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Nintendo festeggia trent’anni di Pokémon con Pokopia, il nuovo grande fenomeno del Made in Japan

 Nintendo festeggia trent’anni di Pokémon con Pokopia, il nuovo grande fenomeno del Made in Japan

26 Marzo 2026, 20:21

Cos’è che ci fa stare bene? Pokémon Pokopia sembra aver capito il segreto e aiuta a scoprirlo insieme, con gli strumenti della creatività per mutare anche la situazione più sfavorevole in un’occasione di crescita per migliorare le relazioni con gli altri e con l’ambiente circostante. E pensare che gli inizi sono in una terra devastata, tutta da ricostruire, che metterebbe alla prova la buona volontà di chiunque. Non però del Ditto protagonista, una creaturina minuscola, in apparenza quasi insignificante (aggettivo che in verità non si attaglia mai ai Pokémon, tutti pieni di risorse e meritevoli di attenzione), con il suo corpo informe, un accenno di tratti del volto, eppure… Innanzitutto sa assumere sembianze umane e può scegliere se impersonare un ragazzo o una ragazza, ma ha in particolare una dote formidabile: Ditto è incuriosito da ciò che lo circonda e sa meravigliarsi, all’occorrenza si rimbocca le maniche, è altruista e bendisposto, per cui quando trova il Professor Tangrowth, l’ultimo Pokémon rimasto nella regione di Kanto, tra i due si forgia un’alleanza formidabile. Qualcosa di terribile deve essere accaduto, causando la sparizione degli umani, con i quali i Pokémon convivevano pacificamente. Addirittura il Tangrowth è stato gradito ospite in una casa dove ha appreso le conoscenze messe ora al servizio di quello strano sopravvissuto all’ecatombe generale. Volendo, Ditto e il Professor Tangrowth - con i suoi occhiali rotti e la candida chioma di liane intrecciate - sono due strambi esponenti delle rispettive specie, ma nell’universo straordinario concepito da Satoshi Tajiri, attingendo alla varietà della fauna reale e alla ricca galleria di yokai del folklore nipponico, c’è posto proprio per tutti, comprese evoluzioni bizzarre, fuori dalle regole. Così in Pokémon Pokopia l’improbabile duo, costituito da un simil docente e da essere umano che tale non è, si rivelerà in grado di portare a termine l’impresa di restituire alla vita lande desolate, trasformandole in un idillio paradisiaco, che è un piacere far nascere e sviluppare.

A Kanto, dove i Pokémon avevano debuttato clamorosamente nel lontano 1996, conquistando presto una platea globale, c’è solo devastazione, ma Pokémon Pokopia ci ricorda che il terreno si può dissodare, la vegetazione tornare rigogliosa e sulle rovine possono sorgere città bellissime, richiamando nuovi abitanti. Ditto non tenta di contare unicamente sulle sue forze: si fida dei Pokémon incontrati e da loro impara ciò di cui ha bisogno per restituire a Kanto l’aura perduta. Tutti hanno qualcosa da dare, poco o molto che sia. È la magia di una serie che, mantenendo fede alla sua inconfondibile personalità e al suo credo assolutamente non violento, si dimostra ancora una volta fertile di idee e capace di reinventarsi. Con Pokémon Pokopia, pubblicato da Nintendo in esclusiva su Switch 2, ecco l’esordio nel campo dei videogiochi di simulazione e di costruzione, esplorato in una maniera coinvolgente e avvincente, per la quale sono stati evocati blasonati ascendenti, da Minecraft ad Animal Crossing, a Dragon Quest Builders 1 e al sequel Dragon Quest Builders 2, frutto della collaborazione tra Square Enix e il team Omega Force di Koei Tecmo. La divisione con sede ad Ashikaga, osannata per i monumentali strategici Dynasty Warriors (e più di recente per Wild Hearts), ha contribuito - con il chief director Takuto Edagawa, l’art director Marina Ayano e una squadra numerosa come non mai - anche a Pokémon Pokopia, insieme a The Pokémon Company e a Game Freak, lo studio di Tokyo cofondato da Tajiri e da Ken Sugimori, fucina di tutti i titoli dei simpatici, industriosi mostricciattoli. A dirigere Pokémon Pokopia il senior director Shigeru Ohmori, un veterano di Game Force, fin dai primi anni Duemila di Pokémon Rubino e Zaffiro per Game Boy Advance. Esperienza trasferita nella realizzazione di Pokémon Portopia, dove splendono le caratteristiche che hanno fatto amare la serie, ma in un contesto originale, che trae materia da quella longeva storia.

Ditto si impegna al massimo per migliorare ogni aspetto di paesaggi incantevoli, una utopia vivida e concreta, dagli orti ai giardini, dagli edifici agli arredi (sbizzarrendosi in connubi tra tradizione orientale e mobili occidentali), confermando senso estetico e perizia artigianale, acquistando poi in negozio quanto non riesce a forgiare con le sue mani. Nell’arcipelago gli vengono anche commissionati incarichi da completare. La ricetta vincente punta sulla rodata tecnica del rinforzo positivo: quando Ditto con l’ausilio degli amici conclude una missione o si dedica a rifiniture e ritocchi di un progetto, aumenta la sua sicurezza e voglia di fare. In Pokémon Pokopia funziona così: unirsi in iniziative non a scapito di qualcuno, bensì a beneficio di sé stessi e contemporaneamente dell’intera comunità, in un crescendo continuo, al ritmo più consono a ciascuno, senza trascurare il riposo. Ci si può divertire insieme a nostri sodali (massimo tre) online o in comunicazione wireless locale, cooperando per allestire un’isola da sogno (pure in assenza del suo proprietario), invitandoli da noi per una pausa di sano relax o andando in visita da loro, magari in compagnia di un nostro Pokémon. Pokopia è un inno alla libertà e all’immaginazione, dove viene concesso un amplissimo ventaglio di opportunità da combinare, per la gioia di Ditto, felice quando può essere utile a modificare in meglio il mondo. Infondere linfa nella regione di Kanto diventa metafora del rinnovamento elargito a una serie già adorata da schiere e schiere di fan.

Un fenomeno intramontabile, che ha appena spento trenta candeline e con Pokémon Pokopia sta proseguendo i festeggiamenti in grande stile avviati con Pokémon Versione Rosso Fuoco e Pokémon Versione Verde Foglia, con cui erano stati resi disponibili sulle odierne console Nintendo i giochi di ruolo sviluppati da Game Freak nel 1996 e oggetto di un remake già nel 2004, per viaggiare tra città e villaggi di Kanto e spingersi sino al Settipelago modellato sulle isole Izu, in un ulteriore omaggio al Paese del Sol Levante, alla sua millenaria cultura e alla profonda passione per la natura. L’8 aprile si aggiungerà Pokémon Champions per affrontare le lotte Pokémon amichevoli o competitive con le meccaniche note agli aficionados delle gesta di MegaManium e soci con le loro megaevoluzioni. Tra l’altro, una palestra per gli allenamenti si può ricavare anche in Pokémon Pokopia, magari ornandola con le foto del top dei match. Per la prossima uscita principale della serie, Pokémon Winds & Waves, per Switch 2, si dovrà attendere invece il 2027.

Questi mesi per Nintendo sono fervidi di eventi anche all’insegna del quarantennale di Super Mario Bros. (1985-2025), festeggiato al Nintendo Museum di Uji, nella prefettura di Kyoto, con una parete a tema che riassume le tappe delle avventure del baffuto idraulico in ventiquattro icone da inquadrare con lo smartphone per assistere a scene e musiche dei rispettivi videogame. Fino al 27 aprile ci sarà un’installazione speciale all’ingresso e fino all’incirca a settembre biglietti personalizzati. A livello internazionale il 1° aprile nelle sale si alzerà il sipario sul lungometraggio di animazione Super Mario Galaxy - Il film, per la regia di Aaron Horvath e Michael Jelenic, con musiche di Brian Tyler in collaborazione con Koji Kondo, il compositore delle colonne sonore dei giochi di Super Mario e The Legend of Zelda. Un approdo cinematografico che viene preceduto in questi giorni da una versione per Switch 2, migliorata sotto il profilo grafico e tecnico, dell’ultimo titolo 2D di Mario dalla classica formula a scorrimento, Super Mario Bros. Wonder, del 2023, dove l’eroe si batteva per salvare il Regno dei Fiori dalle mire del cattivo Bowser. In Super Mario Bros. Wonder – Nintendo Switch 2 Edition + Tutti al Parco Bellabel si ripercorre l’epopea tra la flora dalle stupefacenti proprietà, con diversi contenuti inediti. La dolce guardiana delle stelle, Rosalinda (comparsa per la prima volta in Super Mario Galaxy per Wii del 2007 e in procinto di arrivare al cinema) è adesso un personaggio giocabile, ma in agguato ci saranno anche terribili sette Bowserotti, pronti a dare battaglia. Vocate al multiplayer tre piazze di attrazioni del Parco Ballabel, oltre a potenziamenti, funzionalità e modalità in sintonia con la filosofa del gioco alla portata di tutti che è cifra distintiva di Nintendo.

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