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Indie planet. Dieci piccoli indie sotto l'albero

Indie planet. Dieci piccoli indie sotto l'albero

di Riccardo Anselmi

24 Dicembre 2021,17:11

ENCODYA (Assemble entertainment, per computer e console)
Una bambina orfana e sola al mondo, che si aggira in una spietata megalopoli cyberpunk in compagnia di un impacciato robot, messo al suo fianco con il compito di proteggerla. Vive di forti contrasti l’avventura punta e clicca sviluppata da Nicola Piovesan e Chaosmonger studio: l’innocenza di una piccola indifesa e il contesto di una città dominata dai torbidi intrecci tra un governo corrotto e multinazionali senza scrupoli; la delicatezza di sentimenti e la durezza delle situazioni; l’umorismo folle di alcuni personaggi e le atmosfere livide di una Neo Berlino, dettagliatamente costruita, sotto la pioggia che sembra ritagliata da un cupo Blade Runner. La grafica è un tributo allo Studio Ghibli, proprio per la capacità di Hayao Miyazaki di riuscire a guardare con la limpidezza degli occhi dell’infanzia anche temi drammatici, come la guerra. La giovanissima Tina, che scoprirà di avere una missione più grande di lei da portare a termine, rende omaggio alle forze insperate che nelle circostanze più difficili possono aiutare pure una minuscola eroina a vincere contro il male.


FARADAY PROTOCOL (Deck13, per Pc e console
Un puzzle game dalle atmosfere fortemente suggestive, che adotta la visuale in prima persona per immergere ancor di più nell’avventura di un archeologo interstellare alle prese con il mistero di una civiltà sconosciuta. Alla base degli enigmi di Faraday protocol ci sono le leggi che regolano il passaggio dell’energia da un corpo a un altro, in questo caso tramite l’uso di una sorta di arma aliena. La geometria degli spazi, lucenti nel raffinato contrasto tra superfici di oro e di nero, rispecchia archetipi architettonici, alimentando la cripticità della situazione e il desiderio di capire cosa si nasconda in questo arcano pianeta del futuro. Lo studio italiano Red koi box è riuscito, dosando accuratamente vari aspetti, dalla musica evocativa al nitore dello stile grafico, ad avvolgere in un alone di inquietudine l’incedere in labirinti dall’articolazione rigorosamente razionale. Mentre si esplora questo mondo dimenticato, in un crescendo di complessità, riecheggia uno dei rovelli della fantascienza: Siamo veramente soli nell’universo?


WYTCHWOOD (Whitethorn digital, per computer e console)
Dimenticate i cavalieri senza macchia e senza paura, ma anche le principesse coraggiose che sempre più riescono a farsi strada nel mondo fantasy interattivo dei videogame. In un ribaltamento dei tipici ruoli, come protagonista del loro “Wytchwood” i canadesi Alientrap hanno scelto un’anziana strega, sofferente degli acciacchi dell’età e che, per combattere i nemici, ha a disposizione pressoché solo un armamentario di pozioni magiche, oltre a un sano spirito di intraprendenza. È soffusa di ironia questa riscrittura che rielabora molto liberamente i motivi di classiche fiabe, omaggiandone gli strambi scenari e i più curiosi personaggi, dai tre porcellini al lupo cattivo, confezionando una sorta di libro illustrato, disegnato a mano, dove cupe storie prendono vita. La missione è infatti procacciare anime per una creatura sulfurea. Nonostante l’esperienza, c’è ancora tanto da imparare dal libro degli incantesimi per andare poi alla ricerca degli ingredienti richiesti, tutt’altro che semplici da trovare, ma risolvere il rebus è parte del divertimento.


CLOCKWORK AQUARIO (Inin, per Playstation e Switch)
Quello di Clockwork aquario appare un caso più unico che raro, al punto da valere l’inserimento del titolo nel Guinness dei primati: sono infatti trascorsi trent’anni tra l’inizio dei lavori, nel 1991, e l’effettiva pubblicazione, avvenuta per la prima volta adesso, nel 2021. Colpa dei cambi di paradigma del digital entertainment, che all’epoca convinsero Sega ad abbandonare il progetto, interessato a spingere al limite il classico 2D, mentre nel panorama degli arcade si affacciava già la rivoluzione 3D. Fortunatamente Inin e Strictly limited, realtà editoriali specializzate proprio nel recupero filologico e nella salvaguardia delle gemme del passato, non si sono lasciati scappare l’occasione di ripescare anche questa perla, portandone avanti lo sviluppo fino alla conclusione insieme ai membri del team originale Westone, guidato da Ryuichi Nishizawa, il celebre autore del cult Wonder boy, qui affiancato da un altro nome storico, quello del compositore Shinichi Sakamoto. Clockwork aquario è un piccolo, grande capolavoro disegnato tra le fantasie colorate dei pixel, nel quale si respira a pieni polmoni lo spirito dell’old school del made in Japan, tanto rétro quanto al tempo stesso d’avanguardia, capace di riannodare splendidamente il filo che unisce l’arte dei videogame con la tradizione dell’animazione nipponica.


SCARF (Handygames, Thq nordic, per Pc)
Un platform pieno di poesia, dove si attraversa l’incanto dell’oceano, del deserto e della foresta con i loro orizzonti sconfinati, per scovare la verità nascosta in un’oscura leggenda, che ha lasciato accanto al protagonista una sciarpa magica, capace a poco a poco di acquisire nuove forme per aiutarlo a superare vari ostacoli e a combattere i nemici. Attenzione, però, che anche l’ingegnosa e irruenta lunga fascia può sbiadire e perdere così energia, da reintegrare recuperando specifici oggetti e, nel frattempo, provare a cavarsela da soli. Artisticamente disegnato, il primo titolo del piccolo studio indipendente Uprising, di Salamanca in Spagna, dischiude un’oasi di sorprendente tranquillità, dove non c’è bisogno di tante parole per comunicare: bastano la musica e i colori. Sfere di inchiostro disseminate nel paesaggio concorrono a ricomporre i pezzi della storia. Di enigma in enigma è un inno alla libertà quello che si dispiega, in una manciata di ore, circondati da spiriti in pena, alla ricerca del loro posto nella natura circostante.


KAINGA: SEEDS OF CIVILIZATION (Green man, per Pc)
L’amore per i city builder e la passione per lo studio delle lingue straniere, quali chiavi per aprirsi ad altre culture, hanno spinto Erik Rempen a mettersi di impegno per realizzare un gioco tutto suo, dove trovare quella varietà che cercava e non riscontrava. Nel mondo fantasy di Kainga effettivamente si possono costruire anche villaggi galleggianti o completamente mobili, che vengono trasportati sul dorso di animali giganti, dopo averli opportunamente addomesticati. Un ulteriore elemento che caratterizza Kainga è l’accento sul capitale umano, ossia le persone, guidate dal Pensatore (Thinker), personaggio centrale nell’imprimere una direzione allo sviluppo della comunità, capace come è di stabilire proficue relazioni con l’ambiente circostante e con le applicazioni, anche piuttosto originali, della tecnologia. Le minacce arrivano dalle tribù rivali, come da catastrofici eventi atmosferici, contro i quali impostare sistemi di difesa. Se il leader cade, non c’è speranza di salvezza e dunque va protetto a ogni costo, in un titolo dall’aspetto roguelike dove decisioni sbagliate possono portare alla scomparsa dell’insediamento e alla necessità di ricominciare daccapo, facendo tesoro di quanto appreso.


GIANTS UPRISING (Varsav, per Pc)
Soprattutto nell’ultimo decennio, il digital entertainment ha trovato in Polonia una delle sue più fervide fucine. Spinta anche dai successi di The witcher, quella polacca è cresciuta affermandosi oggi tra le scene di riferimento, grazie all’opera di numerosi team di sviluppo sorti un po’ ovunque nel Paese. Varsav game studio ha sede a Varsavia ed è impegnato attualmente in un’originale rilettura dell’epica fantasy, proposta su Pc secondo la formula work in progress dell’accesso anticipato. Al centro di Giants uprising c’è un ribaltamento di prospettive, che dà il la a una sorta di reinterpretazione postmoderna del mito di Spartacus. Gli umani non sono gli eroi, ma i subdoli cattivi che hanno ridotto in schiavitù l’antica razza dei giganti, insieme alla quale nel gioco si accende il fuoco la ribellione, dalle arene dove gli uomini si divertono a vederli combattere fino alle città, destinate a subirne l’ira, lungo un’escalation di distruzione dai toni pulp animata dal differente senso di scala delle battaglie, in cui l’uno affronta spesso la moltitudine in una vivida rappresentazione di terrore.


PUNK WARS (Jujubee, per computer)

Il punk non è solo un genere musicale, ma il contenitore per diverse ambientazioni: dallo steampunk, probabilmente l’immaginario più celebre del filone in cui si inventano evoluzioni tecnologiche alternative a partire dal passato, fino a una varietà davvero ampia di declinazioni, che di volta in volta prendono il nome di dieselpunk, steelpunk, atompunk, a seconda delle ispirazioni. Se nello steampunk rivivono echi vittoriani e macchine a vapore, col diselpunk ci si sposta nella prima metà del Novecento, dominata dai carburanti, per arrivare poi alla fantascienza vintage anni ‘50 dell’atompunk, figlio del nucleare, e ancora allo steelpunk, in cui si inserisce pure il panorama post-apocalittico di Mad Max. Lo studio polacco Strategy forge con Punk wars li mette uno contro l’altro, costruendoci attorno uno strategico a turni del tipo 4X, una sorta di Civilization retrofuturistico dove ciascuna delle summenzionate fazioni lotta per il dominio del pianeta, cercando di sfruttare al meglio le proprie caratteristiche, che ne rendono unici gli stili di gioco, anche se tutte devono comunque fare i conti con la scarsità di risorse di un mondo devastato dalle guerre, nel quale ogni scelta ha un peso specifico maggiore, nel breve o nel lungo periodo.


GIGAPOCALYPSE (Headup, per Pc)
All’origine di un titolo come Gigapocalypse ci sono fascinazioni che rimandano ai ricordi di gioventù. In generale si tratta di un omaggio al filone kaiju, i mostri colossali tipici della fantascienza giapponese, da Godzilla in poi, celebrati anche da Guillermo del Toro nel film Pacific rim. L’altro riferimento è prettamente videoludico e si rifà a Rampage, un vecchio classico delle sale giochi degli anni ‘80 in cui nei panni dei suddetti mostri ci si sfidava allegramente a distruggere le città. Anche se le dinamiche sono diverse, con una ricetta che nell’opera di Goody Pundit mischia elementi rpg quasi da Tamagotchi a un taglio vicino agli endless runner, dove l’azione scorre in un certo senso autonomamente dall’inizio alla fine del livello, lo spirito è in fondo lo stesso: creare caos devastando il più possibile lo scenario, cercando al contempo di non essere sopraffatti dalle forze di difesa terrestri. Man mano che si sviluppano le facoltà della creatura, sbloccando mosse e potenziamenti, l’una prende il sopravvento sull’altra. Ironico, con tanto di bizzarri combattimenti contro boss a tema, Gigapocalypse sviluppa con leggerezza un tributo citazionista.


PRISON SIMULATOR (Baked, per Pc)
Di Simulator, da quelli accurati ai più assurdi, negli ultimi anni si è riempito il digital entertainment. Anche senza particolari raffinatezze, anzi presentando a volte caratteristiche piuttosto elementari, a cominciare dalla grafica, si sono rivelati spesso un filone perfetto per riempire i palinsesti dello streaming, garantendo milioni di visualizzazioni agli youtuber di turno che si divertono a impostare show a suon di bug. Sono nati così fenomeni come Goat simulator. Uno degli esponenti più curiosi è Prison simulator dei polacchi Baked che, un po’ come Just die already, la nuova fatica dei creatori di Goat simulator, fa a suo modo persino satira sociale, prendendo di mira in questo caso il sistema carcerario degli Stati uniti, rievocando coi toni spontanei di una grottesca parodia, anche quando le situazioni si fanne decisamente serie, per esempio espletando le pratiche di un condannato nel braccio della morte, tutto il peggio che si è visto in film e serie tv a tema. Nel ruolo di un secondino, bisogna gestire la prigione, gli ospiti e i colleghi decidendo quali regole seguire di volta in volta. L’editor permette di personalizzare anche i carcerati, mettendo dentro chi si vuole e influenzando le dinamiche delle partite, che si sviluppano attraverso un semplice sistema di relazioni sociali e mini giochi.

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