di Riccardo Anselmi
Per ribadire l’importanza ormai acquisita dalle colonne sonore nei videogame basterebbe ricordare che anche il compositore Premio Oscar Michael Giacchino ha mosso i primi passi, artisticamente parlando, proprio tra gli scenari virtuali del digital entertainment. Oggi i concerti per orchestra, durante i quali vengono eseguiti dal vivo i brani delle serie più famose, da Final fantasy ad Assassin’s creed, da The elder scrolls a The legend of Zelda, registrano il sold out un po’ ovunque nel mondo. E spesso l’aspetto musicale costituisce un elemento particolarmente affascinante, come per questi dieci titoli:
Catherine (Atlus)
Molti compositori sono anche musicisti e ciò ne influenza in maniera naturale la produzione, come nel caso di Shoji Meguro, che rispetto ad altri colleghi, perlopiù pianisti, ha portato nella scena nipponica dei jrpg un’anima elettrica, alimentata dalla sua formazione di chitarrista, appassionatissimo di jazz oltreché di classica, con riferimenti quali le band fusion T-square e Casiopea attive in Giappone negli anni ‘70. Le contaminazioni sonore rappresentano la cifra distintiva dei lavori di Meguro, sia che si tratti dei progetti principali della serie Persona (celebrati dagli spin-off in chiave rhythm game Persona 3: Dancing in moonlight, Persona 4: Dancing all night e Persona 5: Dancing in starlight) sia che ci si avventuri in opere persino più personali come Catherine, horror introspettivo sull’inferno in cui può trasformarsi l’amore dove, tra incubi notturni e serate al bar, l’acid jazz si incastra a reintepretazioni postmoderne di Beethoven, un po’ come i blocchi dei livelli puzzle al centro del videogame. Nella versione rimasterizzata Catherine: Full body il triangolo amoroso tra Vincent, Katherine e Catherine si allarga in un quadrilatero che descrive, attraverso la psicologia dei sogni, la crisi e il senso di smarrimento dei trentenni di oggi.
Catherine: Full body è pubblicato da Deep silver per Ps4
Dragon quest XI (Square Enix)
Il compositore Koichi Sugiyama, che ha compiuto 88 anni lo scorso aprile, è un’istituzione del digital entertainment made in Japan. Sue le colonne sonore di tutti i Dragon quest, saga ultratrentennale considerata il grande classico dei jrpg che ha la particolarità di essere sempre stata curata, nell’arco degli undici episodi usciti in totale, dallo stesso nucleo originale costituitosi nel 1986 col primissimo capitolo, in grado di riunire nel progetto figure leggendarie non solo per la scena videoludica. Oltre al game designer Yuji Horii e a Sugiyama, che precedentemente si era occupato delle musiche di famosi anime, c’è il tocco del fumettista Akira Toriyama, il papà del manga Dragon ball, qui nel ruolo di direttore artistico. Dragon quest XI, kolossal celebrativo dei trent’anni della serie, è stato adesso ripubblicato per la console Nintendo Switch in una versione riveduta e corretta che, tra le tante cose, aggiunge la possibilità di ascoltare il riarrangiamento sinfonico (eseguito dalla Tokyo Metropolitan Orchestra) della colonna sonora, inizialmente presentata in midi, un formato elettronico con cui rievocare il passato.
Dragon quest XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva è pubblicato da Nintendo per Switch
Yooka-Laylee and the impossible lair (Playtonic)
Ciascun genere ha i propri linguaggi, anche musicali, come dimostrano i veterani Grant Kirkhope e David Wise, che nei mitici anni Novanta di Rare, quando lo studio British sedeva nell’olimpo al fianco di Nintendo, hanno potuto esplorare le sonorità di tipologie di giochi molti differenti, ma ugualmente entrati nella storia del digital entertainment: da Battletoads a Perfect dark, da Killer instinct a Goldeneye, da Donkey Kong country a Banjo-Kazooie. Quella Rare non esiste più. Lo spirito di allora rivive però in serie come Yooka-Laylee, nata per iniziativa di ex sviluppatori della vecchia Rare che, per ritrovare l’anima dei loro leggendari platform, pieni di humour e colori da cartoon, non hanno trascurato il discorso musicale. Dove il primo Yooka-Laylee omaggia l’avventura 3D intrapresa ai tempi di Banjo-Kazooie, il sequel/spin-off Yooka-Laylee and the impossible lair recupera con il camaleonte Yooka e la pipistrella Laylee le dinamiche del classicismo bidimensionale, o meglio 2.5D, di un’altra pietra miliare dell’epoca d’oro di Rare, cioè Donkey Kong country. A sostenerne la corsa su e giù per i livelli fantasie di motivetti orecchiabili, che entrano subito nella testa, facendo fischiettare il buon umore.
Yooka-Laylee and the impossible lair è pubblicato da Team17 per Pc, Ps4, Xbox one e Switch
Code vein (Bandai Namco)
Anche se ufficialmente ha annunciato se non proprio un addio alle scene, comunque un lungo periodo di pausa, il duo giapponese Vamps formato dal bassista Hyde e dal chitarrista Kaz si è concesso ancora almeno il tempo di una collaborazione, che in effetti si sposa perfettamente con le atmosfere horror rock, elettro melodiche, del progetto lanciato nel 2008 dalle star delle band L’Arc-en-Ciel e Oblivion dust, con alle spalle decine di milioni di dischi venduti. Il videogame Code vein, che comprende brani dall’ultimo album in studio Underworld (2017), immagina un futuro post apocalittico in cui la salvezza dell’umanità è affidata a una specie di vampiri, gli unici in grado di combattere altri mostri, ben più pericolosi, che emergono dalla rovine della civiltà. Nel titolo confluiscono influenze di due serie molto popolari portate avanti dallo stesso produttore nipponico Bandai Namco, che vanta già nel suo catalogo le hit God eater e Dark souls, dei quali Code vein rappresenta in un certo senso l’unione, all’insegna del più spiccato made in Japan, capace di vestire il digital entertainment nello stile degli anime.
Code vein è pubblicato da Bandai Namco per Pc, Ps4, Xbox one
Valfaris (Steel mantis)
L’incarnazione digitale dell’immaginario metallaro. Valfaris prosegue un discorso già affrontato dagli autori nel precedente Slain: Back from hell, spostando intanto l’atmosfera dall’horror alla science fiction e coinvolgendo nel progetto un nome storico della scena del rock duro, anzi durissimo: Curt Victor Bryant, ex chitarrista degli svizzeri Celtic frost, tra le anime nell’Europa degli anni ‘80 della neonata corrente extreme metal, spinta da riff veloci e violenti. Ed è proprio la musica a forgiare il brutale universo di Valfaris, che prende vita grazie alla pixel art di Andrew Gilmour, capace di animare lungo le esplosive sequenze action platform 2D del videogame quei sogni fantastici rievocati nelle copertine degli album delle band simbolo del genere o nelle pagine di riviste come l’emblematica Métal hurlant. Anche gli scontri con i terribili mostri del suo cybernetico mondo alieno si concludono al ritmo del caratteristico headbanging che agita le chiome ai concerti, mentre a farsi strada, armi borchiate in pugno, è la rockstar capellona degli eroi pulp figli delle Weird Tales di Robert E. Howard.
Valfaris è pubblicato da Big sugar per Pc, Switch, Ps4 e Xbox one
Endless space 2 (Amplitude)
La musica è un elemento così importante nell’universo di Endless space da aver convinto gli sviluppatori a dedicare alcuni dei numerosi contenuti scaricabili con cui in questi anni si è espanso il progetto proprio alla colonna sonora. In particolare, dopo Lost symphony, che insieme a sette tracce inedite introduce in Endless space 2 gli Harmony, una civiltà di viaggiatori galattici mossi dall’interesse verso le enigmatiche sonorità celesti, adesso tocca al dlc Harmonic memories, nel quale lo storico compositore della serie, FlybyNo, al secolo l’arpista francese Arnaud Roy, riprende in mano nove dei suoi brani preferiti, riproponendoli in nuove versioni riarrangiate e rimasterizzate per l’occasione. Tra gli strumenti utilizzati il flauto tradizionale armeno duduk, già ascoltato nel main theme del primo Endless space. Spazio poi ai sintetizzatori, come il celebre Solaris di John Bowen, grande passione di Flybyno, che unisce l’anima classica all’elettronica. Anche i cori sono stati registrati per la prima volta a due voci in un titolo che, con la sua space opera, offre uno sguardo autoriale e narrativamente ricco al genere dei grandi strategici.
Endless space 2 è pubblicato da Sega per Pc e Mac
The Textorcist: The story of Ray Bibbia (Morbidware)
In una sorta di reciproco scambio, l’onda revival della synthwave, immersa nelle atmosfere elettroniche degli anni ‘80, ha contagiato anche i videogame di oggi, come viene celebrato in The Textorcist: The story of Ray Bibbia. Oltre a essere uno degli indie made in Italy più interessanti dell’ultima informata, l’originale horror tutto da ridere firmato da Matteo Corradini, lo youtuber del collettivo comico The pills, accompagna il peregrinare del giocatore con le musiche di Gost, tra le voci della scena synthwave più in forte ascesa, dove l’amore per John Carpenter (compositore e non solo regista) si sposa con retaggi metal. Carica di citazioni cinematografiche rilette in parodia, l’avventura – che trova un parallelo nell’opera di Dario Argento - ha per sfondo un’apocalittica, ma ancora riconoscibilissima Roma pseudo-contemporanea, popolata di demoni sotto mentite spoglie e in cui gli esorcisti fuoriusciti dal Vaticano, come Ray Bibbia, svolgono un lavoro simile ai detective privati dell’immaginario hardboiled. Le dinamiche mischiano typing game e bullet hell, con la necessità di scrivere letteralmente con la tastiera gli esorcismi.
The Textorcist: The story of Ray Bibbia è pubblicato da Headup per Pc e Mac
Final fantasy VIII (Square Enix)
Nobuo Uematsu rimane probabilmente il compositore di colonne sonore dei videogame più conosciuto al grande pubblico, avendo firmato parecchi episodi di una serie famosa e apprezzata anche per le musiche che, nel caso di Final fantasy, diventano elementi fondamentali per sostenere una messinscena in grado di superare facilmente il centinaio di ore. Le sue sono le note che hanno accompagnato le toccanti avventure di eroi indimenticabili e, insieme, la crescita di una generazione di giocatori. Tra le opere più rappresentative del pianista giapponese, che da giovane andava pazzo per Emerson, Lake & Palmer, Simon & Garfunkel ed Elton John, c’è Final fantasy VIII, di cui ricorre il ventesimo anniversario, festeggiato dal produttore Square enix con l’uscita dell’attesissima versione rimasterizzata di uno dei jrpg più amati pure dal pubblico occidentale, stregato dalla storia romantica di Squall e Rinoa. Final fantasy VIII viene ricordato anche per l’introduzione nella colonna sonora di vere e proprie canzoni: il tema principale Liberi fatali, caratterizzato dai cori in latino, e la ballata pop Eyes on me, capace di scalare le classifiche dell’epoca.
Final fantasy VIII remastered è pubblicato da Square Enix per Pc, Ps4, Xbox one e Switch
John Wick hex (Bithell)
L’attore Keanu Reeves sta vivendo un enorme ritorno di popolarità, che percorre anche la strada dei videogame. Non c’è dubbio che annunciare la presenza della star di Matrix (assurto proprio vent’anni fa a manifesto della nuova cultura digitale) in un gioco di ruolo fantascientifico tanto atteso come Cyberpunk 2077 abbia lasciato il segno sul palco dell’E3, la più grande fiera dedicata all’intrattenimento elettronico. Ma c’è pure John Wick, altra saga di film con protagonista Keanu Reeves, nel ruolo di un ex killer al quale il destino non lascia appendere la pistola al chiodo. I suoi virtuosismi hanno fatto breccia, oltreché nel cuore del pubblico, in quello del game designer indie Mike Bithell (Thomas was alone), che ha trasformato l’estetica delle pellicole in un originale tattico a turni in stile fumetto, John Wick hex, a metà tra Xcom e Superhot, dove in pratica ci si trova a coreografare, mossa dopo mossa, le spettacolari sparatorie viste al cinema, riosservando poi il risultato nella fluidità dell’azione. Un approccio autoriale che appare un unicum trattandosi di una licenza così importante e che si estende alla ricercatezza della colonna sonora, firmata da un’altra icona, Austin Wintory (Journey).
John Wick hex è pubblicato da Good shepherd entertainment per Pc e Mac
Indivisible (Lab zero)
Indivisible è una produzione internazionale, elaborata con passione certosina dallo studio americano Lab zero, già acclamato per il picchiaduro Skullgirls, e che ha ottenuto il supporto, nella lunga marcia verso la pubblicazione, di un editore dalle radici italiane, 505 Games. Eppure fin dall’inizio il progetto ha dichiaratamente guardato anche e soprattutto ai classici della scuola nipponica, da Valkyrie profile a Super metroid, raccogliendone l’eredità non solo spirituale, ma coinvolgendo subito nella realizzazione del titolo un protagonista di quell’epoca d’oro, il compositore Hiroki Kikuta, celebre per aver lavorato alla serie Secret of mana. Le sue musiche costituiscono in effetti un ingrediente fondamentale che aiuta il giocatore a immergersi nelle atmosfere fantastiche di Indivisible, action rpg disegnato a mano e straordinariamente ricco che si apre con un grandioso filmato in stile anime, diretto da un altro nome di grido del made in Japan, Yoh Yoshinari (Valkyrie profile, Little witch academia). Il racconto, ispirato alle tradizioni del sud-est asiatico, si fonde indissolubilmente con il gameplay, nella missione di una ragazzina che incarna in sé i poteri di antichi guerrieri.
Indivisible è pubblicato da 505 Games per Pc, Mac, Linux, Ps4, Xbox one e Switch
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