Borgotaro
Il borgotarese Paolo Pattoneri non è nuovo a imprese straordinarie, compiute in sella alla propria bicicletta. Ma, ogni volta, riesce sempre a stupire. Tanto per fare alcuni esempi ha raggiunto, negli anni, Capo Nord, Santiago de Compostela, Medjugorje, Worms, fino a compiere una coast su coast negli Stati Uniti e un percorso sull’Alto Atlante in Marocco.
Spesso compiendo tragitti in solitaria, con tutti i rischi connessi.
Ogni viaggio prevede un’organizzazione perfetta, e tiene conto del clima e delle asperità del territorio da attraversare. Quest’anno è stata la volta dell’Islanda.
«Sono arrivato sull’isola, in aereo, il 29 giugno. - racconta Pattoneri - Sono partito il 1° luglio da Akureyri. Il territorio da attraversare era brullo e la temperatura era di 7-8 gradi».
«Un’umidità enorme - racconta - e un forte vento. La notte la passavo in tenda o in qualche ostello, dove fare una doccia. Ho raggiunto la meta, Vogar, vicino Reykjavík, in 8 giorni». Ma dove è nata la passione per simili imprese? «La passione è nata dall’amore per l’avventura. Ho iniziato con il trekking e con l’alpinismo; poi un collega di lavoro mi ha proposto di provare con la bici. Ho percorso tutta la Valtaro, ma poi mi sono dato altri obiettivi. Tutto è iniziato con un viaggio verso Roma».
Ciclismo «estremo», insomma, che gli ha permesso di visitare tanti stati.
Il tragitto più difficile e rischioso, però, Pattoneri lo ha trovato in Italia: «Per me l’esperienza più difficile è stata quella sulle montagne della Sardegna. Se ti perdi sul Supramonte rischi davvero che non ti ritrovino facilmente. Il comune denominatore dei miei viaggi, comunque, sta nella bellezza dell’incontro con le persone. È un arricchimento continuo. Ringrazio Brt System e Cral Barilla per l’aiuto e il sostegno costante».
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