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Guarire grazie alla montagna: in un libro la storia incredibile di Angelo Battaglioli

Guarire grazie alla montagna: in un libro la storia incredibile di Angelo Battaglioli

di Maria Chiara Pezzani

03 Luglio 2022,03:01

Monchio Una storia straordinaria, una volontà ferrea e paziente, la molla per una guarigione giudicata impossibile. Un esempio di ascolto del proprio corpo, di quella cura che parte da noi stessi e che racconta di uno scenario, quello delle Terre Alte, ingrediente essenziale di questo percorso. È stato presentato venerdì sera a Monchio «Come un gatto selvatico», volume scritto da Luciano Mazzoni Benoni ed edito da Diabasis, in un incontro organizzato dal Centro studi «La Giovane Montagna».

Il libro raccoglie la testimonianza della guarigione di Angelo Battaglioli, monchiese che a causa di alcuni infortuni, aveva subito danni alla colonna vertebrale giudicati irreversibili, ma che grazie alla sua volontà e ad anni di esercizi, è tornato a camminare. «Questo è un libro completamente diverso da quelli che la mia casa editrice ha pubblicato in questi 32 anni di attività - ha spiegato l’editore Mauro Massa -. Angelo ha fatto qualcosa che ha lasciato interdetta la comunità medica. È la dimostrazione che si può fare anche l’impossibile».

«Se è vero che l’ambiente può offrire simili risultati è importante fare conoscere questa storia», ha sottolineato Corrado Mansanti Centro studi «La Giovane Montagna». «Angelo è un antipersonaggio, ho dovuto tirargli fuori le parole, ricostruire la vicenda non è stato facile – ha raccontato l’autore, monchiese d’adozione -. Ho analizzato il caso ai raggi X, consultato tre medici per scrivere il libro. Angelo non si è accontentato di ascoltare i medici che gli avevano detto di rassegnarsi. È scappato dall’ospedale, perché non si sentiva ascoltato, e si è rifugiato nella sua “tana”, in montagna. Come primo gesto ha regalato via la televisione, perché sentiva che si doveva dedicare anima e corpo alla sua cura. Essenziali le quotidiane camminate nel bosco, la medicina di montagna». Battaglioli ha tratteggiato il percorso: ha iniziato ascoltando il suo corpo, i muscoli, si è inventato una serie di esercizi da eseguire, partendo da quelle cinture per tirare i piedi, con fatica e costanza, giorno dopo giorno. Ci ha messo anni, e ancora oggi deve seguirli. I suoi muscoli ne hanno bisogno, lo sente.

«Quando gli ho chiesto come sia riuscito mi ha risposto: “Ho promesso agli amici con cui giocavo a tennis che avrei giocato ancora» - ha raccontato il dottor Davide Bertorelli -. Una storia che mi ha colpito, elogio della forza di volontà, di come sia dentro di noi la forza per la guarigione. Dimostrazione della salutogenesi, orientamento che guarda alla promozione della salute, che non è alternativa, ma completamento delle conoscenze mediche».

© Riproduzione riservata

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