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Tribunale

«Incapace, impari l'italiano» alla maestra: condannato a 4 mesi

«Incapace, impari l'italiano» alla maestra: condannato a 4 mesi

26 Novembre 2022, 03:01

C'erano dei precedenti. Messi anche nero su bianco, con la lista dell'abbigliamento necessario per una gita scolastica corretta quasi di certo dal padre di una alunna e poi dallo stesso affissa nell'androne del convitto. A penna era stato cassato ogni termine straniero. T-shirt era stato sostituito da «maglietta a maniche corte», peluches da «pupazzi», Sms da «messaggio tramite cellulare», e K-way da «impermeabile con cappuccio». Per quanto sia condivisibile l'intento di difendere la lingua di Dante, l'operazione sapeva molto di polemica: era a sua volta sintomo della scarsa sintonia tra il padre dell'alunna e il convitto Maria Luigia al quale la piccola era iscritta.

Ma il peggio sarebbe venuto nei giorni seguenti, quando il genitore si presentò a scuola per riaccompagnare a casa un altro studente. Era stato il padre di quest'ultimo a chiedergli la cortesia. Peccato si sia dimenticato di segnalarlo alla scuola. Sentendosi rispondere dalla maestra che il bambino non gli sarebbe stato affidato, l'uomo si alterò. L'insegnante (la stessa tirata in ballo per l'elenco della gita, pare) andò a verificare in segreteria. Niente da fare: non era arrivata nemmeno una mail di delega.

A quel punto, davanti agli altri genitori (si erano appena concluse le lezioni), ai docenti e a decine di alunni, partì una litania all'indirizzo dell'insegnante che si ostinava a negare all'uomo il permesso di prendere in consegna quel bambino d'altri. «Lei è un'incapace» cominciò a gridare il genitore. Aggiunse poco dopo, riferendosi quasi di certo ai termini stranieri cancellati sulla lista, che l'altra avrebbe dovuto «imparare la lingua italiana». Proseguì aggiungendo: «io la bambina in gita non la mando, perché lei è inaffidabile». E concluse con la promessa di una denuncia.

Fu lui, però a essere denunciato: per oltraggio a pubblico ufficiale (questo infatti è un docente nell'esercizio delle proprie funzioni). Processato per questo «doposcuola» del maggio di 4 anni fa, ieri, il 50enne è stato condannato a 4 mesi. Il giudice Giuseppe Monaco ha accolto le richieste di pena del pm Rino Massari.

rob.lon.

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