Ci eravamo lasciati con un finale del 2025 già dal sapore molto giapponese, in cui Microsoft aveva recuperato, attraverso il ritorno di Ninja Gaiden, proprio l’anima nipponica che a ben vedere ha sempre accompagnato la stessa Xbox, in un sentito omaggio al Made in Japan pilastro del digital entertainment delle console. Anche quella americana di Microsoft, dove sin dal principio – al lancio del progetto, nel 2001 - non solo Halo, ma le produzioni del Team Ninja hanno ricoperto un ruolo fondamentale nel costruirne il mito agli occhi del pubblico più appassionato. Adesso il 2026 riparte se vogliamo ancora da lì, seppure da una prospettiva differente. Forza Horizon 6, il titolo più atteso del 2026, ribadisce l’amore di Xbox per il Paese del Sol Levante per mano di un nuovo capitolo, ambientato in Giappone, della serie racing firmata dagli inglesi Playground che negli ultimi anni è assurta un po’ a portabandiera di Microsoft, prendendo nel cuore dei fan il posto che nelle generazioni passate era stato appunto di Halo e poi di Gears of War. Ma all’Xbox Developer_Direct, l’evento online che ha raccontato cosa bolle in pentola per i prossimi mesi dalle parti di Redmond, si è avuta un’anteprima pure di Beast of Reincarnation, il grosso progetto di Game Freak (lo studio che cura i giochi dei Pokémon per Nintendo) in arrivo in estate, oltreché su Ps5, su Pc e Xbox anche per gli abbonanti a Xbox Game Pass, il servizio premium di Microsoft che sblocca funzioni come lo streaming multidispositivo dei videogame e l’accesso immediato a un ricco catalogo di uscite.
FORZA HORIZON 6 VOLA IN GIAPPONE
Il peso massimo del 2026 si chiama Forza Horizon 6, di cui il video di approfondimento diffuso nell’Xbox Developer_Direct ha svelato finalmente diversi dettagli, oltre a mostrare il gioco in azione in tutto il suo splendore. Non manca molto per metterci sopra la mani: su Xbox e Pc debutterà il 19 maggio, anche all’interno dell’abbonamento Xbox Game Pass Ultimate, con anticipo di quattro giorni (il 15 maggio) per gli acquirenti della ricca Premium Edition (comprensiva di auto extra ed espansioni), disponibile nel formato Play Anywhere. Si tratta dell’asso nella manica dell’ecosistema digitale di Microsoft, che permette di usufruire del titolo con lo stesso account non solo su console, ma su computer Windows 11, la piattaforma dove si sta indirizzando oggi il grosso del tech, offrendo in pratica il meglio di due mondi. Anzi tre, perché Play Anywhere abbraccia sempre più anche la sfera dei mobile Pc spinta da handheld come Rog Xbox Ally X, senza dimenticare il fronte cloud per gli abbonati, in grado di trasformare in una porta di accesso al catalogo Xbox già una schiera di smart tv, addirittura le chiavette Fire Stick di Amazon, fino al display dello smartphone. Nell’ottica di una strategia ormai decisamente multidispositivo e multiformato, con Microsoft che guarda ancora più in là del concetto classico di editore puro, accarezzando l’idea di trasformarsi nel primo fornitore di servizi e contenuti in una dimensione globale del digital entertainment, Forza Horizon 6 sbarcherà successivamente su Playstation 5, come è stato per Forza Horizon 5, una vera hit trasversale capace di conquistare subito anche la platea Sony. D’altronde Forza Horizon, con la sua rilettura dei racing a metà tra open world e party game, evolutasi nel corso degli anni quasi in un metaverso a tema automobilistico, ha avuto un impatto sconvolgente sull’intera scena, come capita quando si ha a che fare con i capolavori. È riuscito a reinventare le regole del gioco giungendo, in un ribaltamento dei ruoli, a fagocitare persino la simulazione principale Forza Motorsport della quale all’inizio sembrava poter rappresentare una costola, ma ha finito per raccoglierne il testimone, interpretando al meglio quei passaggi generazionali di cui vive il digital entertainment. Dietro c’è anche la magia dei luoghi, nell’immersività di un world tour che a ogni Forza Horizon tocca una tappa differente: agli States, con il Colorado ritratto nel primo Forza Horizon (2012), si sono aggiunti la Francia e l’Italia, dalla Costa Azzurra ad Amalfi scelti come sfondo di Forza Horizon 2 (2014), poi l’Australia di Forza Horizon 3 (2016), la Gran Bretagna di Forza Horizon 4 (2018) e il Messico di Forza Horizon 5 (2021). Intanto i videogame diventano di volta in volta più grandi, belli e entusiasmanti, con Playground che ha dimostrato di saper toccare assolute vette di eccellenza tecnica, uno degli ingredienti del successo dei Forza Horizon destinato a spingersi verso nuovi limiti in Forza Horizon 6, che promette di essere tra le esperienze multimediali più appaganti per le orecchie e per gli occhi, mentre ci si tuffa in una spettacolare ricostruzione del Giappone e della sua car culture.
DALLE AUTO AL FANTASY FABLE
Microsoft sembra aver trovato oggi in Playground un po’ il suo campione, dopo aver accolto la software house inglese tra i first-party degli Xbox Game Studios, nell’ambito delle acquisizioni che sono proseguite intensamente proprio da quel 2018 per giungere più di recente all’ingresso, nell’orbita della compagnia, addirittura del colosso Activision Blizzard. Finora impegnata principalmente sulla sua serie di racing Forza Horizon, che ha dato a tutti enormi soddisfazioni, Playground si sta occupando anche dell’atteso di ritorno di Fable, una storica saga della defunta Lionhead di Peter Molyneux che fece furore sulle prime Xbox. Il nuovo capitolo verrà pubblicato in tempo per Natale, riportando sugli schermi, in una forma profondamente aggiornata, il caratteristico spirito British tra un classico gioco di ruolo fantasy e la dark commedy. In mezzo, nella rilettura di Playground, entra anche il folklore e la magia delle fiabe, oltre a un’evoluzione del complesso sistema di azioni e conseguenze che investono il protagonista e si ripercuotono a vari livelli sul mondo del videogame, dove la stessa ambientazione rispecchia plasticamente le scelte compiute cammin facendo, rendendo ciascuna avventura potenzialmente diversa dall’altra. In arrivo su Xbox, Pc e Ps5, Fable è il progetto dei sogni di Playground, che ci sta lavorando segretamente da una decina d’anni, in pratica dall’uscita di scena di Lionhead. Del resto il team ha già dimostrato di saper padroneggiare, seppure da un’altra prospettiva, il genere degli open world. Fable sarebbe la prova del nove, esplorandone ulteriormente le frontiere, in un’ottica che rimette al centro del digital entertainment che conta, quasi in maniera letterale, perché anche trasfigurata nel medioevo cartoon di Albion, l’intera Gran Bretagna. Insomma, un altro titolo da non perdere in un 2026 che suona la riscossa per Microsoft.
NON SOLO THE OUTER WORLDS 2
Tra le ultime uscite degli Xbox Game Studios figura The Outer Worlds 2, con cui si è chiuso alla grande il 2025 di Microsoft, riportando sotto i riflettori l’estro di Obsidian, i maestri americani dei giochi di ruolo. Un titolo per mezzo del quale Tim Cain, Leonard Boyarsky e soci hanno consegnato ai fan l’erede spirituale di quel filone, tra satira e fantascienza, che proprio alcuni di loro, come autori, hanno contribuito a creare all’epoca dei primi Fallout. La passione per certi classici sembra essere di casa nel presente di Microsoft, che nel suo ricco elenco di team, ormai oltre una trentina sparsi per il mondo, conta diversi nomi illustri dalla carriera importante. C’è anche l’inXile Entertainment di Brian Fargo, che dopo aver recuperato Wastleland e Torment punta adesso, insieme ad altri veterani quali Jason Anderson, a riprendere il discorso interrotto all’epoca della vecchia Troika e di crpg memorabili come Arcanum, il cui fascinoso steampunk si riflette ora in Clockwork Revolution, uno dei progetti più ambiziosi in sviluppo per Xbox e Pc dove viene promesso un balzo in avanti a livello di game design, incentrato sulle logiche delle dimensioni alternative e sulla manipolazione del tempo. Intanto a rimpinguare il catalogo Xbox Games Pass si è messa di buona lena Double Fine, la compagnia di Tim Schafer, anima di indimenticabili avventure grafiche dell’età dell’oro di Lucasarts. Quel gusto ha trovato la via di produzioni acclamate come il sequel di Psychonauts, ma anche espressioni più squisitamente sperimentali come Keeper, parto artistico del creative director Lee Petty, fino a Kiln, un coloratissimo brawler multiplayer di prossima uscita sempre a base di creatività che rappresenta per Double Fine l’allargamento verso territori inediti esplorati, alla sua maniera, pure da Obsidian con il survival co-op Gounded.
ASPETTANDO HALO E GEARS OF WAR
Con così tanti studi, le sorprese nel corso dell’anno non mancheranno, anche perché a Microsoft piace rivelare cosa bolle in pentola poco a poco, di solito quando i progetti appaiono già a buon punto per essere mostrati al pubblico. Alcuni pilastri sono però chiari sin da subito: nel 2026 torneranno due serie cult che hanno fatto la storia della console americana, cioè Halo e Gears of War, al debutto anche su Playstation dopo essere in pratica state sinonimo di diverse generazioni di Xbox, soprattutto la prima Xbox e Xbox 360, che avevano appunto inizialmente in Halo, poi in Gears of War, i propri portabandiera. Si tratta di altri progetti importanti sui quali grossi team sono al lavoro da parecchio tempo e che nei prossimi mesi vedranno finalmente la luce, a cominciare da Gears of War: E-Day, il prequel della saga di sparatutto ipertrofici dove i soldati del futuro assomigliano alle star del wrestling, per finire in bellezza con la raffinata space opera di Halo: Campaign Evolved, il remake dell’originale Halo: Combat Evolved del 2001, in concomitanza con il 25esimo anniversario della serie che coincide con i festeggiamenti anche per il primo quarto di secolo di Xbox, chiudendo il cerchio. Da non perdere.