IL GIALLO
Non è stato, fortunatamente, un fatto di quelli da classificare tra i «gravissimi», ma per un paese come Fontanellato ce n’è a sufficienza per parlarne per giorni. E forse anche per preoccuparsi.
Tutto è iniziato attorno alle 22,30 di sabato, quando un giovane del paese si è presentato in un locale del centro con il volto sanguinante e tumefatto per chiedere alla barista del ghiaccio. Una scena che ha scioccato le tante persone che in quel momento si stavano godendo il fine serata e che, preoccupate e incuriosite, si sono avvicinate per capire cosa fosse successo e se avesse bisogno di aiuto.
«Ha raccontato di essere uscito per portare fuori il cane e che, durante la passeggiata, si era scontrato con alcune persone per futili motivi – dice uno degli avventori del bar -. Mentre ripercorreva l’aggressione, comprensibilmente agitato, ci è sembrato anche di capire che questi balordi gli avessero anche portato via il cane caricandolo su un’auto. Oggi, però, nel post che ha scritto su Facebook non ne parla, quindi speriamo di avere capito male a causa della confusione che si era creata».
Sul posto sono infatti arrivati l’ambulanza del 118 e i carabinieri di Soragna, per assistere il ferito e cercare di individuare immediatamente gli aggressori. Ma se da un lato è andato tutto per il meglio - i danni fisici si risolveranno senza strascichi in pochi giorni - dall’altro ancora non si è riusciti a dare un nome agli aggressori. Che non siano del paese, però, lo si intuisce sia dal post pubblicato dalla vittima ieri mattina che da alcuni commenti lasciati dagli amici. «Mi viene veramente da dire che le persone abituate a portare a spasso il proprio cane non siano al sicuro. Non credo possibile che non si possa fare nulla se non subire. In tutto ciò, alla fine posso ritenermi fortunato avendo portato a casa solo contusioni e niente di più, però è stata molto facile per quelli che se la sono presa in cinque contro uno».
E mentre le indagini sul «caso» proseguono, anche attraverso la visione dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza, la solidarietà verso l’aggredito è testimoniata da un centinaio di commenti di amici e conoscenti. «È dura, quando non siamo più sicuri nel nostro vivere quotidiano vuol dire che qualcosa veramente non va e bisogna intervenire – scrive tra i commenti l’ex sindaco Claudio Bernardini - e farlo significa non essere cattivi, ma volere giustizia, che è un diritto di ogni cittadino».
r.c.
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