Scomparso
Faceva parte dell’antica famiglia Zanlari, cioccolatieri e commercianti di dolciumi. Paolo Zanlari, è morto nei giorni scorsi all’età di 68 anni.
Parmigiano del sasso, dopo avere frequentato il liceo classico al Convitto Nazionale Maria Luigia, si iscrisse alla facoltà di Veterinaria.
Ma ciò che affascinava maggiormente Paolo era l’azienda di famiglia creata nel 1951 dal padre Carlo e dalla madre Adriana con punto vendita in borgo Serena e laboratorio, con l'annesso magazzino, in via Marchesi dove la «Zanlari» ha sede tuttora.
Chi non è più giovane ricorderà che, quando si transitava in borgo Serena, si avvertiva l’accattivante profumo di dolciumi che proveniva appunto del negozio Zanlari la cui insegna pubblicitaria, molto gradevole, era rappresentata da una raffinatissima figura femminile con abiti stile liberty.
Fino al 2021, Paolo fu amministratore dell’azienda a fianco del fratello Giorgio e della sorella Carla che proseguono l’attività familiare in via Marchesi.
Aveva un carattere mite, sempre disponibile oltre possedere una straordinaria attitudine a stare in mezzo alla gente trasmessagli dai genitori che ebbero modo, in virtù della loro attività, di conoscere tantissime persone facendosi apprezzare per la loro disponibilità e gentilezza.
Nel 2007, Zanlari rimase vedovo della moglie Maria Angela. Un dolore grande attutito dall’affetto della figlia Elisa e dei fratelli Andrea, presidente della Camera di Commercio, Giorgio, della sorella Carla e dei nipoti Lorenzo, Laura, Chiara e Adriana.
Credeva molto nel proprio lavoro, Paolo, come pure i suoi fratelli che, nel loro laboratorio, creano cioccolati all’insegna della più geniale innovazione coniugando, però, la tradizione con un’accurata ricerca delle materie prime unita ad un raffinato gusto per le confezioni.
Nei momenti liberi si dedicava all’antiquariato, ossia alla ricerca di pezzi rari da aggiungere alla sua collezione. Come pure era da anni che collezionava antichi stampi per cioccolato dell’800 e 900 tra i quali alcuni rari e preziosi.
Carattere aperto, generoso e disponibile, aveva tantissimi amici che gli erano affezionatissimi e tutto ciò si è manifestato anche durante la malattia durante la quale l’affetto degli amici, oltre che la vicinanza dei suoi cari, non gli sono certamente mancati.
Lorenzo Sartorio
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata