Le pagelle dei crociati
Sfortunato sul gol dell'1-0, quando il suo bel tackle scivolato aveva fermato Marconi, fornisce di testa a Cobbaut l'assist per l'agevole gol del pareggio. Onestamente noi l'avremmo mandato a Perugia a dar man forte alla Primavera (che a Perugia al debutto nei play-off ha fatto 3-3), ma per la sua crescita personale è certamente più formativo giocare in prima squadra. Ieri lo ha fatto bene, mostrando autorevolezza e il consueto coraggio che avevamo già apprezzato, al Tardini, con Spal e Lecce. E' un ragazzo su cui si può puntare in futuro, come stanno peraltro facendo anche nelle giovanili azzurre.
Nulla può sui gol, per il resto svolge il suo lavoro senza patemi. Sbaglia un appoggio, poi si lancia nel caos delle proteste senza un vero motivo.
Sul primo gol ospite entra troppo molle, poi accusa altre sbavature a cui non ci aveva più abituato. Forse paga il calo di motivazione.
Per una volta impeccabile in difesa, ma l'attacco grigio non era granché, segna anche un gol da opportunista, aiutando le punte stanche.
Dietro Parodi lo impegna poco e lui allora prova a farsi vedere in avanti. La gambetta ci sarebbe, qualità e letture un po' meno.
La sensazione è che fatichi a superare una sorta di mediocrità in cui traccheggia sfruttando la corsa e la grinta ma senza davvero incidere.
Lui la voglia e la tecnica le mette sempre al servizio della squadra. Ora corre anche più di prima. Toccato duro, esce presto.
Alterna spunti discreti sulla fascia a errori di misura o dormite come la chiusura in ritardo sul 2-2. Circati dimostra che non serve andar così lontano.
Ieri ci è sembrato svogliato. Casarini lo marcava a uomo ovunque, lui si è sottratto con pigrizia. Ma quando calcia non ha eguali in questo campionato.
Le parole sono finite e fors'anche le sue occasioni di riscattare un lungo periodo di black out. Che ha steso lui e zavorrato il Parma. Esce acciaccato al 45'.
Le sue partite si assomigliano quasi tutte. Si sbatte come un centrocampista ma alla fine punge poco e poco si lega al gioco (quando c'è) d'attacco.
Quella di Parma è stata un'appendice che ha dato poco lustro alla sua eccellente carriera. Qui c'era bisogno di ben altro.
Entra con il piglio giusto nonostante non giocasse da un po' e sfiora anche il gol con una bella conclusione.
Subentra e fa la sua parte sull'out destro. Il piede non è quello del Mudo, però ieri non ha demeritato.
Anche lui subentra nel finale con un bell'atteggiamento e prova a dar fastidio alla non impeccabile difesa dei «grigi».
E' un ragazzo che ha giocato pochissimo l'anno scorso e quest'anno. Se non si guadagna la fiducia qui, meglio che l'anno prossimo provi altrove.
Che dire? La formazione stavolta ha correttamente privilegiato i giocatori di proprietà con un occhio al futuro, anche se poi sono entrati i veterani Pandev e Rispoli. Ma la prestazione anche ieri è stata di poco conto. E in effetti ci mancherebbe altro che questo gruppo informe diventasse una squadra proprio ora che non conta più niente.
Non abbiamo capito come mai abbia lasciato decidere il Var sul gol di Vazquez e soprattutto perché, più tardi, abbia fatto riprendere il gioco con Bernabè dolorante a terra, scatenando un putiferio in una partita sin lì tranquillissima. Insomma, diventerà un buon arbitro ma c'è da lavorarci.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata