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Stocchi scrive a Salvini: «Non possiamo aspettare ancora»

Stocchi scrive a Salvini: «Non possiamo aspettare ancora»

07 Dicembre 2022, 03:01

Colorno Sono ormai passati più di tre anni dalla riapertura del ponte di Casalmaggiore dopo i lavori di ristrutturazione. Un momento che era stato accolto con sollievo, visto che la lunga chiusura aveva creato non pochi problemi non solo ai pendolari che ogni giorno utilizzano l’infrastruttura per passare dal territorio lombardo a quello emiliano, ma anche alle aziende, costrette a far percorrere ai loro camion chilometri e chilometri aggiuntivi.

Ed è da allora che si parla della necessità di erigere un «ponte bis», da realizzare con le migliori tecnologie di costruzione e capace di risolvere, una volta per tutte, i problemi di un manufatto che ormai risente dei segni del tempo. Al vecchio ponte, infatti, sono stati dati ancora dieci anni «di vita» ed entro questo lasso di tempo dovrà essere trovata un’alternativa per evitare una nuova batosta al tessuto sociale e produttivo del territorio. Ma, ad oggi, non si vedono all’orizzonte nemmeno «ipotesi» di progetto e così il sindaco di Colorno, Christian Stocchi, ha deciso di prendere «carta e penna» e di inviare una lettera in merito al neo ministro delle infrastrutture Matteo Salvini.

«Le scrivo, come avevo scritto ai suoi predecessori in questi anni, con il supporto unanime del consiglio comunale di Colorno, che aveva condiviso questo impegno nel porre all’attenzione un’infrastruttura di importanza strategica, non solo per il nostro territorio, ma per tutto il Nord Italia .- esordisce Stocchi, facendosi portavoce dell’intero consiglio comunale e, quindi, della comunità colornese -. Dopo un lungo periodo di chiusura e la riapertura avvenuta nel giugno 2019, sono trascorsi circa tre anni e mezzo (sui dieci presunti di durata del ponte) ristrutturato e, pur essendo in corso l’iter della progettazione preliminare, siamo ancora lontani dal definire la progettazione definitiva, né sono state individuate le fonti di finanziamento per la realizzazione del nuovo manufatto: è evidente la nostra conseguente preoccupazione in merito». E questa non è la prima volta che Stocchi chiede ufficialmente notizie sul futuro dell’opera.

«Come abbiamo avuto modo di segnalare anche in precedenza ai governi che si sono succeduti in questi anni – ricorda il primo cittadino -, ci preoccupa il possibile processo di danneggiamento in quanto il sistema di monitoraggio dei carichi sulla struttura esistente, per quanto certamente utile, non consente tuttavia un rilevamento puntuale della velocità e dei pesi collegato a sanzioni conseguenti per chi non rispetta tali limiti. I nostri territori hanno subito pesanti conseguenze dalla chiusura avvenuta negli anni scorsi e non è in alcun modo immaginabile e accettabile l’ipotesi del ripetersi di una simile situazione: di qui il senso dell’appello compatto di tutte le forze politiche e dell’intera nostra Comunità affinché si lavori per un celere iter realizzativo del nuovo manufatto, a partire dal completamento della progettazione e dai finanziamenti necessari per la costruzione».

E, come già fatto con Toninelli, il primo cittadino colornese invita il ministro in carica ad andare a Colorno, con i tecnici del Ministero e con i tanti rappresentanti delle istituzioni che si stanno impegnando per la risoluzione di questo problema, per valutare con i suoi occhi la situazione.

Chiara De Carli

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