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Vigili del fuoco

Morgana e Enrico: debutta l'«Unità cinofila Parma»

Morgana e Enrico: debutta l'«Unità cinofila Parma»

di Chiara Cacciani

05 Gennaio 2022,03:01

Questa doveva essere la storia di un uomo, di un cane e di un divano. E all'inizio lo è stata.

Parte con lui – l'uomo - che un giorno porta a casa una cucciola di 3 mesi di Golden retriever. E’ un momento particolare della vita familiare e la speranza è che la Pet therapy possa essere d’aiuto.

«Ho preso un cane da divano», si era detto allora e lo ripete oggi Enrico Fereoli, vigile del fuoco al Distaccamento di Langhirano. E lei, Morgana, aveva subito dispensato coccole, compagnia e fedeltà benefiche.

«Ma poi la storia ha preso tutt’altra strada...». E’ stato quando il Comando nazionale dei vigili del fuoco ha fatto una ricognizione per valutare la disponibilità di aspiranti unità cinofile tra i suoi uomini e le sue donne. Ed un tarlo si è insinuato in casa Fereoli, rendendo sempre meno comodo il divano di cui sopra.

Cinquant’anni di cui 17 passati con la divisa amatissima del 115, Enrico Fereoli ha accumulato diverse esperienze di servizio in luoghi piegati dal terremoto, dall’Abruzzo alle Marche. «Ciascuno di noi ha una propria storia - si racconta - e ciò che ho vissuto allora ha sicuramente inciso sulla mia sensibilità. Non sono mai stato inviato in prima battuta, nelle prime ore dei soccorsi, ma quel che accade dopo non è meno difficile: sei a contatto con persone che hanno bisogno di parlare, che affrontano dolori freschissimi, che ti tengono per mano...».

Non solo: «Mi hanno sempre colpito le immagini dei cani che intervenivano sulle macerie ancora fumanti: lì prima di loro non è ammesso nessun altro. Sono addestrati a capire se ci sono persone vive, e quando danno il segnale abbaiando, poi tocca a noi iniziare a scavare». E a sperare. «E’ difficile da spiegare, ma anche in addestramento tutte le volte che ho sentito l’abbaiare di conferma di Morgana mi si è alleggerito il cuore».

Eccola, infatti, la deviazione dalla trama originaria: il sì a quella chiamata e una lunga salita per arrivare ad essere, tre anni dopo, l’unica «Unità Cinofila Parma» tra le otto che compongono il Nucleo regionale dei vigili del fuoco.

Il primo turno al comando di Bologna è previsto per oggi, a un giorno di distanza – ieri – dal quinto compleanno di Morgana. «Non ci potevano fare un regalo migliore... - sorride Fereoli - In questo percorso nessuno ci ha regalato niente. Ora inizia una bella avventura, speriamo accompagnati dalla fortuna».

Tanti, in effetti, gli step da superare. Si parte dalle maglie strette della burocrazia per poi presentarsi davanti a una commissione esterna che valuta se l’animale è in grado di socializzare, se rispetta gli ordini, se non è spaventato dai rumori improvvisi. «Ci avevo lavorato a casa, in totale autonomia». E quando Morgana è stata ritenuta idonea, per la coppia cane-padrone ha preso il via la scuola di addestramento a Torino: una settimana al mese per un anno intero. Hanno superato gli esami di obbedienza, comandi, avvicinamento al fuoco. «Poi all’esame di ricerca in superficie sono stato bocciato io - racconta con la solita umiltà il vigile del fuoco -: c'erano problemi familiari da affrontare e in quel momento non ero ancora pronto a concentrarmi totalmente su quello che stavamo facendo».

Grazie al sostegno di molti non hanno mollato, Enrico e Morgana, e con lo stop forzato del lockdown hanno ricominciato a prepararsi insieme, a casa, fino alla nuova chance al campo macerie della caserma di Belluno, uno dei più tecnici e difficili d’Italia. E lì non hanno fallito.

«Ho tanti grazie da dire: ai “miei” allenatori che fin dall’inizio hanno tolto i miei dubbi e le mie insicurezze, agli istruttori di Torino e Belluno, al Comando di Parma, alla mia compagna Federica, alle Unità cinofile Sos Langhirano, ai colleghi del Nucleo regionale che mi hanno esortato. Ma il grazie più grande va a Morgana. Ci ho messo tre anni ma ora lei è un cane da soccorso dei vigili del fuoco, l’unica da Parma dopo le dimissioni del collega Luca Cresci col suo cane Teo».

«Siamo poco più di 100 in tutta Italia - spiega con orgoglio il vigile del fuoco -. E ora alternerò i servizi a Langhirano con quelli a Bologna». Con buona pace del divano. «Chissà se un giorno ce la farò, mi ero detto all’inizio. E poi un giorno ce l’ho fatta davvero».

Chiara Cacciani

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • giovanni.campanini

    06 Gennaio 2022 - 09:54

    Una bella storia, scritta bene. Bravi Morgana, Enrico e Chiara.

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