, che ha recuperato con il suo stile, attualizzandolo, il filone delle corse futuristiche, in passato già al centro di serie di successo come F-zero e Wipeout. Il termine Redout sta a indicare letteralmente l’effetto del sangue che va alla testa a causa delle incredibili accelerazioni cui sono sottoposti i piloti, in gare tra navicelle da 1000 km/h su circuiti che assomigliano a un ottovolante. Adesso il team è alla prese con Goat of duty, parodia multiplayer dei first person shooter con protagonisti eserciti di capre.
DRY DROWNING (Studio v, per Pc e console)
Tra i primi titoli pubblicati da Vlg, etichetta italiana nata per promuovere titoli dalla forte componente narrativa con un occhio di riguardo agli aspetti storici, artistici e culturali dei videogame, c’è Dry drowning, visual novel del fiorentino Studio v che costituisce la reinterpretazione made in Italy di un genere spiccatamente nipponico dove l’anima dei fumetti acquista una dimensione multimediale. Ambientato in una distopia del futuro nel cuore dell’Europa, l’intreccio di Dry drowning si dipana come un thriller neo noir dagli echi bonelliani e i tanti riferimenti cinematografici, in una città alla Blade runner, sulle tracce di un serial killer che si ispira ai miti antichi e ricorda Seven.
WILLY MORGAN (Imaginarylab, per Pc)
Vlg publishing ha in programma un’altra uscita entro l’estate: Willy Morgan and the curse of Bone Town, in pratica una lettera d’amore della veronese Imaginarylab alle care, vecchie avventure grafiche di una volta. Già nelle prime scene, un occhio attento può scovare riferimenti a due capisaldi del genere, The secret of Monkey Island e Day of the tentacle. Willy Morgan si rifa in tutto e per tutto allo stile classico dei punta e clicca della Lucas tra dialoghi divertenti, enigmi stralunati e oggetti da combinare nelle maniera più curiose. La storia è quella del giovane Willy Morgan, che ricevuta una lettera dal padre scomparso dieci anni prima parte alla scoperta di una misteriosa città dei pirati.
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