Allarme bullismo e botte davanti all'Albertelli Newton. All'uscita dalla scuola il verbo che più si sente ripetere da alcuni ragazzini delle medie è picchiare. «Lo vuoi picchiare?», «L'hai picchiato?» e così via. Con tutte le variazioni sul tema. Tutto questo, tra spintoni e parolacce, va in scena quasi ogni giorno, nel quartiere Lubiana, davanti all'Albertelli Newton. Il teatro è il parco dedicato al fisico Ettore Majorana, un tempo, finché il gioco per bambini non è stato smontato, conosciuto come parco del Galeone. Ma, per quel divertimento a forma di veliero, l'area viene chiamata ancora così. Oasi di verde, con un bel chiosco, quando la stagione, come ieri, è buona, è l'ideale per fare due passi, prendere un caffè oppure portare a spasso i bambini e i cani. Meno pacifica invece l'atmosfera che regna prima delle 8 e delle 14, orari di entrata e uscita delle medie. «Ci sono molti elementi turbolenti - racconta la madre di un'alunna di prima - che, una volta fuori dalla scuola, non trovano di meglio da fare che picchiarsi». Scandisce bene l'avverbio «fuori», dal momento che dentro l'istituto «la preside Paola Piolanti vigila nella maniera migliore e queste cose non accadono». Confermato anche da un'altra mamma: «C'è qualcuno che si comporta male, ma quando lo fa viene sospeso».
Al suono della campanella, però, ognuno fa un po' quello che vuole. «Come altri genitori, sono molto preoccupata» prosegue la mamma. Due episodi, in particolare, confermati anche da altri genitori, l'hanno colpita. «Due settimane fa - prosegue - all'uscita due ragazze delle medie si sono picchiate». Chi ha assistito alla scena, parla di una lotta svoltasi mentre le amiche, «in cerchio, incitavano le contendenti e le filmavano con gli smartphone». Provvidenziale sarebbe stato, in quel frangente, l'intervento di alcuni docenti che avrebbero separato le due. Nei giorni scorsi, invece, prima dell'ingresso, stessa scena. Ma stavolta gli antagonisti erano due ragazzi. «Meno male che un adulto, penso un genitore - riprende -, è intervenuto mettendo fine alla lite». La donna ha perciò contattato Priamo Bocchi (Fratelli d'Italia) che martedì, durante una comunicazione in consiglio comunale, ha chiesto «maggiore sorveglianza nell'area verde davanti alla scuola, dove i genitori segnalano frequenti episodi di bullismo». Alle parole di Bocchi, aveva risposto Sandro Campanini (Pd) chiedendo di «non creare allarmismi. Se si verificano episodi violenti o comportamenti sbagliati, invito i cittadini a segnalarli alle istituzioni, Comune compreso». Non solo botte, comunque, ma anche qualche piccolo furto. Come quello accaduto la settimana scorsa, quando «tre ragazzini - spiegano davanti alla scuola - avevano appoggiato dieci euro sul bancone del bar per pagare. È passato un loro coetaneo e glieli ha portati via». Non si è ancora raggiunto il livello di due anni fa quando, nello stesso parco, un tredicenne era stato accoltellato a una gamba, nel corso di una rissa, da un ragazzo più grande estraneo alla scuola di via Newton. «Ma - interviene la mamma di un alunno delle elementari in attesa con altre che il figlio esca - anche questi comportamenti violenti possono degenerare in episodi più gravi». Qualche altra mamma parla di ragazzini che sporcano e che se la prendono con gli arredi del parco, «com'è accaduto poco tempo fa quando qualcuno ha danneggiato una panchina che è poi stata tolta perché era diventata pericolosa». Chiedono, quindi, «più controlli, prima delle 8 e delle 14, i due orari “caldi”. Vedere le forze dell'ordine può costituire un buon deterrente». Tra gli aspetti su cui vigilare c'è anche quello che riguarda l'area pedonale di fronte alla scuola. «C'è chi passa in auto o in scooter - spiegano -, creando situazioni di pericolo perché il parco è sempre pieno di bambini». Una nota positiva arriva ancora da alcuni frequentatori del parco: «Almeno sono scomparsi da un po' quei gruppetti di adolescenti che bivaccavano sulle panchine. Ma ora a fare casino sono quelli che escono da scuola e che si fermano nel parco». Prima di sciamare in via Casa Bianca alla fermata dell'autobus, tra altri spintoni e insulti, per tornare a casa.