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Le cornee in dono: la generosità di Sergio Lommi ha beffato anche la malattia

Le cornee in dono: la generosità di Sergio Lommi ha beffato anche la malattia

05 Agosto 2022, 03:01

Sissa Trecasali La generosità di Sergio Lommi è riuscita a beffare la malattia che lo ha strappato ai suoi cari: i suoi occhi, infatti, presto si apriranno di nuovo e permetteranno almeno ad un’altra persona, se non addirittura a due, di tornare a vedere.

58 anni, nato e cresciuto a Ronco Campo Canneto, fin da ragazzo Lommi si era dato da fare per favorire, nella sua comunità e non solo, la consapevolezza dell’importanza della donazione di organi: un gesto che può ridonare la vita a chi è in attesa di trapianto ma davanti a cui, ancora oggi, troppi sono frenati.

Sergio, però, l’esempio lo aveva avuto davanti agli occhi già nel 1984 quando i genitori erano riusciti a trasformare in speranza per altri la tragedia della morte del figlio minore, deceduto in un incidente stradale.

«In quegli anni il tema della donazione degli organi non era così conosciuto, ma il nonno era donatore Avis e aveva già una sensibilità particolare verso il tema del dono - ricorda Giada, figlia maggiore di Sergio ed ex presidente dell’Aido locale -. Il nonno e il papà sono poi stati i primi ad impegnarsi per dare vita alla sezione Aido di Trecasali e, negli anni successivi, anche io e mia sorella Greta abbiamo iniziato a dare il nostro contributo attivo all’associazione».

L’anno scorso è però arrivata la malattia, affrontata e combattuta il più possibile ma senza successo: il 23 luglio scorso Sergio è morto all’ospedale di Vaio. E anche quando è stato chiaro quale sarebbe stato l’epilogo, Lommi è sempre rimasto saldo e ben convinto della scelta fatta anni fa: anche se il cancro stava minando i suoi organi, espiantare quello che poteva esser utile era la strada da percorrere.

«Ha sempre detto chiaramente che questa era la sua volontà. Quando i medici ci hanno detto che avrebbero potuto fare i controlli per verificare la possibilità di donare le cornee, abbiamo confermato quello che sapevamo per certo essere il suo desiderio – proseguono le figlie -. Da volontaria Aido mi sono trovata più volte dall’altra parte e so che quello della scelta è un momento difficile e in cui vengono mille dubbi: noi siamo state aiutate dal conoscere esattamente la sua volontà».

A rafforzarla era stato anche un episodio avvenuto nei mesi precedenti. «Papà era stato operato ed era ricoverato in stanza con una persona che era appena stata trapiantata. Ci ha raccontato della telefonata che gli comunicava che c’era un rene compatibile e della corsa contro il tempo per essere sottoposto all’intervento».

«In quel momento io e papà ci siamo guardati e ci siamo sorrisi: negli occhi di quella persona abbiamo visto quanto la donazione degli organi sia la scelta giusta».

E, alla fine, i controlli hanno confermato che la malattia aveva risparmiato le cornee di Sergio, permettendogli quindi di donarle e di diventare l’esempio concreto dell’impegno coltivato per quasi tutta la vita.

Chiara De Carli

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