Via Mazzini
Minaccia di dare fuoco a uno studio professionale scatenando la reazione di un suo collega che gli leva l'accendino dalle mani, lo chiude all'interno e chiama la polizia. Una storia in cui fortunatamente grossi danni non ce ne sono stati ma che non ha evitato a un 34enne una denuncia da parte della polizia di Stato.
In via Mazzini l'altra notte è stata particolarmente agitata e l'intervento delle Volanti assieme a quello dei vigili del fuoco non è certamente passato inosservato ai residenti e a chi, in queste ultime notti agostane, stava passando di lì.
Protagonisti della vicenda due muratori tunisini. Persone che si conoscono bene.
Sono le 23 ma in uno studio professionale in ristrutturazione ci sono un 48enne e un 34enne. I due stanno effettuando dei lavori di pulizia e per un po' tutto scorre liscio. I due lavorano e chiacchierano. E le ore passano.
Intorno alle 2, la situazione prende, però, una brutta piega dal momento che il discorso vira su questioni economiche.
Il più giovane chiede, infatti, all'altro duecento euro, somma che, a suo giudizio, gli è dovuta. Il più anziano gli risponde, però, di pazientare e di attendere la fine dei lavori di ristrutturazione. «Poi avrai i tuoi soldi» lo rassicura. Ma al 34enne evidentemente quelle promesse non bastano.
La discussione si fa incandescente, tanto che il 34enne afferra una latta di acqua ragia che si trova sul pavimento dello studio, la rovescia violentemente contro il muro di un bagno e, estratto un accendino, minaccia di dare fuoco alla stanza.
«O mi dai i miei soldi o lo faccio» urla.
Il giovane muratore fa sul serio o il suo è solo un gesto «teatrale» per convincere l'altro a dargli quei duecento euro?
Il collega non ci pensa troppo su e reagisce lanciandosi contro il connazionale per togliergli l'accendino. Si scatena una colluttazione in cui il più anziano viene morso a una mano, mentre l'altro contendente riporta, invece, alcune escoriazioni.
«Disarmato» il collega, il 48enne riesce a guadagnare l'uscita chiudendo l'altro a chiave all'interno. Poi, telefona al 113 raccontando agli agenti l'accaduto.
Le Volanti arrivano perciò in via Mazzini assieme, visto il tenore della segnalazione, ai vigili del fuoco.
Aperta la porta, i poliziotti trovano all'interno il 34enne che si giustifica dicendo che a quella minaccia non avrebbe mai dato seguito. Parole che, però, non gli evitano una denuncia per minacce e danneggiamento aggravati.
Michele Ceparano
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