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Il giardino pubblico

Le statue del Boudard al Parco Ducale? Annerite e amputate, tra una montagna di rifiuti.

Le statue del Boudard al Parco Ducale? Annerite e amputate, tra una montagna di rifiuti.

01 Agosto 2023, 03:01

Come stanno le statue del Boudard? Male, come tutto il Parco Ducale: pieno di vetri, plastica e mozziconi. Persino i cartelli non si leggono più. Un giardino soffocato dall'inciviltà e dalla poca cura, con quelle statue della metà del 1700 sgretolate, annerite e amputate. Non solo il gruppo del Sileno ed Egle, ma tutte le opere del Boudard non godono di buona salute. A parte quelle che si trovano davanti al Palazzo Ducale, che sono state restaurate l'anno scorso, e Flora, impacchettata per la pulizia. Ma i recuperi costano, circa 6mila euro, e i calchi anche 30mila.

E di copie al Parco Ducale ce ne sono cinque: il gruppo del Sileno, uno dei due vasi con anse a testa d'ariete, l'Apollo con cetra, Venere e Satiro e Ninfa: il vero gruppo del Sileno si trova nel chiostro della Fontana nel complesso di San Paolo; gli altri originali si trovano al Palazzetto Eucherio Sanvitale, ma poi verranno spostati in San Paolo e alla Pinacoteca Stuard. Le statue originali che si trovano ancora al Parco sono: Flora, Zefiro, Bacco, Arianna, il secondo vaso con anse a testa d'ariete, i due vasi con anse a conchiglia, il grand vase e le quattro statue davanti al Parco Ducale (Pale, Pomona, Trittolemo e Vertumno). E purtroppo la maggior parte perde i pezzi, in aree ormai off limit, dove «fioriscono» bottiglie e plastica: nella parte che guarda via Kennedy, intorno al Palazzetto Eucherio Sanvitale, un gioiello di architettura ora transennato, i prati sono ricoperti da tappi, borse, calze, a un passo da Arianna e Bacco, nascosti dalle piante. All'ingresso del ponte Verdi, c'è il gruppo di Satiro e Ninfa, tutto scrostato. Dopo le Serre si incontrano Venere e Bacco, senza più piede, caviglia e braccia. Proseguendo verso il Teatro al Parco, accanto a Flora, c'è Zefiro, a cui mancano caviglia, mano e tallone. Solo loro i custodi del gruppo del Sileno, che oltre al piede «caduto» è senza tre mani e le corna della capra. Un sospiro di amarezza ci guida al tempietto d'Arcadia, sporco e pieno di scritte: «Oltre alle frasi volgari, con tanto di proposte oscene e numeri di telefono - dice un signore - ci sono parole d'amore. Vuoi vedere che oltre ai vandali ci sono anche i poeti?».

Mara Varoli

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