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Fortnite, Xbox e la next-gen oltre la console war

Fortnite, Xbox e la next-gen oltre la console war

di Riccardo Anselmi

16 Agosto 2020,05:51

In questi giorni tiene banco lo scontro economico, mediatico e legale tra Epic, la casa di Fortnite, un fenomeno online da 350 milioni di utenti e miliardi di dollari di acquisti in app, e gli store ufficiali di Apple e Google, dai quali il gioco è stato ritirato in seguito all’acuirsi dell’annosa questione sulla divisione dei ricavi, con il famoso 30% delle entrate tradizionalmente richiesto dai gestori per essere presenti e operare sulle loro piattaforme. È proprio il vecchio concetto di piattaforma a stare stretto a Tim Sweeney, fondatore e ceo di Epic, ma anche storico programmatore dell’Unreal engine, oggi il motore grafico più diffuso non solo tra i videogame. Negli ultimi mesi Sweeney è tornato spesso sull’argomento di come la progressiva digitalizzazione dei contenuti imponga di ripensare i modelli di business, liberandoli il più possibile dalle catene dei sistemi chiusi, in modo da ricondurre al centro i consumatori, la vera linfa vitale del settore che non deve essere limitata da vincoli artificiosi ora che invece la tecnologia permetterebbe di passare con comodità da un dispositivo all’altro. 

Anche la grande sfida della next-gen, che si aprirà a fine anno con l’uscita di Ps5 e Xbox one series x, andrà ben oltre le schede tecniche delle console. Da questo punto di vista, la strada tracciata da Microsoft appare chiara. Il futuro di Xbox non si fermerà al nuovo dispositivo, ma si avvantaggerà anche e soprattutto dell’ecosistema che gli ruoterà attorno. Il fatto che la stragrande maggioranza dei giochi Xbox comprati in precedenza continueranno a funzionare su Xbox one series x in maniera ottimizzata è un valore aggiunto dell’evoluzione digitale, che in alcuni titoli si traduce anche nella versione Windows pc già compresa con un singolo acquisto. Una strategia unificata che a settembre di allargherà al campo mobile grazie allo streaming via internet di xCloud, seppure inizialmente appena su Android. Ma basta per farsi un’idea di come sarà il digital entertainment di domani, sempre più incentrato sui contenuti e indipendente dai dispositivi, con la possibilità di riprendere sullo schermo più adatto all’occasione esattamente là dove ci si era interrotti. Ci sono pro e contro in ogni cosa e anche la smaterializzazione delle librerie, che fa perdere il senso di possesso del bene, ha d’altro canto i suoi lati positivi. 

© Riproduzione riservata

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