INTERVISTA
Madame porta la sua nuova musica e i maggiori successi, che l’hanno resa l’artista più ascoltata degli ultimi dieci anni (fonte Spotify), stasera al Parco Ducale alle 21 grazie a Fondazione Teatro Regio di Parma e Caos Organizzazione Spettacoli, col patrocinio del Comune di Parma.
A Parma, insieme a lei, ci sarà la band che l’ha accompagnata nel suo primo tour nei club, per uno show che alternerà momenti più intimi ad altri più energici: Dalila Murano (batteria), Karme (Carmelo Caruso) (tastiere), Estremo (Enrico Botta) (consolle) ed Emanuele Nazzaro (basso). Il suo ultimo album, «L’amore», certificato oro e che ha debuttato al primo posto della classifica Top Album Fimi a una settimana dall’uscita, include la hit multiplatino “Il bene nel male”, presentata a Sanremo 2023 e il singolo “Aranciata”.
Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo live?
«Con la mia band ci siamo preparati riarrangiando i brani, sia quelli del disco precedente che quelli dell’ultimo progetto, in una scaletta che possa accompagnare chi ascolta in un viaggio dentro la mia musica. Sono molto felice di avere con me sul palco Dalila Murano alla batteria, Karme Caruso alle tastiere, Estremo alla consolle e Nazzaro al basso. Cito anche Luca Faraone che ha lavorato a tutti gli arrangiamenti ed è stato in studio durante le prove con noi, per armonizzare la scaletta. Il live ha più momenti, sia energici che intimisti. E' uno spettacolo molto versatile. Mi pongo in maniera molto intensa e diretta con chi mi segue. L’ho sempre fatto. Vale anche per i rapporti interpersonali, per restare in tema amore, visto che il disco nuovo di questo parla: se io e te ci incontriamo una sera, ci conosciamo, e io sento che ci sono cose in comune, che c’è un legame, beh, sappi che io posso finire col raccontarti anche il mio segreto più nascosto, non me ne frega niente di tenerlo per me. In quel momento mi sento di farlo. E allora lo faccio.
Parlaci del tuo ultimo album
«L’album si intitola “L’Amore” con la a maiuscola, perché nel medioevo era quasi un personaggio nei racconti amorosi e come tale lo tratto in questo disco. Sono poi le persone a declinarlo a modo loro ma sempre amore è. C’è una grande luce che arriva all’interno di tutto. Voglio mettere in luce l’amore in tutti i modi in cui può essere declinato, ma se devo dirvi come vivo io l’amore, è nel modo più sano possibile, perché voglio tenere un equilibrio psicologico buono. Quando ho vissuto momenti tossici ho sempre frequentato la terapia con molto piacere. L’album richiede diversi ascolti, non è immediato: i temi scorrono come frutti proibiti da assaggiare, fino al finale. Sesso, carne, pregiudizi, ma non solo, in una delle tracce finali, ‘Avatar’, dico ‘l’amore non esiste’. Sembra una visione pessimista, ma non è così. Il pezzo nasce da un fatto: una sera, a un certo punto, ci siamo trovati con delle persone a ballare bendati. Una donna, spruzzando dell’acqua profumata, ha iniziato a sfiorarmi e mi sono immaginata una luce che usciva dal mio petto e che mi collegava a lei. Era amore puro. E così è nato il mantra ‘tu non esisti, ma io ti sento’. L’amore per me è anche quella connessione. C’è molto di me in questo disco. A livello di scrittura, ho iniziato ad avere un’esigenza più comunicativa e diretta. Prima era più un esercizio di stile, invece ora no. Ho qualcosa da dire, lo voglio dire. Con il primo disco ci ho provato, mi sono presentata, ho fatto vedere le mie possibilità, mentre reputo questo il mio primo vero progetto, in cui ho un’idea, c’è un concept e tutto. È molto diretto. Ho scritto molto meno, come quantitativo di parole, però secondo me ho detto molto di più. Questo secondo me è stato il cambiamento artistico grande. E poi l’altra cosa è la musica. Ho fatto più musica in questo disco, nel primo c’erano più basi urban. Ho dato voce ad altri personaggi, ma è tutto frutto della mia fantasia e del mio vissuto. Durante il percorso di scrittura di questo disco, non ho trovato nessun’altra persona che potesse rappresentare quello che volevo dire come avrei voluto. È un progetto personale, un mio delirio».
E l'esperienza di Sanremo come l'hai vissuta?
«Mi sono divertita, per me divertirsi non vuol dire necessariamente essere felici. Anche qualche cosa da affrontare, di difficile, può essere divertente. E Sanremo lo è stato. In tutto quel male, c’è stata qualche nota positiva. Io, prima di andare a Sanremo, ho avuto paura di non godermelo, di sbagliare. Ha lasciato parlare la musica e le performance creando una storia nella storia grazie alla cover di “Via del Campo” di De André e al brano in gara “Il bene nel male”».
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