furti
«Guardando le immagini delle telecamere abbiamo visto che prima di colpire sono passati qui davanti un paio di volte per controllare che non ci fosse nessuno in giro. Poi, usando un oggetto metallico, hanno colpito».
A parlare è la titolare del centralissimo ristorante Il tribunale, a due passi da via Farini, ennesimo locale preso di mira dagli stakanovisti delle spaccate. Quelli che, ormai notte dopo notte, stanno dragando tutta la città. Dopo il loro passaggio restano vetri rotti, casse svuotate e tanta rabbia.
Un sentimento che si ritrova anche nelle parole del titolare del locale Parma Kebab, a poche centinaia di metri di distanza, a sua volta costretto ora a fare la conta dei danni. «La porta? Era blindata. E infatti il vetro ha retto ma ha ceduto la struttura e ora dovrò pagare qualche migliaio di euro per ripararla». Il paradosso amaro è che i ladri invece sono fuggiti con poche decine di euro. Un magro bottino che è il tratto comune di tutte queste razzie messe a segno, sembra di capire, da disperati. Che più che rubare fanno danno.
«Nel nostro caso è stato certamente così – proseguono al Tribunale. - Per entrare hanno rotto la porta di ingresso che abbiamo dovuto sostituire. Ma all'interno non sono riusciti a prendere nulla: dalle immagini delle telecamere si vede che qualcosa li ha spaventati. Si sono fermati, hanno guardato un po' intorno e poi via di corsa». Velocemente ma non abbastanza da non restare immortalati: due giovani imbacuccati con il volto coperto. E mentre uno faceva il palo l'altro spaccava il vetro. E sono probabilmente gli stessi che hanno fatto danni al kebab affacciato su via Farini. Dove il titolare non si da pace: «Abito vicino e di notte ho sentito un rumore ma ho pensato che qualcuno avesse rovesciato un tavolino di quelli che ho all'esterno; è già successo in passato. Invece sono entrati e svuotato la cassa dal fondo».
Quel denaro contante che fa sempre più gola e che spiega perché questi colpi ormai siano praticamente quotidiani in ogni zona della città. Anche in pieno centro. «E ogni sera chiudendo resta il pensiero che durante la notte tornino a colpirci».
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