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Indie planet. Tra fantasie rétro alla scoperta di regni perduti

Indie planet. Tra fantasie rétro alla scoperta di regni perduti

di Riccardo Anselmi

16 Aprile 2022,20:08

IMP OF THE SUN (Fireshine games per Pc e console)

Non solo Machu Picchu: ben prima che nel XV secolo gli Inca edificassero la cittadella del sole, altre civiltà pre-colombiane avevano lasciato il segno della loro presenza nell’odierno Perù, consegnando alle generazioni future monumentali vestigia avvolte in parte ancora nel mistero. Ed è anche per divulgare la ricchezza di questo remoto passato che gli sviluppatori di Sunwolf entertainment hanno creato il platform Imp of the sun. Il protagonista, una magica creaturina scaturita dall’ultima scintilla del sole prima che un’eclissi cominciasse ad avvolgere il mondo nell’oscurità, si ricollega direttamente agli antichi culti solari praticati in Sud America. La missione del folletto fiammeggiante è riuscire a bloccare la discesa nel buio dell’intero pianeta, raggiungendo e sconfiggendo i quattro guardiani che hanno preso in ostaggio il potere del sole. Tutti gli aspetti del gioco, dai paesaggi - le montagne andine, la giungla, il deserto - ai manufatti, rimandano agli Inca e ai popoli che li hanno preceduti. Il nome del personaggio principale, Nin, deriva dalla parola quechua che indica il fuoco. La stessa colonna sonora è stata registrata dal vivo utilizzando anche strumenti storici custoditi in un museo. Nei brani cantati si ascoltano tre diverse lingue: quechua, aymara e asheninka. Mentre si corre, si salta, si spendono e si recuperano energie, si compie dunque un emozionante viaggio alle radici del Perù.


EGGLIA REBIRTH (Brownies per Switch)

L’approdo di Egglia su console, dopo il debutto su mobile nel 2017 con Egglia: Legend of the redcap, era un po’ nel perché delle cose, avendo il suo autore, Shinichi Kameoka, un’esperienza trentennale proprio in titoli sviluppati per le piattaforme Nintendo, dalla serie Mana a Mother 3. Protagonista di Egglia Rebirth, gioco di ruolo di stampo nipponico, è ancora un redcap, di per sé goblin malvagi che nel folclore anglo-scozzese si aggirano indossando un berretto tinto di rosso con il sangue delle loro vittime. Chabo appartiene alla specie, ma il suo animo è ben più benevolo, come già l’aspetto simpatico e adorabile lascia subito intravedere. Del resto la principale fonte di ispirazione di questo fantastico mondo sono i Mumin, troll buoni nati dalla penna e dalla matita di Tove Jansson, che ha immaginato, nell’Europa devastata dalla seconda guerra mondiale, la vita tranquilla di una pacifica comunità di troll buoni, sempre pronti ad aiutare, ad accogliere gli altri, a trascorre placidamente il tempo. In uno scenario affascinante che ricorda un libro di fiabe illustrato, ecco Chabo partire alla ventura, spinto da desiderio di esplorare e di farsi nuovi amici, mentre è chiamato a compiere un’importante missione: liberare Egglia dal guscio che l’ha a lungo preservata dalla distruzione, imprigionandola però in un incantesimo soffocante. Incrocerà il cammino di una ragazza in attesa di uno splendido destino. Un’oasi rigenerante, dove recuperare ritmi pacati in una cornice dalle tinte pastello, affabile e spiritosa.


SUBMERGED: HIDDEN DEPTHS (Uppercut per Pc, Playstation e Xbox)

Civiltà perdute, che conosciamo attraverso monumentali vestigia delle quali magari ci sfugge il significato. Passo dopo passo, però, in Submerged: hidden depths degli australiani Uppercut games si riuscirà a capire perché quella florida società è decaduta a tal punto da scomparire per sempre, eccezion fatta per le rovine affioranti dalle profondità dell’oceano. Ma nuotare e navigare in questi scenari sconfinati è già di per sé un’avventura, da assaporare in ogni attimo, senza necessariamente mettersi di corsa a raggiungere la prossima meta. Le stesse musiche, composte dal premio Bafta Jeff Van Dyck, concorrono alla sensazione di relax, che si sperimenta cullati dalle onde, circondati da animali di superba bellezza, nell’incanto di una natura rigogliosa. Protagonisti sono due giovani la cui sorte è unita dalla maledizione che ha colpito lei, dotandola di un forte potere, mentre lui prova a proteggerla da quelle stesse forze in grado di distruggere la ragazza. L’originale Submerged aveva già conquistato i favori del pubblico alla sua uscita nel 2015, adesso con Hidden depths si presenta ancora più vasto e con una maggiore interattività, pur restando al cuore del gioco il gusto per il viaggio in un mondo sommerso, che stimola di continuo la curiosità e alimenta il desiderio di trovare risposte a misteri sepolti nell’acqua.


FORGIVE ME FATHER (1C, per Pc)

Siccome si parla di videogame, che spesso e volentieri amano non prendersi troppo sul serio, la community ha affibbiato a una delle ultime correnti, diffusasi a macchia d’olio tra gli sparatutto che stanno così trovando casa anche nella scena indipendente, la definizione un po’ canzonatoria di boomer shooter. Sono gli fps in stile rétro, che si rifanno agli anni ‘90 di Doom e dei suoi infiniti cloni, reiterando sul piano 3D un discorso simile al lungo revival già cresciuto attorno alla pixel art. Come accaduto numerose volte nell’altro filone, anche tra i first-person shooter old school un elemento su cui gli sviluppatori amano sperimentare è quello grafico, non a caso al centro proprio di Forgive me father, dove al di là di Doom si colgono varie influenze, da Hexen a Blood. L’estetica del titolo di Byte barrel richiama espressamente i fumetti, sembra a tratti letteralmente una graphic novel da giocare in prima persona come era stato per XIII, ma l’atmosfera, tutta azione, è molto diversa: un allucinato – con tanto di tinte acide - tuffo nell’immaginario horror lovecraftiano che non risparmia copiose dosi di splatter.


FLAT KINGDOM PAPER’S CUT EDITION (Ratalaika per Playstation, Switch e Xbox)

La questione è antica come il mondo, ma con le magie del digitale ha assunto una marcia in più, rendendo velocissima e immediata la possibilità di passare dalla rappresentazione bidimensionale a quella volumetrica di un oggetto, senza dover apprendere le regole scientifiche codificate da Gaspard Monge e discepoli. Sulle implicazioni di una visione geometrica piatta lo scrittore inglese Edward Abbot Abbot aveva pubblicato nel 1884 il romanzo Flatlandia, ritratto satirico della società vittoriana riscoperto invece nel secolo successivo per la capacità di sollecitare la riflessione sul rapporto tra le forme sul piano e nello spazio. Un tema sul quale gli sviluppatori messicani Fat panda games hanno costruito un divertente platform 2D, dove si immagina che la condizione ideale sia quella del foglio di carta, su cui è costruito, o meglio ritagliato, un regno florido e pacifico minacciato dal ritorno del caos portato dal famigerato redivivo 3D. Una calamità che soltanto Flat, in grado di assumere l’aspetto di un triangolo, di un cerchio o di un quadrato, ciascuno con specifiche proprietà, può scongiurare. Il suo trasformismo è fondamentale nella dinamica dei combattimenti, che si basano su una versione adattata della morra, per cui conta anche la geometria assunta dal nemico per determinare un’efficace strategia. Si viaggia in diorami dove ogni tanto irrompe la terza dimensione, per il resto, come in un origami, è la carta piegata a dar vita a coloratissime creature e a paesaggi incantati, liberamente ispirati alle mitologie greca e norrena.


NO PLACE LIKE HOME (Realms distribution, per Pc)

Casa mia, pur piccina che tu sia… È l’amore per la natura, la passione per la campagna, ma anche la sensazione di sentirsi veramente a casa proprio nella fattoria del nonno a guidare la riscossa di Ellen Newland. Per la ragazza, un trasferimento su Marte ormai deciso, la permanenza sulla Terra devastata, e spopolata, doveva durare ancora giusto il tempo di salutare l’anziano parente, che invece risulta inspiegabilmente scomparso, la sua proprietà sommersa dai rifiuti, gli animali in parte scappati. C’è quindi molto da fare in questo originale approccio al tema post-apocalittico, in uno scenario che mantiene comunque in sé numerose tracce del precedente paesaggio da idillio bucolico. Ellen vuole capire dove sia finito il nonno, ma intanto si rimbocca le maniche, in una simulazione che è una boccata d’ossigeno, per il ritmo tranquillo, per la tavolozza affascinante, per la soddisfazione di mettersi a migliorare la casa all’interno, arredando gli ambienti, e all’esterno, sistemando ciò che è stato danneggiato. Lo sviluppatore si chiama Chicken launcher e ha reso le galline una sorta di mascotte per un titolo che esplora le tematiche ecologiche e la questione delle risorse naturali da preservare mantenendo uno sguardo fresco e ironico, dall’umorismo surreale, con la volitiva Ellen pronta a lavorare sodo, a stanare i nemici nascosti e a scoprire la verità.


FIXFOX (Joystick ventures, per Pc)

E se invece di combattere, distruggere, devastare si pensasse piuttosto a risolvere i problemi? È la missione, o meglio il lavoro, portato avanti da Fox, una volpe meccanico in servizio nello spazio capace di aggiustare qualsiasi congegno. Ad assisterla lo zaino - cassetta per gli attrezzi Tin, senziente. Riuscire a entrare in empatia perfino con gli oggetti è fondamentale per procedere in quest’avventura in pixel art, sviluppata dalla software house Rendlike, che si pone programmaticamente l’obiettivo di creare giochi in cui è assente qualsiasi forma di aggressività. Piuttosto viene stimolato il ricorso a soluzioni alternative, con un approccio agli enigmi che punta sull’esaminare la questione da molteplici angolazioni, sfruttando il cosiddetto pensiero laterale. Nel pianeta dove Fox e Tin sono capitati, e dal quale vorrebbero allontanarsi al più presto dopo aver eseguito un’indispensabile riparazione, gli abitanti sono robot che vanno incontro agli acciacchi tipici di questi macchinari, solo che lì sono spariti utensili e ricambi, per cui ci si deve ingegnare con ciò che si ha a disposizione. A complicare la faccenda, gli ostacoli frapposti da una sorta di corporazione, che non vuole assolutamente siano sistemati i meccanismi in panne, mentre gli altri avversari, i pirati, desiderano proteggere i loro bottini. Ma Fox è nato per appianare le liti: sa ascoltare e mettersi nei panni del prossimo, trovando sempre risposte costruttive.


ZOMBIE ROLLERZ: PINBALL HEROES (Daedalic entertainment per computer e Switch)

Coloratissimo e vivace, un po’ flipper classico e un po’ avventura roguelike, Zombie rollerz come indica il titolo schiera in azione morti viventi. E in gran quantità. L’apparenza inganna e spesso il loro aspetto simpatico e pacioccone nasconde un caratterino poco raccomandabile, ma il nostro eroe ha un arsenale pronto a entrare in azione per farsi largo sulla mappa, trovare la via di uscita e ricominciare in un mondo diverso l’eterna lotta contro il nemico di turno. Nella meta finale c’è una principessa da salvare e in questo scenario post-apocalittico, dove gli uomini si sono trasformati in zombi molto agguerriti, rimangono anche amici da ritrovare per eventualmente reclutarli al nostro fianco nella battaglia. Si prosegue a colpi di biglia, sfruttando di volta in volta i movimenti consentiti dalle alette, provando a evitare la esiziale marea viola che sta inghiottendo il terreno e a contatto con la quale l’energia cala precipitosamente, ma ci sono pure i premi ricompensa per la vittoria in duello utili a rimpinguare le forze. Il primo personaggio a disposizione ha come tema il fuoco e lancia sfere di fiamme, ma sbloccando i successivi ulteriori elementi si aggiungono a potenziare l’armamentario, nella rutilante marcia del titolo di Zing games, che rilancia alla sua maniera l’estro di un classico come Plants vs zombies e dove nessuna partita si ripete mai uguale a sé stessa.


INSTRUMENTS OF DESTRUCTION (Radiangames, per Pc)

L’accesso anticipato di Steam, una formula in passato molto sfruttata dagli sviluppatori indipendenti che prevede la distribuzione work in progress del titolo prima del lancio ufficiale, riserva ancora una miniera di sorprese. Tra le novità più interessanti c’è Instruments of destruction, un sandbox che sembra avere le carte in regola per affermarsi come un tormentone pronto a riempire non solo gli schermi dei Pc, ma i palinsesti di Youtube, un po’ come capitato negli ultimi anni con il fenomeno BeamNG.drive. Anche nel caso di Instruments of destruction protagonista assoluta è la fisica, stavolta pensata però per sposarsi con l’inventiva dei giocatori, chiamati a trasformarsi in piccoli ingegneri, recuperando se vogliamo in digitale certi principi, dai Lego al Meccano. Assemblandoli pezzo dopo pezzo, scegliendo tra un vasta gamma di componenti, si possono progettare e mettere in azione complessi macchinari con cui mandare letteralmente in frantumi lo scenario, in una gara virtuale che ricorda anche le Robot Wars. Instruments of destruction non ha una vera finestra di uscita dall’early access, ma punta a espandersi e a venire supportato nel corso di più anni, sul modello di una piattaforma in evoluzione.


MUSIC RACER: ULTIMATE (Sometimes you, per Playstation e Xbox)

Il nome dice già abbastanza: Music racer ultimate unisce la passione per la musica e le automobili. Richiama apparentemente i titoli di corse, anche se poi si gioca soprattutto come un rhythm game. La macchina sfreccia sui binari, sposandosi a destra e a sinistra della carreggiata mentre si cerca di inanellare tasto dopo tasto tutti i punti della sequenza, entrando in sintonia con il flusso del brano in sottofondo. L’altro omaggio, non meno esplicito, perché a volte il libro si può giudicare persino dalla copertina, è alla synthwave, corrente elettronica che rimanda agli anni ‘80 di cult arcade quali Outrun così alle colonne sonore cinematografiche di Carpenter o Vangelis. Music racer ultimate la rielabora anche in una chiave estetica, attraverso panorami stilizzati ancora per mezzo di quella grafica vettoriale al neon con cui quarant’anni fa Tron immergeva nei suoi futuristici mondi virtuali. Tra le modalità ce ne ne sono pure una rilassante che scorre da sola, quasi fosse uno screensaver interattivo, e la versione ipervibrata ad hoc per il Dualsense di Ps5. Lo spunto più interessante è però la possibilità di ampliare la libreria, usando i propri brani salvati su server multimediale oppure appoggiandosi all’offerta di Audius, una piattaforma di musica in streaming alternativa ai colossi del settore, dove andare alla scoperta di artisti emergenti e il cui particolare focus sull’elettronica si sposa perfettamente con il mood del gioco.

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