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Indie planet. Il serpente ucraino, la sacerdotessa giapponese e il dilemma del carrello

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di Riccardo Anselmi

30 Aprile 2022,18:39

THE SERPENT ROGUE (Team17, per Pc e console)

Un medioevo fantasy dove un alchimista ha il potere, e la responsabilità, di salvare il mondo, minacciato dall’oscurità che sta avvolgendo ogni cosa. Gusci di uova, mandragora, bacche, foglie di tè: gli ingredienti da dosare accuratamente e da miscelare nel piccolo laboratorio portatile o con gli alambicchi della casa abbandonata per confezionare le pozioni utili per danneggiare i nemici o per recuperare le forze e trasformarsi mutando forma. Ma le formule arcane, pur essendone la principale, non solo le uniche armi a disposizione del protagonista di The serpent rogue, avventura piena di azione disegnata come una fiaba dallo studio indipendente ucraino Sengi games che nonostante la difficile situazione nel Paese ce l’ha messa tutta per centrare l’uscita. Quello che si intraprende è un viaggio, in compagnia eventualmente di compagni da convincere ad aiutarci. Un’altra attitudine da sviluppare è la capacità di addomesticare gli animali che si incontrano, scoprendo le loro preferenze in fatto di cibo o utilizzando stratagemmi conosciuti procedendo lungo il cammino. Li avremo così accanto come alleati nei combattimenti o come amici al nostro fianco nel girovagare, eliminando il buio che sta corrompendo tutto e tutti. Si deve d’altra parte porre attenzione perché troppi animali possono richiamare torme di razziatori. Insomma, ogni aspetto del gioco richiede un’oculata gestione delle risorse e di ponderare le decisioni, prefigurando possibili conseguenze. Ricordando comunque che cercare, esplorare, imparare, senza temere di varcare le frontiere dell’ignoto sono i tratti imprescindibili per un alchimista.

IKAI (PM studios per Pc e console)

Un horror psicologico sviluppato dallo studio Endflame fondato a Barcellona da tre game designer uniti dalla passione per il Giappone. Ikai è dunque non a caso ambientato nel Paese del Sol levante, in epoca feudale, in un tempio ricostruito con attenzione a tanti particolari. Attorno un giardino, la foresta e un villaggio aiutano a immergersi nel folclore nipponico, che vede ogni luogo animato dalla presenza degli yokai, creature spesso bizzose, se non decisamente malevole, qualche volta in vena di scherzi. Sono loro a terrorizzare la giovane sacerdotessa che deve sconfiggere questi subdoli nemici e capire i motivi della scomparsa dello zio. Si può affrontare l’avventura correndo velocemente verso l’epilogo oppure scegliere di soffermarsi a collezionare tutte le schede relative agli yokai incontrati e capirne meglio il comportamento, così come giungere a una maggiore comprensione della storia. Le kijo, donne vendicative piene di risentimento; i kodama che abitano negli alberi sui monti; i temibili tsurube otoshi, capaci di balzare dai rami sulle vittime per poi divorarle. Molti dettagli concorrono a ricreare lo spirito di un viaggio lontano nel tempo, dagli arredi alla pratica di vergare con inchiostro e pennello i sigilli dalla funzione protettiva. Audio anche in giapponese (o in inglese) con sottotitoli in italiano.

TROLLEY PROBLEM, INC. (Yogscast games, per Pc)

Non la scelta tra un bene maggiore o minore e neppure quella più netta tra bene e male. No, in Trolley problem, inc. si è posti di fronte a un dilemma morale, in balia di volti diversi del male, dove comunque la nostra decisione avrà effetti tragici. Titolo poco rassicurante, per certi versi disturbante, Trolley problem, inc. declina con i toni di un umorismo nero il problema del carrello ferroviario (trolley) proposto nel 1967 dalla filosofa Philippa Ruth Foot, poi ampliato con ulteriori varianti da Judith Jarvis Thomson, mantenendo sempre al centro la riflessione sul fatto se sia giusto sacrificare la vita di alcuni per salvare quella di altri, in circostanze in cui il lieto fine per tutti non è contemplato. Nel titolo sviluppato da Sam Read-Graves il giocatore viene assunto dalla Trolley company, un’azienda di trasporti che si presenta come fondata sui valori del rispetto, della responsabilità e dell’integrità, ma improntata a massimizzare l’efficienza, con un’etica più che discutibile. Non c’è molto tempo per pensare. Non c’è spazio per l’empatia. Le opzioni a disposizione costringono ad agire velocemente e drasticamente. Anche restando paralizzati davanti alle drammatiche alternative, dunque senza compiere nessuna azione, qualcuno morirà e verrà aggiunto al macabro conteggio di esistenze cancellate delle quali siamo responsabili. Una voce neutra - in sintonia con la grafica nitida del videogame - fotografa il nostro comportamento in un riepilogo, dove emerge il carattere di questa black comedy dalle tinte surreali che pure introduce nei quesiti argomenti seri, come la sperimentazione scientifica, l’aborto e il razzismo. Per chi volesse approfondire, un’appendice indica i riferimenti bibliografici, da Killing, letting die and the trolley problem di Thomson al Mito di Sisifo di Camus.

VELONE (Daedalic entertainment, per Pc e Mac)

Un omaggio al cult Opus magnum (2017), il gioco di automazione creativa di Zachtronics che, utilizzando i principi della programmazione per movimentare macchine con cui assemblare preparati e pozioni, accompagnava lungo il percorso alchemico della Grande opera per trasformare il piombo in oro. Nel fantascientifico Velone di ZAR21 è invece l’emergenza energetica su un remoto pianeta il problema da affrontare attraverso la costruzione di ingegnosi meccanismi idraulici, nei quali ritrovare lo stesso genere di puzzle game di cui Opus magnum rappresenta un punto di riferimento. Autrice di Velone, in collaborazione con l’informatico Moritz Krohn, è l’eclettica artista tedesca Eve Nohl, un passato come grafic designer e montatrice cinematografica, attività cui ha affiancato la passione per la digital art, continuando a coltivare l’iniziale amore per la pittura e poi della scultura, dalla terracotta al bronzo. Geometrie affusolate stilizzate ed essenziali, ispirate a motivi vegetali, trasformate ora negli alloggiamenti degli ingranaggi i cui fluidi movimenti vanno pianificati risolvendo enigmi logici.

DEMON TURF: NEON SPLASH (Playtonic friends, per computer e Switch)

Un platform 3D dove la protagonista tutto pepe Beebz è invece bidimensionale, sottile quasi come un foglio di carta, che salta, corre, si arrampica nel caleidoscopio mondo al neon in cui lei e i suoi amici sono finiti intrappolati. La gara contro il tempo è per riuscire a riguadagnare la libertà, nel sequel realizzato dallo studio indie newyorkese Fabraz a pochi mesi dall’uscita del titolo originale, tenendo conto anche delle osservazioni e dei suggerimenti della platea di fan, in particolare per le sezioni di combattimento che sono state eliminate. Dieci i livelli, che la vivacissima Beebz contribuisce a colorare, lanciandosi a rotta di collo tra scie brillanti di vernice, in un dinamismo fluido e continuo, entrando da una sorta di street art box per essere subito inghiottita dalla successiva. Un omaggio al genere che ha il suo alfiere in Super Mario 64. Arrivati al traguardo, si può ricominciare daccapo per una nuova, fulminea impresa della simpatica Beebz.

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