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Indie planet. Dieci piccoli indie sotto l'albero

indie planet

di Riccardo Anselmi

03 Aprile 2022,17:55

THE LIFE AND SUFFERING OF SIR BRANTE (101XP per Pc, Playstation e Xbox)

Soprattutto negli anni Ottanta sugli scaffali delle librerie ebbero una certa fortuna i libri game, che chiedevano al lettore di compiere delle scelte per proseguire nella storia, rendendolo un po’ arbitro del destino dei personaggi. In base alla decisione, veniva indicato il capitolo da raggiungere per andare avanti fino al successivo bivio del racconto. Ed è ancora un vero e proprio libro, artisticamente rilegato e dalle tavole disegnate come un antico volume di pregio, quello che si sfoglia virtualmente nel gioco The life and suffering of Sir Brante sviluppato dallo studio Sever. Ci si immedesima nella vita del protagonista, dall’infanzia all’età adulta, in un periodo d’invenzione che ricorda per alcuni tratti l’Europa dell’età moderna, segnata da feroci lotte dinastiche e violenti conflitti di religione. La società di questo rpg dalla forte impronta narrativa appare rigidamente divisa in classi: nobiltà, clero e gente comune. A quest’ultimo strato, privo di diritti e assoggettato ai primi due, appartiene per nascita Brante, figlio di un nobile e di una popolana. Capire se si vuole intraprendere la scalata per acquisire una condizione pari a quella del nostro fratellastro, la cui madre era un’aristocratica, oppure partecipare alla ribellione dei ceti più umili in tumulto è una direttrice fondamentale per orientarsi nel suo spietato Gioco dei troni. Non è unicamente l’elegante aspetto grafico a catturare l’attenzione, ma la cura con cui la galleria di uomini e donne che si incontrano viene tratteggiata, in una trama avvincente che si crea con le proprie azioni.

PRIMORDIA (Wadjet eye games per computer e Switch)

Il protagonista Horatio Nullbuilt e la sua spalla Crispin: due eroi per caso in un mondo post-apocalittico dove remote leggende raccontano che lì, su quel pianeta, un tempo abitavano gli uomini, ormai estinti insieme alla loro civiltà. Sono rimasti solo i robot - senzienti - che non riescono ad arrestare però l’inesorabile declino che avvolge ogni vestigia del lontano passato. Era il 2012 quando l’avventura sviluppata per computer da Wormwood studios trasportava tra i misteri di un futuro devastato, illuminato da un fioco barlume di speranza. Adesso che il titolo arriva sulla console Nintendo switch si riconferma il fascino di un racconto affidato al punto di vista delle creature meccaniche, in un coerente affresco dove l’umanità è assente, ma continua ad avere una sorta di seconda vita nella dimensione del mito, dove realtà e finzione si confondono. Autore della storia è Mark Yohalem, avvocato di professione, con studio a Los Angeles, e game designer per passione, scaturita quando, dodicenne, incappò nel punta e clicca Loom, restandone conquistato. La grafica in pixel art è proprio un omaggio alla stagione d’oro del genere, a metà anni Novanta. Gli enigmi invece rimandano alla scena cyberpunk, basati come sono su strani congegni tecnologici, spesso all’interno di edifici in rovina. Il saggio e introverso Horatio, con l’aiuto del disincantato e sarcastico Crispin, è costretto a mettersi in viaggio, in un percorso che gli rivelerà qualcosa di sé e le ragioni della sparizione dell’uomo. Wadjet eye games, la casa fondata da Dave Gilbert, non è solo editore, ma ha collaborato alla realizzazione attraverso l’apporto di Nathaniel Chambers, che si è occupato della musica e del suono.

DIPLOMACY IS NOT AN OPTION (Door 407 per computer)

La diplomazia non è un opzione in campo: lo afferma esplicitamente il titolo dello strategico in tempo reale sviluppato da Door 407 (uscito con la formula dell’accesso anticipato), che non lascia margini per negoziati. Sarà dunque guerra, ma non significa che tutto verrà deciso unicamente in battaglia. Con una certa dose di cupa ironia il giocatore impersona un signore feudale le cui giornate scorrerebbero festanti e tranquille, non fosse per le ribellioni di contadini che non vogliono saperne di assoggettarsi, sacrificando le loro vite per i vantaggi del lord, o per le incursioni di banditi desiderosi di mettere le mani sulle ricchezze del castello. Fortificare l’insediamento per fronteggiare gli assalti e gestire le risorse per riuscire a resistere in caso di assedio sono alcune delle azioni da non trascurare per uscire vittoriosi di fronte a orde di nemici sempre più numerosi. Ecco perché è indispensabile occuparsi pure di fornire adeguati mezzi di sostentamento agli abitanti: più il villaggio si ingrandisce, maggiori opportunità si presentano per reclutare soldati per combattere e manodopera per costruire opere difensive sempre più efficaci. Niente può essere trascurato: anche ai cadaveri dei caduti deve essere offerta presto una sepoltura, per evitare l’esplodere di devastanti epidemie. Né si deve compiere l’errore di distruggere i cimiteri. In questo medioevo riletto in chiave fantasy anche i fantasmi dei cavalieri possono essere chiamati alle armi.

GHOST ON THE SHORE (Application Systems Heidelberg per computer)

Una ragazza su una barca, un’improvvisa tempesta e l’approdo su uno strano arcipelago, insieme a un misterioso compagno di viaggio invisibile, che si rivela essere un fantasma. Tra eteree creature e arcane atmosfere si svolge il racconto multimediale di like Charlie, che si sviluppa anche attorno al rapporto che la giovane Riley è in grado di instaurare con il defunto Josh. Scegliendo come interagire, grazie ai dialoghi in momenti chiave, si arriverà a uno dei finali multipli della storia. C’è tanto da indagare per capire come mai le tre isole siano popolate di spettri e fuochi fatui. Riley osserva, raccoglie indizi, prende appunti e disegna schemi sul suo diario, mentre le diverse spiagge, ciascuna ben caratterizzata e dalla peculiare personalità, resa graficamente attraverso scenari evocativi, lasciano affiorare scampoli di un oscuro passato, come accadeva nella lussureggiante vegetazione tropicale della serie tv Lost. Filo conduttore il senso della memoria, capace di tenere vivo il ricordo di chi non c’è più, continuando così ad alimentare un fecondo mondo di affetti basato su legami solidi e inscindibili. Ma perché proprio Riley è stata sospinta verso quei lidi?

QUEST FOR INFAMY (Ratalaika, per Playstation, Switch e Xbox)

Sembra arrivare direttamente dagli anni ‘90, ma è più recente di così. Quest for infamy nasce d’altronde proprio come omaggio alle avventure grafiche di una volta: il riferimento più esplicito, già dal titolo, rimanda alla serie Quest for glory, poi in realtà c’è un po’ di tutto, da Sam & Max a The secret of Monkey Island e un pizzico di Leisure Suit Larry. Dopo il debutto su Pc nel 2014, tocca adesso alle versioni console, nuovo terreno di caccia del piccolissimo studio indie Infamous quests, che ha ricevuto una spinta iniziale col crowdfunding, su Kickstarter. Si tratta in effetti di un progetto più unico che raro nel panorama attuale, non solo per lo humour, ma per l’indole scorretta, con la quale si narrano le gesta di un antieroe, un vero mascalzone a spasso per le corti medioevali, con quel taglio tutta da ridere della parodia in chiave pop. A metà tra punta e clicca e rpg, Quest for infamy racconta l’amore per il passato attraverso anche il suo disincanto, senza smettere un attimo di essere divertente, inventandosi battute, situazioni imbarazzanti, momenti surreali... Una trovata dietro l’altra. Come recita lo slogan, vestire i panni del cattivo non è mai stato così spassoso.

THE COMPANY MAN (Leoful per Switch)

Dagli oscuri travèt della letteratura ottocentesca alla goffaggine di Ugo Fantozzi, impiegati costretti a lavori ingrati in un ambiente oppressivo: la rivincita di questa categoria universale arriva dalla Malesia, con il platform bidimensionale The company man dello studio Forust. L’azienda vista come un campo di battaglia, dove capi dalle richieste impossibili e colleghi arrivisti e senza scrupoli, o per lo meno completamente fuori di testa, cercano di bloccare la carriera del protagonista Jim, lanciato invece in una scalata che dovrebbe essere coronata, gradino dopo gradino, o meglio livello dopo livello, dall’agognata poltrona di ceo. Neolaureato, pieno di tante speranze, Jim si confronta dunque con le regole spietate di un ufficio dove per sopravvivere ha a disposizione tazze su tazze di caffé, con cui mantenere elevati i livelli di energia, mentre per combattere i rivali si possono scagliare con forza tastiere del computer e sfilze interminabili di email. Ironico e dissacrante, The company man ripercorre a modo suo le varie divisioni di un’impresa, dall’assistenza ai clienti al marketing, al reparto vendite, con Jim che prova a farsi strada, di corsa, a passo di carica.

DEALER’S LIFE 2 (Abyte entertainment per computer e mobile)

Diventare ricchissimi partendo da un piccolo banco dei pegni: era la scommessa di Dealer’s life, coloratissimo e scanzonato gestionale lanciato da Abyte entertainment, software house indipendente fondata a Milano da Giulio "Tanek" Marra e Federico "Fiz" Palombini, che già dal 2016 avevano cominciato a creare il loro titolo ispirato alle trasmissioni tv su aste, banchi dei pegni e in generale le trattative tra acquirenti e venditori, tenendo in mente però le dinamiche di un cult come Papers, please di Lucas Pope, dove a contare è anche la capacità di introspezione psicologica per tentare di decifrare, e influenzare, il comportamento altrui. Adesso, con il sequel Dealer’s life 2, il gioco si presenta con una veste rinnovata e un più ampio parterre di personaggi, tra i quali scegliere il proprio avatar, mentre la già molto variegata galleria di stravaganti clienti si moltiplica ulteriormente, così come la lista di dipendenti da assumere man mano che si allarga il giro d’affari. C’è comunque un’etica da rispettare, facendo attenzione a non commercializzare merce rubata o prodotti falsi spacciati per autentici, pena il compromettere la reputazione, causando un danno non facilmente reversibile. Insomma, si ride e si scherza, però con tante sfide concrete da affrontare, bilanciando investimenti, prestiti bancari e ricavi. Imparare a leggere le aspirazioni, i reali bisogni, le velleità di chi si rivolge allo sportello per far valutare e cedere un oggetto resta la chiave per ottenere ciò che si vuole e scalare il successo.

WORKERS AND RESOURCES: SOVIET REPUBLIC (3Division per computer)

Vivere, al tempo della guerra fredda, in una repubblica socialista situata al confine tra l’Unione Sovietica e Paesi appartenenti alla Nato, sperimentando una forma di economia pianificata, capace di incidere su ogni aspetto della società. Per ora in accesso anticipato, Workers and resources, sviluppato da 3Division, ha l’obiettivo di far crescere il proprio territorio da poverissimo fino al rango di superpotenza industriale, prendendo in considerazione infrastrutture, impianti produttivi, risorse minerarie, insediamenti urbani, con un elevato grado di dettaglio che arriva alla riproduzione delle caratteristiche di edifici, mezzi di trasporto e macchinari di un’epoca collocata tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta, prima della caduta del muro di Berlino. Gli autori di questa sorta di operazione amarcord sottolineano di non voler affrontare un discorso politico, bensì ricreare il contesto di un passato relativamente recente, provando a comprenderne le dinamiche. Nella simulazione lo Stato può decidere di mantenere la propria indipendenza dai due blocchi oppure intrattenere relazioni commerciali con entrambi o con uno solo. Non esiste comunque proprietà privata e l’intervento pubblico si occupa a 360 gradi del benessere del cittadino, organizzandogli le occasioni di tempo libero. Occorre anche prevedere una rete di supporto per i genitori: in presenza di figli piccoli, le mamme e i papà non possono lavorare se non sono in funzione adeguati asili nido per i bambini.

ABOUT AN ELF (Meringue interactive per Switch)

Una principessa di tutti gli elfi decisamente pop che ha al suo fianco, come aiutante, un candido gatto gigante dal nome Roland, come il paladino eroe del celebre poema epico medievale. È infatti un’impresa portentosa quella che Dam, l’esuberante creatura dal caschetto biondo e dalle orecchie a punta, si accinge a intraprendere: eliminare i mostri bizzarri che hanno sfrattato gli elfi, un tempo presenti ovunque, e ritrovare la perduta terra promessa di Elftopia. Colori sgargianti e situazioni surreali si susseguono di continuo nell’originale titolo sviluppato dalla texana Meringue interactive. Sostanzialmente si tratta di un racconto interattivo, che ricorda le dinamiche di una visual novel, con molti dialoghi da leggere e ogni tanto qualche scelta da compiere, ma ci sono anche sequenze da avventura punta e clicca, tramite le quali scovare utili oggetti, e sezioni di combattimento, dove l’arma è costituita dalle magicball, sfere magiche dalle svariate proprietà la cui efficacia dipende dal punto debole del nemico di turno, che va in precedenza individuato. Ricco di humour, scanzonato e strampalato, About an elf è un viaggio di ricerca anche interiore, sulle tracce di un mito.

MOTOROADER MC (Ratalaika, per Playstation, Switch e Xbox)

Nonostante un’idea diffusa, e sebbene abbia senza dubbio rappresentato la vera svolta multimediale del settore, Playstation di Sony non è stata la prima console dotata di cd-rom. Ci aveva già pensato Nec, un’altra azienda nipponica, col Pc engine, che alla fine degli anni ‘80 si inserì come terzo incomodo nella guerra dei big dell’intrattenimento elettronico, all’epoca una contesa tutta giapponese tra Nintendo e Sega. La qualità dei titoli, quasi una generazione avanti rispetto ai concorrenti, fece per un attimo vacillare persino il regno del Famicom, la console di Super Mario bros. Il Pc engine fu la casa di molti shmups e di altri cult, da Snatcher di Hideo Kojima a Castlevania: Rondo of blood. Nella collezione del The strong national museum of play, galleria newyorkese dedicata alla storia dei videogiochi, figura anche una copia di Motoroader, un classico racing con visuale dall’alto che inquadra tutto il percorso dal quale scaturì poi un’intera serie. Il terzo capitolo, Motoroader mc del 1992, è stato appena ripubblicato per le attuali console di Ratalaika, editore specializzato in questo genere di operazioni che, insieme agli sviluppatori del team Masaya, propone un adattamento curatissimo in grado di fare la felicità degli appassionati di retrogaming. Per esempio ci sono numerose opzioni per cambiare proporzioni del display e replicare l’effetto dei vecchi schermi a tubo catodico. Tra le particolarità, il multiplayer in locale in stile party fino a un massimo di cinque giocatori e la modalità Omake, sorta di calcio automobilistico che ha anticipato di vent’anni il tormentone Rocket league.

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