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L'intervista

Fritelli: «Dieci anni duri, ma ora la città è a una svolta»

Fritelli: «Dieci anni duri, ma ora la città è a una svolta»

13 Aprile 2023, 03:01

Dieci anni fa Filippo Fritelli aveva 29 anni e stava per diventare, per la prima volta, sindaco di Salsomaggiore. Non era sposato e non aveva due figlie. Ora, dopo due lustri da primo cittadino - e 4 anni da presidente della Provincia - lascia la guida di una città ancora in difficoltà, ma che guarda al futuro con un po' più di ottimismo. Il lungo percorso del concordato delle Terme, infatti, è concluso. Sono in partenza i lavori di ristrutturazione del Berzieri, il simbolo della città, e si spera presto possano partire quelli per per Valentini e piscina termale. Salso, insomma, potrebbe essere a una svolta.

Sindaco, quali sono le cose di cui va orgoglioso della sua amministrazione?

In assoluto l'operazione del Berzieri, che da sola è valsa l'impegno dei 10 anni. Ovviamente anche tutta la procedura delle Terme, ma in particolare, questa, ha riguardato la nostra punta di diamante con la cessione a Cassa depositi e prestiti che ha permesso allo storico edificio di rimanere pubblico e la gestione affidata Qc Terme, il più importante player del benessere in Italia che dove ha agito ha sempre portato benessere e sviluppo.

Come si dovrà preparare la città per essere trainata da queste importanti opportunità?

Servirà un atteggiamento accogliente e positivo, legato alla trasformazione della propria offerta, dal commerciante all'albergatore fino al semplice cittadino. L'amministrazione comunale dovrà collaborare con questi imprenditori, supportandoli e coordinando con loro le diverse iniziative. La prima cosa che si dovrà fare, nei prossimi mesi, sarà sviluppare una grande infrastruttura di parcheggio pubblico che altrimenti farebbe trovare la città impreparata nel 2025. Un parcheggio che vedrei come ampliamento della copertura del Ghiara verso la stazione: sarebbe un'opera di decoro urbano e di risoluzione del problema parcheggi, con 350-400 nuovi posti auto. Che si potrebbe realizzare in project financing.

Che differenze ci sono state tra la sua prima e la sua seconda legislatura?

E' stato più difficile il primo periodo per i problemi che abbiamo ereditato. Salso era un paese che, onestamente, aveva un po' perso la rotta. Poi, negli anni successivi ci sono ''scoppiati in mano'' il problema Terme, Baistrocchi, Golf, gestione del Palacongressi e degli impianti sportivi. E ancora la crisi dei migranti a Tabiano. Ho fatto un'infilata... Il secondo mandato, al netto del Covid che è stata una crisi mondiale, è stato invece più difficile per quanto riguarda i rapporti personali. L'entusiasmo dell'inizio si è un po' perso. È subentrata la stanchezza, si è creato un clima più sfilacciato, ma abbiamo voluto portare a termine le grosse progettualità e garantire stabilità al Comune. Che ne aveva bisogno.

Ci sono cose che avrebbe voluto fare e non è riuscito a realizzare?

Avrei voluto che i progetti di riconversione fossero ad uno stato più avanzato. Se non ci fossero stata la pandemia e la crisi energetica probabilmente oggi avremmo alcune strutture già aperte, cantieri verso la conclusione. Ma con i se e i ma non si fa la storia.

Spesso i salsesi si lamentano della scarsa manutenzione delle strade, delle tante buche. Potevate fare di più?

Abbiamo investito tanti milioni di euro, rifacendo arterie in entrata e uscita alla città. E anche del centro. Abbiamo sistemato molte strade del forese anche grazie agli accordi con il Consorzio di bonifica. E' chiaro che era una situazione talmente critica che non ce n'era mai abbastanza. Purtroppo le risorse a disposizione sono state quelle, perché per le strade raramente si possono avere finanziamenti statali. Abbiamo dovuto dare delle priorità, ma è un percorso graduale e pian piano si arriverà da tutti. Teniamo presente che a Salso ci sono 250 km di strade e un territorio molto franoso. E aggiungiamo che negli ultimi due anni i prezzi delle materie prime sono aumentati: quindi a parità di soldi fai molto meno.

Pnrr: quanto l'amministrazione ha saputo sfruttare questa opportunità?

Ci siamo accaparrati fra i 9 e i 10 milioni di euro, alcuni già spesi e altri che si spenderanno nei prossimi mesi. Scuole, Tommasini, Teatro Nuovo, palestre, coperture... credo sia un'eredità importante per la prossima amministrazione: quella che lascio è una città cantiere.

Tabiano: sappiamo come gli operatori si siano sempre sentiti delle Cenerentole...

A Tabiano ci tengo molto, dico sul serio. Proprio per la complessità dei problemi da affrontare. Forse, a volte, è stato trascurato appunto perché considerato troppo difficoltoso occuparsene. Ma è sbagliato. Ci sono 20 alberghi che hanno dimostrato che differenziando l'offerta si resiste. La gran parte degli albergatori tabianesi sono proprietari e, proprio per questo, hanno custodito molto bene le loro strutture, anche meglio di Salso in alcuni casi. Il problema di Tabiano, credo, sia uno: c'è stato uno sviluppo urbanistico esagerato e brutto dagli anni '70 agli anni '90. Si è costruito male, insomma. Se si fosse mantenuta una visione più bucolica del paese oggi avremmo i presupposti per un rilancio più immediato.

Cosa fare, allora?

La prima cosa è connetterlo a Salso, rivedendo il trasporto pubblico locale, coinvolgendo Smtp e Tep e proseguire così il processo di riqualificazione urbana incominciato in questi mesi con la sistemazione della Casa rossa e i lavori al parco Porcellini con il nuovo parco giochi. Serve un bus moderno che, tutto il giorno, colleghi Salso a Tabiano, almeno durante la stagione. Credo sia fondamentale. Le due realtà devono smetterla di esser pensate come separate.

Tra qualche giorno verranno presentate le liste. Il centrosinistra si presenta spaccato. Ci sarà un candidato sindaco civico appoggiato da Pd e M5S. Un altro candidato civico che fu suo assessore (e che ha nella compagine ha il suo vicesindaco e due consiglieri di maggioranza) e che corre solo. E un candidato sindaco suo attuale assessore che vuol rappresentare la necessità di dare continuità alla sua amministrazione. Sappiamo che lei ha sposato quest'ultima scelta.

Le divisioni del centrosinistra ci sono sempre state, anche negli ultimi 10 anni. Ci sono pezzi di centrosinistra, insomma, che non mi avevano mai sostenuto. Compiani invece ha fatto una scelta puramente civica e autonoma, che rispetto. Cinque anni fa è partito con noi, con noi ha lavorato ed è stato leale con l'attuale amministrazione. Penso che differenziare l'offerta non sia del tutto negativo. E restare puri nella propria proposta sia serio. I cartelli elettorali artificiali, figli di dinamiche nazionali che mettono insieme gente che magari non si sopporta o che ha patrimoni valoriali diversi siano destinate a fallire. Perché poi governare è difficile.

In questi mesi lei come si è mosso?

Ci siamo messi attorno a un tavolo e le abbiamo pensate tutte. Io ero anche disponibile a lavorare ad un campo largo, a formule innovative. Ci abbiamo provato, ma per come si sono messe le cose credo che valga la pena giocare una partita identitaria, coerente e lineare, con rischi alti ma dove alla fine ognuno rimane allineato con se stesso e la propria storia. Trevisan si presenta con liste politiche, un polo liberal-democratico aperto anche al civismo ma che che ha una connotazione politica e all'interno persone che hanno fatto politica e che amano la politica. E che hanno dimostrato qualcosa in questi anni.

Il momento più bello che ha vissuto in questi 10 anni in piazza Libertà?

Il più bello forse l'adunata degli alpini dell'ottobre 2017: una domenica eccezionale, piena di gente e di colori. Ho questa immagine davanti.

E il più brutto?

Ne dico due: la morte del sindaco di Soragna Concari, a Salso, il 2 luglio 2022. Un momento drammatico dal punto di vista personale. L'altro quando a ottobre 2018 sono state pubblicate le mie intercettazioni telefoniche con l'ex sindaco di Polesine Zibello senza che io fossi neanche indagato. Mi ha ferito terribilmente.

Il 16 maggio - o il 30 in caso di ballottaggio - per forza di cose lei non sarà più sindaco. Da quel giorno cosa farà Filippo Fritelli?

Non vedo l'ora arrivi l'estate per fare qualche viaggio e godermi appieno le mie figlie. E poi tornare al lavoro da dove sono venuto (Autocisa, ndr) e dove sono in aspettativa non retribuita da 10 anni.

Quindi l'esperienza da sindaco e da presidente della Provincia non l'hanno spinta a rimettersi subito in campo politicamente?

Ho avuto la fortuna di avere questi ruoli molto presto rispetto alla media e ne sono consapevole. La politica è bella, è sempre stata la mia passione, ma mette in difficoltà la vita personale. Ora ho bisogno di respirare e di tornare a un dimensione più normale. Poi, in futuro, si vedrà.

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