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TERREMOTO IN MAROCCO

I parmigiani a Marrakech: «Trenta infiniti secondi di terrore, la medina piena di macerie , ma stiamo bene»

I parmigiani a Marrakech: «Trenta infiniti secondi di terrore, la medina piena di macerie , ma stiamo bene»

10 Settembre 2023, 03:01

E' ferita al cuore, Marrakech. Nella sua parte più autentica. La medina è soffocata da cumuli di pietre e polvere. Ed è nella parte storica, a pochi passi dalla mitica piazza Jemaa el Fna, che Paolo Lombatti, partito 25 anni fa da Parma, ha il suo Riad 58 Blu. «Nella mia struttura, totalmente ristrutturata, c'è solo una crepa, nulla di preoccupante - racconta - Ma molti vecchi edifici sono crollati e si cammina sulle macerie».

Un percorso da ostacoli, anche per lui che ormai conosce ogni angolo della città in cui ha scelto di vivere senza rimpianti. «Non tornerei più ai ritmi di prima: me ne accorgo quando torno a Parma per fare rifornimento di prosciutto, salumi e Parmigiano per il ristorante che ho nella parte nuova della città», spiega. La zona in cui gli edifici hanno retto, e per strada puoi vedere solo qualche calcinaccio caduto.

Ma in qualunque parte si fosse, l'altra sera, in questa città dal fascino unico, la scossa è stata una frustata violentissima. Una trentina di secondi di terrore, poi un altro sussulto di assestamento. Paolo Venturini, ex sistemista alla Bormioli, che da quando è andato in pensione, due anni fa, ha deciso di trasferirsi a Marrakech, risente ancora il boato che ha «annunciato» la scossa. «E' stato pauroso, sembrava un'esplosione, tanto è vero che ho avuto la sensazione che fosse crollata la terrazza di casa, anche se poi fortunatamente ho solo ritrovato un po' di oggetti a terra - racconta -. Ero appena rientrato: due secondi dopo ha cominciato a tremare tutto e venivo sbalzato da una parte all'altra. Mi sono precipitato sulle scale e sono uscito, ma devo dire che ho pensato “fosse arrivata la mia ora”.

Poi è cominciata l'attesa all'aperto, cercando di stemperare la paura. Venturini ha raggiunto Lombatti, nel ristorante parmigiano che ha aperto nella zona nuova di Marrakech, e sono rimasti insieme, in compagnia anche dei clienti del locale, fin quasi alle 4. «La scossa è arrivata alle 11 circa, quando diversi clienti erano ancora seduti a tavola. Forte, veramente forte - dice Lombatti -. C'è un piazzale accanto al locale, e in pochi istanti si è riempito di gente che usciva dalle case della zona. Nel riad gli ospiti hanno poi deciso di passare la notte nel patio. Solo una coppia di francesi, però, ha deciso di andarsene stamattina (ieri, ndr)».

Ma nella parte storica di Marrakech molte case si sono dissolte. Crolli e morte. Anche il sindaco Michele Guerra ha espresso la sua solidarietà a tutta la comunità marocchina di Parma, come ha scritto la consigliera Nabila Mahidra. Una città. Un Paese che ha bisogno di ripartire al più presto.

r.c.

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