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«Immondizia e rifiuti: strade come discariche»

Le proteste dei residenti di diverse zone della città

«Immondizia e rifiuti: strade come discariche»

di Luca Pelagatti

26 Aprile 2023, 03:01

C'è chi spera ancora che la cortesia funzioni e quindi esordisce con un garbato «per favore». Chi, invece, esasperato ha perso la fiducia e quindi tira in ballo le autorità: «Sono state allertate. I responsabili saranno multati».

E infine chi, oramai senza speranza, diffonde raffiche di foto sui social, spedisce messaggi vocali a mezzo Comune e alla fine si sfoga con amarezza: «Ormai viviamo in mezzo ad una discarica».

Decenni fa, uscì un libro che si intitolava, amaramente, «Parma città senza amore». Il tempo è passato, Parma è stata capitale della cultura e la sensibilità per l'ambiente pare esplosa. Eppure basta andare in giro, dal centro alla periferia, o sfogliare il web per comprendere che poco è cambiato. Anzi, forse qualcosa è peggiorato.

Lo si coglie facilmente partendo dall'Oltretorrente, in borgo Parente, dove alcuni residenti, inviperiti, hanno manifestato la loro rabbia esponendo anche diversi cartelli. Il resto sono chiamate alla polizia locale.

«Qui non si differenzia nulla: ci si limita a buttare l'immondizia in strada», racconta un abitante che punta il dito verso alcuni numeri civici da dove, è il mantra, «esce di tutto. E non a caso l'altra sera ho visto un topo che banchettava».

Un caso isolato? Pare di no, almeno ad ascoltare le proteste di chi abita da queste parti e racconta di un totale disprezzo per le regole. «Sembra quasi una sfida. Più viene chiesto di rispettare modalità di esposizione, e giorni fissati, e meno lo fanno. Ogni giorno, e non è un modo di dire, sul marciapiede rotolano sacchi dove ammassano di tutto. Chi se lo trova sotto le finestre ovviamente non è contento. Ma il problema riguarda tutta la strada».

Anche perché, prosegue la gente della zona, poco più in là, largo Giandebiaggi da quando ci hanno messo le panchine si è trasformato in una sorta di area campeggio a cielo aperto. «C'è gente che bivacca e lascia immondizie, bottiglie, resti di cibo. Il personale Iren fa quello che può. Ma ci sentiamo assediati dalla sporcizia».

Una sensazione che si ritrova anche in borgo del Parmigianino dove qualcuno, provocatoriamente, ha pensato bene di dare vita ad una sorte di museo. E' dedicato alla maleducazione: e invece delle opere d'arte ci sono le deiezioni degli animali.

Alla stazione 9 di questa poco ideale esposizione organizzata lungo la strada, si trova allora un cartello che specifica di trovarsi di fronte ad una «pipì di cane», mentre la stazione 6 è tutta per il «cestino dei rifiuti più sporco di Parma». Inutile dirlo: sono record che non portano mai a un premio e che nessuno rivendica.

Di tutt'altra natura la protesta che arriva da San Leonardo, dove alcuni abitanti chiedono maggiore vigilanza per le aree verdi. Trasformate, questa la lamentela, in spazi per pantagrueliche mangiate di gruppo. «Ci sono giornate, di domenica in particolare, dove si trovano in decine a fare picnic nei parchi come quello dei Vetrai - segnala un residente. - Tutto regolare? Beh, non tanto. Quando se ne vanno si lasciano dietro mucchi di piatti di plastica, involucri, cartoni, bottiglie. E chi vuole vivere il parco si trova davanti montagne di resti».

Ma nulla rispetto a quanto accade in via Milano dove, accanto alla campana del vetro, si trova di tutto: «Materassi, pezzi di mobilia, teloni. Il marciapiede è ingombro e non si passa. Il brutto è che alla fine ci si rassegna, come se fosse normale così». Come se fosse accettabile una città senza amore. E sempre meno bellezza.

Luca Pelagatti

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