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via Bixio, vicino al liceo Marconi

Il giardino condiviso scatena le polemiche

Il giardino condiviso scatena le polemiche

28 Marzo 2023, 03:01

Il verde, si dice, rilassa. E stare all'aria aperta rasserena. Ma se questo funziona in generale non è altrettanto vero in via Bixio: dove intorno ad un giardinetto tra le case, annesso all'edificio del liceo Marconi, si è scatenata una furibonda polemica. Che ieri ha infiammato i toni tra la direzione scolastica e associazioni di volontari al punto che si è arrivati persino ad una specie di sit in. E i toni del confronto sono apparsi tutt'altro che pacati.

Tutto è iniziato un paio d'anni da quando quel rettangolo di verde, protetto su via Bixio da un alto muraglione, è stato affidato dalla direzione scolastica all'associazione dei Monnezzari che, insieme all'Associazione donne ambientaliste, hanno fatto diventare quel rettangolo verde un «Giardino condiviso». «Abbiamo trasformato quello spazio in un luogo dedicato alla biodiversità con piante ed essenze di molti tipi e lo abbiamo curato con passione anche grazie al lavoro di gente del quartiere», spiegano i portavoce dell'associazione. Che però, nei giorni scorsi, hanno avuto una brutta sorpresa. «Abbiamo scoperto che la direzione ha deciso di attrezzare quel giardino con un piccolo palco e sedute per gli studenti che così lo potranno utilizzare per le loro attività. Ma in questo modo la tutela della biodiversità verrà cancellata, il progetto cancellato». E per di più, sempre secondo i volontari dell'associazione I Monnezzari, tutto questo sarebbe stato deciso senza che nessuno lo comunicasse loro. Ed è qui che gli animi si sono accesi anche perché, ulteriore problema, i membri di una altra associazione, Manifattura Urbana, invece, ne erano perfettamente al corrente. «Certo che lo sapevamo – sottolineano quelli di Manifattura- visto che la direzione scolastica ci ha contattato per realizzare gli interventi nel giardino». Insomma: da una parte una associazione che vorrebbe che il rettangolo verde rimanesse com'è, intonso. Dall'altra una altra associazione che, pur condividendo in maniera la sensibilità ambientale, pensa che uno spazio attrezzato alla socialità degli studenti possa essere utile. E in mezzo la scuola che rigetta le polemiche. E per placare gli animi ha deciso per questi giorni di bloccare i lavori e invitare i Monnezzari ad un incontro in cui cercare di comporre la vicenda. Fermo restando che, ovviamente, quel giardino è delle scuola. Ed è quindi la scuola che deve decidere.

«Di recente abbiamo avuto i finanziamenti necessari per renderlo più fruibile con qualche seduta e arredi che lo rendano utilizzabile da parte degli studenti - ha chiarito la preside del liceo Marconi, Gloria Cattani. - Tra l'altro abbiamo coinvolto i nostri studenti chiedendo loro come lo volessero utilizzare e loro stessi ci hanno chiesto di attrezzare una parte, nel lato più corto, d'angolo con una pedana, che fosse a loro disposizione per leggere, per parlare, per confrontarsi. Tutto qui: quest'area è parte degli spazi della scuola e non può certo essere lasciata incolta e selvaggia come fosse il greto del torrente. A me dispiace questa polemica ma deve essere un giardino utilizzabile e fruibile».

Per ora la vicenda si ferma qui: i lavori sono rinviati, l'area verde della biodiversità nel cuore dell'Oltretorrente è salva. Ma nei prossimi giorni, dopo ulteriori confronti qualcosa succederà. E il Giardino che fu condiviso e ora è conteso probabilmente, cambierà volto.

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