Il libro
Un viaggio nella nostra tradizione più pura attraverso un centinaio di vignette che elencano gli «stranòmm», una caratteristica tutta parmigiana egregiamente riassunta da uno che la parmigianità ce l'ha nel Dna come Maurizio Landi.
Proprio lui, parmigiano del sasso e che per anni ha lavorato come grafico pubblicitario per importanti imprese della città, è il curatore di «Stranòmm», un volume in cui sono racchiuse oltre 90 sue caricature che riproducono in modo scherzoso altrettanti «stranòmm», alcuni dei quali molto noti e popolari anche fra i giovani e altri che rappresentano una piacevole e interessante riscoperta.
Un viaggio nella tradizione
La verve e la creatività di Landi sono frutto di un lavoro che si è sviluppato nel corso degli anni e che nel libro che sarà presentato domani alle 17,30 alla Libreria Mondadori dell'EuroTorri trova una piacevole e interessante sintesi. E la testimonianza dell'eccezionalità della pubblicazione è che ha raccolto il patrocinio praticamente di tutte le associazioni e i circoli in cui rivive la tradizione cittadina. Lo spunto è partito dalla Famija Pramzana, di cui Landi è socio praticamente da sempre, dalla Consulta per dialetto parmigiano e dall'associazione Giuseppe Micheli, il cui presidente Eugenio Caggiati ha curato la pubblicazione, ci sono anche la Corale Verdi, «Io Parlo Parmigiano», il circolo Toscanini, il circolo Aquila Longhi, l'associazione Parma Nostra e Parma-In.
Gli «stranòmm» più curiosi
All'interno del libro gli «stranòmm» che vengono ricordati, sfruttando un lavoro di Alfredo Zerbini, sono oltre 250, tutti ricordati all'interno del volume. E fra questi 90 sono stati illustrati dalla verve creativa di Maurizio Landi. E così, scorrendo le pagine, si trovano le rappresentazioni del «Babalàn» (leggi persona non affidabile), oppure dello «Scantanador» e del «Pistapocci». Con la caratteristica comune di essere, di fatto, espressioni intraducibili in italiano se non con giri di parole. E così si va da «Zbavación» (chi parla troppo), a «Tacabotòn», da «Limma sorda» a «Ciorbiga», da «Teston botol» a «Pilolon» in un viaggio nella Parma popolare avvincente e tutto da gustare.
Le testimonianze
Oltre alla prefazione di Lorenzo Sartorio, altro autore che in fatto di parmigianità ha ben poco da imparare, all'interno della pubblicazione ci sono 13 testimonianze in cui vengono raccolte anche alcune spiegazioni della storia degli «stranomm». Si va dai Ferrari allo «Dsèvod», da Rico e Baroz di «Io Parlo Parmigiano» a Enrico Maletti, per proseguire con Michele Pertusi,, Enzo Petrolini (presidente del club dei 27), Giuseppe Mezzadri, Giorgio Capelli «a William Tedeschi e Mirella Cenni. In pratica un vero e proprio «Gotha» della parmigianità che si affianca al lavoro di Maurizio Landi per quella che promette di essere una pubblicazione che resterà negli annali della storia della parmigianità.
Una testimonianza reale
Buona parte delle vignette che si trovano nel libro sono già da qualche anno in bella vista sulle pareti della sala bar della «Famija Pramzana». Ma era da tempo che amici e conoscenti sollecitavano Landi, che fra l'altro è anche autore di numerosi testi in dialetto e ha fatto parte di diverse compagne dialettali, a mettere «su carta» questo suo lavoro, frutto di anni di passione e di studio accurato delle origini degli «stranomm». L'epidemia di Covid aveva ulteriormente posticipato la possibilità di dare alle stampe un libro, visto che non si poteva certo pensare di pubblicarlo senza presentarlo in mezzo alle persone e alla gente parmigiana.
Cultura parmigiana
«I stranòmm» rappresenta così un vero e proprio viaggio nella cultura popolare della nostra città. Che, grazie a Maurizio Landi e alla pubblicazione stampata da Graphital, resterà come testimonianza di quello che rappresenta il dialetto per la nostra città: una vera e propria «lingua» che per secoli è stata il principale modo di comunicare del «popolino». Un modo che Landi ha saputo sintetizzare perfettamente e che rappresenta una «chicca» da non perdere anche per chi non è parmigiano e da questo volume potrà ricavare uno spaccato della parmigianità.
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