Lutto
Un uomo della comunità. Che ha dedicato una vita alla sua famiglia e alla grande parrocchia di Ozzano.
Gino Varoli è scomparso all'età di 85 anni. Nato a Fornovo l'11 aprile del 1938 da Adelmo e Maria Luigia, Gino lascia una sorella, l'insostituibile Lidia, e il fratello Franco: Mario e Bruno purtroppo non ci sono più. Già ai tempi della scuola aveva dimostrato un talento artistico, tant'è che ogni tanto ricordava che in occasione di un concorso l'insegnante non aveva creduto che quel disegno così bello fosse opera sua. E invece la era, visti i quadri creati in età più adulta e visti quei presepi che ad ogni Natale «illuminavano» l'intero paese: è stato Gino Varoli a creare con l'indimenticato Don Tadé, il prete pittore, lo storico e perenne presepe della piccola chiesa di Vizzola. Ma c'è un'altra speciale riproduzione della natività che porta la sua firma: è il presepe allestito sotto la veranda di casa sua, che per la perfezione artistica nessuno ha mai voluto smontare.
Per Gino Varoli la famiglia era sacra. E la sua era un orgoglio. Dal matrimonio con Gianna nel 1959 sono nate Mafalda e Patrizia, le adorate figlie. Una famiglia piena di soddisfazioni, con i nipoti Francesca e Lorenzo, Giulia e Alessandro e i generi Marcello e Enrico. Apprezzato saldatore, Gino aveva lavorato in diverse ditte, tra cui la Levati di Collecchio e la Procomac di Sala Baganza. Sempre legato alla parrocchia che per tanto tempo è stata di don Franco Minardi, scomparso nel 2020 in epoca covid, Gino è stato un cittadino attivo e solidale per la sua comunità. E con la pensione ha avuto l'opportunità di dedicare ancora più forza, idee e volontà alla pieve di Ozzano Taro. Per un certo periodo come volontario insieme al gruppo dei fedelissimi ha mandato avanti il bar della parrocchia. E insieme a Gianna, donna dalla simpatia innata e instancabile collaboratrice della chiesa di San Pietro, non mancava mai di partecipare all'organizzazione delle feste al campo sportivo. In particolare, sempre al fianco degli inossidabili, curava l'organizzazione dei conosciuti tornei di bocce di Ozzano. E con Gino la pista era sempre perfetta.
Una vera famiglia allargata, quella di questa frazione di Collecchio, che ruotava tutta intorno a don Franco, con cui Gino ha sempre avuto un rapporto speciale: «Si volevano molto bene», ricorda la figlia Patrizia. Un uomo di grandi principi, sensibile ai bisogni del prossimo e del paese intero. Che con quella sua vena artistica e con il suo impegno, serio e costante nel tempo, ha contribuito a far crescere la piccola parrocchia. Con un valore aggiunto: capace di trasmettere quella passione anche alle giovani generazioni. Tant'è che sia la sera del rosario sia ieri, nel giorno del suo ultimo saluto, San Pietro era piena di giovani. E Gino Varoli ora riposerà proprio nel cimitero accanto alla sua chiesa e a un passo da quella casa dove vive la sua amata famiglia. E dove rimarranno a ricordalo i suoi meravigliosi fiori e i curatissimi bonsai. Illuminati da quel presepe sotto la veranda che continuerà ad accendersi ogni Natale.
r.c.
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