STALKING
Li avevano fotografati a passeggio. Lei, lo sguardo sorpreso ma puntato sull'obiettivo; lui, testa bassa e sorrisino beffardo. Lory Del Santo e Francesco Ceglie, alla fine del 2011, in giro per Milano: la showgirl famosa e il modello romano, allora 19enne. Per un periodo, secondo i giornali di gossip, avrebbero fatto coppia fissa, anche se poi lei, sei anni dopo, quando Ceglie finì nei guai, smentì di avere avuto una relazione. «Solo un ragazzo che ho aiutato a trovare casa a Milano. Non era il mio fidanzato», aveva precisato. Certo è che le strade dell'ex bigliettaia di «Drive in» e del modello si erano incrociate, ma poi il nome di Ceglie tornò alla ribalta nel 2017 per una questione maledettamente seria: fu arrestato nel Milanese per sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale, perché avrebbe minacciato e bloccato in casa la fidanzata. Ma tre anni dopo, arrivato a Parma con una nuova compagna, è finito di nuovo al centro della cronaca (nera). E ieri è stato condannato a 2 anni per stalking, danneggiamento ed evasione. Il giudice Gennaro Mastroberardino ha riconosciuto a Ceglie la seminfermità, così come attestato dal perito del tribunale, per il suo «discontrollo dell'umore e delle reazioni», ma la condanna ha comunque superato la richiesta del pm Lino Vicini, che si era «fermato» a 1 anno e 6 mesi. Dopo aver scontato la pena, sarà sottoposto anche a 1 anno di libertà vigilata. Ai due vicini di casa, che si erano costituti parte civile, sono stati riconosciuti 5.000 euro ciascuno di risarcimento.
Vicini di pianerottolo, ma anche proprietari dell'appartamento, nella zona di via Zarotto, in cui Ceglie e l'allora fidanzata erano andati ad abitare nel 2020. In quel periodo, però, il modello era agli arresti domiciliari per una condanna della Corte d'appello di Roma. Insomma, fuori casa avrebbe potuto starci solo per un paio d'ore alla settimana per gli incontri al Servizio dipendenze patologiche dell'Ausl per i suoi problemi di tossicodipendenza. Tra gennaio e febbraio del 2021, però, avrebbe varcato la porta di casa più di una volta, e in un'occasione era stata la stessa proprietaria di casa a fotografarlo in strada.
Ma era tra le mura del condominio che Ceglie avrebbe reso la vita impossibile ai vicini, anche se poi la querela è arrivata solo dai proprietari dell'appartamento. Le prime avvisaglie? Musica sparata ad alto volume anche di notte. Poi, però, quando erano arrivate le prime rimostranze, Ceglie avrebbe anche alzato i toni arrivando alle minacce: «Vi ammazzo, infami. Ti stacco la testa e i denti a uno a uno».
Reazioni, a dir poco, sopra le righe. E' ciò che ha ammesso anche il difensore Vanessa Martini in aula, mettendo in evidenza però i disturbi psichiatrici di Ceglie (ora ai domiciliari in comunità), oltre che l'assunzione di droga fin da quando era ragazzino, ma sottolineando anche diverse discrepanze e punti poco chiari che ci sarebbero state nelle testimonianze, a partire dalle dichiarazioni dei proprietari di casa.
Ma per il giudice quei racconti hanno ben poche ombre. Credibile che sia stato lui una sera a staccare i contatori dei condomini per una ventina di minuti, che abbia lanciato bottiglie di vetro verso il balcone di una vicina e abbia imbrattato di vomito e uova la porta d'ingresso dei proprietari di casa danneggiando anche l'apertura. Non era riuscito a frenarsi nemmeno davanti ai vigili quando, un pomeriggio di gennaio del 2021, erano arrivati per rimuovere l'auto della fidanzata in divieto di sosta davanti a casa. «Ve la faccio pagare, ora la multa la pagate voi», aveva strillato in modo che tutti sentissero. Che i vicini sentissero.
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