Fontanellato
Parrebbe proprio aver preso alla lettera il detto popolare che recita «Non c’è due senza tre, e il quarto vien da sé» un 50enne residente a Fontevivo, «pizzicato» (ancora una volta) ad essersi appropriato di cose non sue. Oggetti di cui, il più delle volte, poteva tranquillamente fare a meno ma che devono aver avuto il potere di suscitare il suo interesse tanto da indurlo semplicemente a prenderseli, probabilmente contando anche sul fatto che la sua presenza non avrebbe fatto mettere nessuno sul «chi va là».
L’ultimo caso, che gli è valso una denuncia per furto con destrezza, è stato in un bar di Fontanellato di cui fino a ieri è stato cliente abituale. Consumata la colazione e fatto due chiacchiere con gli avventori, ha visto appoggiato su una sedia non particolarmente in vista un bel giubbotto in pelle scamosciata di proprietà del titolare del bar. Un indumento dal discreto valore.
Agevolato dal via vai di persone, e dal fatto che nessuno lo tenesse d’occhio, ha quindi semplicemente preso la giacca, l’ha infilata nello zaino che aveva con sé e si è diretto verso casa. Accortosi del furto, al termine del turno di lavoro, il proprietario del giaccone ha contattato i carabinieri della stazione di Fontanellato per sporgere denuncia. Senza nutrire il minimo sospetto verso nessuno degli avventori della giornata ha quindi consegnato le riprese delle telecamere di videosorveglianza per cercare di dare un nome al ladro e si è rimesso dietro al bancone. E mentre i militari visionavano le immagini, il 50enne è tornato a fare la sua solita colazione come se nulla fosse accaduto. Un gesto che, una volta scoperto chi aveva fatto il furto, ha aggiunto al danno la beffa. Sentitosi «tradito», il derubato ha approfittato di un incontro fortuito con il ladro per affrontarlo e chiedergli conto del furto, ma il fontevivese ha negato qualsiasi addebito continuando la sua passeggiata. Camminata interrotta dall’arrivo dei carabinieri che, rintracciatolo in giro per il centro, gli hanno chiesto lumi sulla giacca. E dopo aver «nicchiato» un po’, l’uomo è tornato a casa, ha ripreso la giacca e l’ha consegnata in caserma, direttamente nelle mano del maresciallo Maio. Un gesto che ha «risolto il caso» ma che non è stato sufficiente a far ritirare né la denuncia né il divieto, da parte del barista, di tornare a fare colazione nel suo locale preferito.
Chiara De Carli
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