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Morta a 61 anni Catia Magni, pittrice e poetessa

Morta a 61 anni Catia Magni, pittrice e poetessa

28 Giugno 2022,03:01

Mani di donna irrequiete, scattanti, che stringono o sfiorano oggetti che alludono alla quotidianità del vivere. E poi piume, simbolo di leggerezza, e conchiglie mineralizzate, statiche o in metamorfosi, pronte a trasformarsi in vegetali, non solo dipinte ma anche ricamate su velluto. Su tutto i toni del rosso, sempre, come un fil rouge della vita.

Sono i temi pittorici ricorrenti di Catia Magni, scomparsa prematuramente a 61 anni, nella notte fra domenica e ieri, all'hospice di Borgotaro, dove era ricoverata per una malattia che combatteva da anni.

Un'artista versatile e nota, non solo a livello locale, per la sua pittura e poesia.

Originaria di Gaiano (Collecchio), dopo la laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Catia Magni ha insegnato per anni grafica al liceo artistico Toschi di Parma.

«Una docente impegnata e rigorosa, che ha svolto con passione il ruolo formativo, amata e rispettata dai ragazzi - la ricorda l'ex preside del Toschi, Emore Valdessalici - Straordinaria la sua capacità nel disegno, anche nel disegno architettonico, messa al servizio di interpretazioni personali, sempre originali e coerenti».

Di lei i colleghi ricordano un'aula che aveva disseminato di biglietti, appesi al muro, con frasi di Bruno Munari, che stimolassero i suoi studenti.

Fra le mostre da lei realizzate, non solo nella nostra provincia, ricordiamo, fra le altre, le personali: al Teatro delle Briciole nel 1990 «Architettura, tecnica febbrile»; a Basilicagoiano nel 1991, «A tutto sesto»; nel 1994 «OM» a Bologna; a Rovereto nel 1995 «Aula mismagia»; «Nocte» a Torrechiara nel 1997; alla Galleria San Ludovico di Parma, nel 2005, «Otto», e nel 2005 «Che cosa nasconde nel particolare l'insignificante»; a Verona nel 2010 «Leggerezza»; nel 2014 a Montecchio, a Casa Cavezzi, «Cade giusto una piuma».

«Fondamentale nella sua formazione è stata la frequentazione di Ettore Guatelli - ricorda l'amica Carla Dini, segretaria di Fondazione Monteparma, che ha seguito e presentato in varie occasioni il lavoro della Magni, anche a Palazzo Sanvitale - Un'amicizia che portò Catia a impegnarsi a fondo per far conoscere il Museo della civiltà contadina fondato da Guatelli».

Al lavoro di pittrice, Magni affiancò anche quello di poetessa. Una produzione artistica e letteraria che negli anni l'aveva fatta conoscere e apprezzare, anche fuori dell'ambito provinciale, da intellettuali, scrittori e artisti come Emilio Tadini, Giorgio Cusatelli, Giorgio Soavi e Giorgio Barberi Squarotti.

Fra le raccolte di poesie da lei pubblicati: «Riguardo al rossore» nel 1993 (editore Book, come la maggior parte degli altri testi), nel quale analizza il rapporto fra pittura e poesia; nel 1995 «FatehpurSicri, la città abbandonata», Montechiarugolo Edizione d’Arte; nel 1995 «Mathmata», Studio Tre; «Quanta notte», con una nota di Giorgio Cusatelli, del 1997; «Ora» del 2003, con prefazione di Emilio Tadini; «Cade giusto una piuma», del 2015, con l'introduzione di Giorgio Barberi Squarotti.

«Catia era un ossimoro vivente, una donna di grande rigore e forza, ma anche di una fragilità che si rivelava con stupori e ingenuità - dice Nadia Bertolani, insegnante di italiano e storia, collega di Catia al liceo Toschi - Quando mi fece leggere le sue poesie, ne compresi subito il valore: erano belle, intense, profonde, tenere ma anche graffianti, come la sua pittura. Nessuna retorica ma un linguaggio sperimentale, nuovo ed originale».

Una donna, ricorda ancora Bertolani (che ha presentato in varie circostanze i libri dell'amica) «dal notevole gusto estetico, capace di catturare l'attenzione con una bellezza alla Juliette Binoche e un fisico esile».

Catia lascia il marito Stefano Burani, i genitori Ida e Rito e la sorella Roberta. Il funerale si terrà domani alle 15 a Montecchio Emilia al Santuario della Madonna dell'Olmo.

m.t.

© Riproduzione riservata

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