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SOUTH OF MIDNIGHT SBARCA SU PS5
Un atto d’amore per il Sud degli States: è così che, nelle parole degli sviluppatori, è nato South of Midnight, l’avventura d’azione di Compulsion Games in uscita oggi su Ps5, a un anno dal debutto su Pc e Xbox, fresca di una messe di riconoscimenti, con le vittorie ai The Game Awards (nella sezione Games for Impact) e ai DICE (nella categoria Outstanding Achievement in Animation, ossia per la realizzazione tecnica e artistica, il cui stile grafico rievoca digitalmente l’animazione in stop motion, applicata invece secondo i canoni in un breve video introduttivo), cui si aggiungono le numerose inclusioni nelle classifiche dei best of, segnalata da GQ, Rolling Stone e Inverse tra i migliori videogame del 2025, nonché come Critic’s Pick del New York Times, scelto dalla critica, oltre alla doppia nomination ai BAFTA Awards2026 (New Intellectual Property e Artistic Achievement). Fondata nel 2009 a Montreal nel Quebec da Guillaume Provost (ex di Arkane Studios), la software house canadese ha fin qui esplorato modalità di narrazione fortemente radicate in contesti culturali e sociali, come l’America degli anni Venti contagiata dai ritmi della musica jazz e degli anni Quaranta della stagione d’oro dei noir su cui si allungano le ombre del puzzle platformer Contrast o la storia distopica alternativa dell’Inghilterra degli anni Sessanta dispiegata nell’action adventure We Happy Few.
Con South of Midnight i richiami affondano nella fertile vena del folclore di una terra che unisce in sé il ricco retaggio dell’Appalachia, dei Cajun, dei Creoli, rivissuto nel passato splendido e tragico delle piantagioni, dove le lacrime degli schiavi africani si sono mischiate al sangue della guerra civile, contribuendo a disegnare i confini, comunque labili e non univocamente definiti, del cosiddetto Profondo Sud degli Stati Uniti, convenzionalmente racchiuso tra l’Alabama, la Louisiana, la Georgia e il Mississippi. Sollecitazioni che South of Midnight è riuscito a raccogliere e a rielaborare, trasferendo miti e leggende in ogni aspetto del videogame, dove si combatte e si esplora, ma soprattutto si compie un viaggio in una regione ricreata per contenere, come in un patchwork dove ogni pezzo va a collocarsi nel posto giusto, paesaggi reali e personaggi spesso tratti da racconti di fantasia o fantasiosamente reinventati, in un dialogo intenso tra arte, musica e gameplay. Uno spirito ben interpretato nel trailer che aveva svelato il gioco, sulle note malinconiche del gospel bues Death Don't Have No Mercy del Rev. Gary Davis eseguito alla chitarra da Shakin’ Bones. Quest’ultimo è una creatura gigantesca che fa da ponte tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, in una rivisitazione del Caronte greco attraverso la figura del musicista Robert Johnson, il maestro del blues del Delta di cui si vocifera di oscuri patti con il diavolo stipulati in insidiosi crocevia stradali. Lo sfondo è una capanna malridotta che emerge tra le nebbie di un bayou e le acque paludose di boschi di spettrali cipressi calvi, familiari ad Altamaha-ha, mostro conosciuto già dai nativi Muscogee e poi avvistato, sembrerebbe, più dalle parti di Darien in Georgia. South of Midnight ipotizza cosa sia successo alla precedente identità della creatura, catapultando ancora una volta nel passato più oscuro del Deep South.
Nel videogame si incontrano anche altri protagonisti dell’immaginario del Sud, più o meno liberamente rivisitati, come il mastodontico alligatore Two-Toed Tom, terrore degli acquitrini dell’Alabama e della Florida; un enorme e loquace pesce gatto che funziona da mezzo di trasporto e da saggia guida; la donna fantasma Huggin’ Molly, incubo di Abbeville in Alabama (con punti di contatto con La Llorona latinoamericana); il Rougarou, il licantropo cantato nelle comunità Métis e francofone; la Bete Noire, alias il mostro Honey Island Swamp, dei Cajun, che si aggirerebbe attorno alla Parrocchia (come sono chiamate le contee in Louisiana) di St. Tammany. È una natura palpitante, da scoprire negli alberi, nei quali, per la gente degli Appalachi, le persone possono trasformarsi, o che, addobbati di bottiglie dal vetro trasparente e luminoso, servono per tenere lontani gli spiriti cattivi. Il direttore creativo di South of Midnight, David Spears, ha constatato, nei suoi ricordi d’infanzia, come un’analoga funzione apotropaica fosse attribuita al colore azzurro, con il quale era tinteggiato il soffitto del portico della casa della nonna per evitare fosse infestata dai malevoli Haints. Una credenza, disseminata in tanti capolavori della letteratura Southern Gothic, figlia del Gotico europeo, ribadisce come gli effetti di un’azione malvagia, se non arginata, possano produrre la corruzione universale, per questo è importante pure l’apporto positivo di un singolo individuo. In questa quotidianità pervasa di spiritualità, di magia e di superstizione non esistono giudizi da dare per scontati. La protagonista Hazel Flood, una giovane afroamericana orfana di padre e impegnata a superare ogni paura pur di ritrovare la madre travolta da un uragano che ha devastato la piccola comunità di Prospero, trascinando nella sua furia la casa dei Flood, constaterà ripetutamente quanto l’aiuto possa arrivarle dai sostenitori più improbabili. Con sé ha un pupazzo di pezza, Crouton, il giocattolo prediletto della sua infanzia che sa animarsi come una bambola hoodoo, infilandosi in pertugi irraggiungibili per Hazel. La sua fattura con materiali di risulta introduce un ulteriore tema chiave, desunto dal quilting, ossia l’artigianato tipico di riutilizzo di scampoli di stoffa in coperte a tre strati estrosamente decorate a intarsi cromatici.
Il quilting riecheggia come citazione sulle superfici degli oggetti e l’attività di tessere, cucire e ricucire è al cuore della stessa impresa di Haziel, una Tessitrice dagli arcani poteri, incaricata di rammendare i tanti strappi del Grande Arazzo che mette in comunicazione ciò che è accaduto e ciò che succede adesso. Per identificare le minacce e per attaccare i nemici, la ragazza ha a disposizione un fuso e un paio di portentosi uncinetti, in un’analogia con i quilting bee, circoli di cucito: hanno consentito di forgiare una solidarietà femminile nutrita di scambi e di condivisioni, un’ancora di salvezza in zone rurali isolate. Haziel sa sciogliere i nodi e ricostituire legami spezzati. Volendo, in South of Midnight, impostando i livelli di difficoltà, si possono evitare i combattimenti, per immergersi senza soluzione di continuità in un’odissea piena di pathos e di commozione, dove riaffiorano le memorie della ferrovia sotterranea (Underground Railroad), la rete di rifugi clandestini per ospitare gli schiavi nella loro fuga verso il Nord degli Usa o in Canada, tra i mille pericoli nascosti anche nelle sabbie mobili e tra le mangrovie degli swamp.
IN RAMPA DI LANCIO ANCHE LA SPACE OPERA STARFIELD
La prossima settimana, il 7 aprile, al termine di una lunga attesa approderà intanto su Ps5 anche Starfield, un vero peso massimo della libreria Xbox, sorta di versione fantascientifica, declinata in space opera, degli sconfinati giochi di ruolo firmati Bethesda, la casa della saga fantasy The Elder Scrolls oggi nell’orbita di Microsoft. L’uscita coincide con un più generale rilancio del titolo, che per l’occasione accoglierà su tutte le piattaforme, sulla console Sony così come gli originali per Pc e Xbox, un corposo aggiornamento gratuito, chiamato Rotte libere (Free Lanes), attraverso il quale verranno aggiunti numerosi contenuti, migliorie e modifiche. In pratica uno Starfield 2.0, riveduto e corretto secondo i dettami delle versioni estese, o enhanced come piace definirle al digital entertainment, dove sono ormai diffuse e non solo tra i kolossal, per andare incontro alle richieste dei fan. Lo stesso giorno sarà pubblicato il dlc Terran Armada, un’espansione della storia che segue il precedente episodio bonus Shattered Space, entrambi compresi nella Premium Edition del videogame. Stavolta le missioni extra vertono sulla minaccia di uno spietato esercito robot guidato da membri dell’Unione Coloniale e del Collettivo Freestar, con lo scopo di riunire l’umanità con la forza. Terran Armada porterà al debutto nel cast anche il compagno d’avventura cibernetico Delta, che per gli appassionati è diventato già un po’ l’HK-47 di Bethesda, in riferimento al mitico personaggio di Star Wars: Knights of the Old Republic.
DIABLO E L’ANNO DELLO STREGONE
Ma aprile sarà anche e soprattutto il mese di Diablo, con l’arrivo per Diablo IV (2023) della seconda espansione principale, Lord of Hatred, che continua il racconto dopo il prosieguo di Vessel of Hatred (2024), portando a compimento su Pc, Playstation e Xbox, tra i misteri dell’antico arcipelago di Skovos, la cosiddetta saga dell’odio di fronte all’arcinemico di sempre: Mephisto. L’ultimo capitolo, che rappresenta il ritorno alle origini per una delle grandi saghe cult del digital entertainment, inaugurata da Blizzard nel 1996, ha ripreso appieno il cupo respiro dell’epopea medievale dark fantasy tanto amato dai fan, impreziosito da una realizzazione tecnica da kolossal, su cui svettano gli incredibili filmati in CGI, marchio di fabbrica della casa americana, in Diablo IV meglio amalgamati con le frontiere di uno spettacolare motore grafico 3D di nuova concezione. Al di là dei risvolti narrativi, tramite Lord of Hatred verranno introdotte anche due classi con i rispettivi stili peculiari pronti a stravolgere l’esperienza di gioco. Si tratta del paladino, una vecchia conoscenza di Diablo II, e del warlock, lo stregone che non c’era, ma è stato appena aggiunto proprio al remake Diablo II: Resurrected, a testimonianza di quanto i due progetti restino legati. Il 2026, che entrerà nel vivo il 28 aprile con il dolce sapore della battaglia finale tra il bene e il male orchestrata attorno a Diablo IV: Lord of Hatred, è stato indicato dalla stessa Blizzard come l’anno dello stregone, nel cui solco si è già iniziato a festeggiare il trentennale della saga appunto con Diablo II: Resurrected, per mezzo del dlc Reign of the Warlock. Su Steam, dove il videogame ha debuttato solo ora dopo l’uscita nel 2021 per console e computer (via Battle.net, la piattaforma di distribuzione gestita da Blizzard), è disponibile direttamente l’Infernal Edition, il pacchetto completo che comprende tutto. Tra le caratteristiche si segnala il supporto a Steam Deck, l’handheld di Valve che, sull’onda della rivoluzione mobile dei Nintendo Switch, sta cambiando anche le regole del Pc gaming. In effetti Steam Deck trova in Diablo II: Resurrected – Infernal Edition uno dei suoi campioni. Le raffinate dinamiche della pietra miliare degli action rpg, ulteriormente perfezionate nell’arco di più decenni durante i quali lo zoccolo duro della community non hai mai abbandonato un classico davvero intramontabile, si sposano a meraviglia con la dimensione portatile del dispositivo. Reign of the Warlock costituisce in pratica il primo contenuto inedito ufficiale per il gioco da 25 anni a questa parte e Blizzard se n’è occupata con la dovuta cura, mettendo in campo un’anticipazione decisamente succosa degli oscuri poteri che presto verranno rivolti contro le legioni infernali di Mephisto anche in Diablo IV, all’insegna di un revival carico di pathos.

ASPETTANDO L’XBOX SHOWCASE E GEARS OF WAR
Insieme a Bethesda, la major Activision Blizzard è l’altro big che, in seguito ad acquisizioni del valore record di miliardi di dollari, ha fatto il suo ingresso in pianta stabile nella divisione gaming di Microsoft, che ha già ampliato gli orizzonti rispetto al semplice brand Xbox. Nel frattempo però è cambiata la leadership, con il passaggio di consegne, da Phil Spencer, prima a Sarah Bond e ora a Asha Sharma. Per un’idea più chiara del futuro bisognerà probabilmente attendere l’Xbox Games Showcase, il tradizionale mega evento annuale dell’universo verde crociato, in programma il 7 giugno a Los Angeles, che avrà un’appendice dedicata a Gears of War: E-Day, il prequel della saga di ipertrofici shooter made in Usa protagonista indiscussa dell’era Xbox 360, ricordata come la stagione più di successo per le console del colosso di Redmond, che avevano iniziato il loro cammino con l’originale Xbox nel 2001. Sono passati quindi per l’esattezza 25 anni, un traguardo importante che Microsoft intende festeggiare riportando sugli schermi proprio alcune delle sue serie cult, da Halo a Fable. Ma fervono i preparativi anche per la prossima generazione di dispositivi, nome in codice Project Helix: i kit arriveranno nelle mani degli sviluppatori nel 2027, con specifiche hardware di assoluto riferimento.

DA STRANGER THAN HAVEN A THE EXPANSE: OSIRIS REBORN
La vetrina più recente è stata invece in marzo l’Xbox Partner Preview, una trasmissione in streaming di una trentina di minuti che ha raccolto un’interessantissima selezione di titoli, spesso multipiattaforma, in arrivo non dalla fucine Microsoft, ma sotto altre etichette, grandi e piccole. Il palco virtuale ha offerto l’occasione per osservare meglio Stranger Than Heaven, la nuova fatica del Rgg Studio di Sega - dietro agli Yakuza/Like a Dragon - che tornerà a mostrarsi il 6 maggio nello speciale Xbox Presents: A Special Look at Stranger Than Heaven. Sempre su Xbox partirà il 22 aprile la closed beta di The Expanse: Osiris Reborn, una space opera che sembra poter conquistare i cuori degli orfani di Mass Effect e con cui il team Owlcat, assurto tra i maestri dei giochi ruolo grazie a capolavori come Pathfinder: Wrath of the Righteous, fa il salto nella dimensione dei più spettacolari blockbuster.
Aprile è anche il mese dello sbarco su console Playstation e Xbox, in questo caso in formato Play Anywhere, di Hades II, eletto da molti Game of the Year, quando nel 2025 il titolo di Supergiant aveva esordito su Pc e Switch. Nel 2026, in estate, si allargherà a Xbox pure la platea di un altro cult, Dispatch di AdHoc, sorta di serie tv interattiva che rilegge in parodia il mito fumettistico dei supereroi, già disponibile per Pc, Playstation e Switch. Non poteva poi mancare un focus sull’onda coreana, che dopo Crimson Desert rivivrà nell’epico Moosa: Dirty Fate. Anche se per rifarsi gli occhi non servono necessariamente le grosse produzioni come quella di Iggymob: bastano la raffinata grafica disegnata a mano di The Eternal Life of Goldman - che non ha una data per i tipi Thq Nordic, ma di cui esiste su Steam una demo - o il delicato racconto che si dipana nel trailer Forever Ago, con il gusto del cinema indipendente tanto caro ad Annapurna.
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