A San Leonardo
Hanno persino buttato a terra le ostie che hanno trovato nel tabernacolo. E poi se ne sono andati con il calice dorato come trofeo nel quale, probabilmente, hanno infilato anche le merendine arraffate poco prima nella vicina scuola. Come se una pisside benedetta e qualche buondì, in fondo, fossero la stessa cosa: un bottino con cui riempirsi la pancia o con cui ricavare pochi spiccioli.
Un furto sacrilego è stato messo a segno nei giorni scorsi nella chiesa di San Leonardo. E come racconta con comprensibile amarezza il parroco don Mauro Pongolini, «non è neppure la prima volta che accade. I ladri hanno visitato anche la vicina parrocchia del Cristo Risorto sia a ottobre sia a novembre scorso. E più o meno sempre con la stessa modalità».
In questo caso la razzia è partita dalla parte posteriore della chiesa, per la precisione dalla zona che ospita l'asilo. Qui gli sconosciuti, hanno hanno forzato una finestrella che porta alla cantina dello stabile e poi hanno iniziato a gironzolare: cercando qualche oggetto di valore da portare via.
Dalla zona dell'asilo si sono poi spostati verso gli uffici dove hanno forzato anche degli armadi, frugando dappertutto e sottraendo un computer e una carta di credito con la quale, poco dopo sono riusciti a prelevare una ottantina di euro.
Poi ,come se in parte fossero stati placati, si sono anche concessi una sosta mangiando alcune merendine trovate in giro. «Tutto questo fa pensare che si sia trattato dell'opera di qualche sbandato, persone che cercavano oggetti qualunque che potessero ai loro occhi un valore».
Anche, come detto, a costo di arrivare alla profanazione: i ladri hanno infatti anche aperto il tabernacolo, arraffato i calici dove sono conservate le ostie consacrate che sono state abbandonate. A riprova che, almeno questo, ad agire non è stato qualcuno in cerca di feticci per pratiche esoteriche o riti satanici.
«Il tipo di effrazione, la modalità del furto ricorda molto quelli messi a segno nella chiesa di via Venezia lo scorso anno – prosegue il sacerdote. - Sono gesti che amareggiano e lasciano addolorati. A cui, come consuetudine, abbiamo reagito con una cerimonia di riparazione». Un atto simbolico che non toglie nulla alla gravità dell'azione: ovviamente quando il furto è stato scoperto è stata sporta la denuncia e ora su questo episodio indaga la polizia che forse potrebbe trovare qualche spunto investigativo dalle immagini delle telecamere della zona e, forse, da quelle dello sportello dove è stata utilizzata la carte di credito rubata.
«Non c'è molto altro da aggiungere, se non che fatti come questi lasciano un senso di insicurezza - ha concluso il parroco. - Per parte nostra provvederemo a cercare di rinforzare il controllo sulla struttura della chiesa. Ma non possiamo certo barricarci: finiremmo per violare quella che è la nostra missione, il nostro ruolo».
Luca Pelagatti
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