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Sport per tutti

Giocampus Insieme: nelle scuole 303 ore di attività inclusiva

Giocampus Insieme: nelle scuole 303 ore di attività inclusiva

11 Dicembre 2023, 03:01

Giocampus Insieme è «un progetto per tutti». Perché si fonda sull’idea che, attraverso l’attività motoria, sia possibile includere ognuno con le proprie e diverse abilità (che diventano una risorsa e una ricchezza).

Ed è per questo che, dall’anno scolastico 2016-2017, il progetto diventa parte integrante dei percorsi educativi delle scuole del nostro territorio. Fin dai primi anni del progetto Giocampus Scuola, grazie alla collaborazione con il Cip - Comitato Italiano Paralimpico - per i ragazzi e le ragazze con disabilità si sono attivati moduli progettuali di due mesi circa per un’ora settimanale d’intervento.

Con il passare del tempo, vengono messe a disposizione sempre più risorse economiche e umane, più ore, più momenti di formazione per il personale coinvolto. Fino ad arrivare a quest’anno: il progetto arriva a portare nelle scuole 303 ore di attività inclusiva con istruttori dedicati. «Anche se nei primi anni le risorse economiche non permettevano le attenzioni che oggi il progetto riesce ad avere, siamo sempre riusciti a soddisfare un numero significativo di richieste - dice Elio Volta, coordinatore del progetto Giocampus - Negli ultimi anni i numeri sono aumentati, ma abbiamo lavorato molto per riuscire a stare vicino a questi ragazzi e ragazze costruendo un percorso di inclusione, attraverso l’attività sportiva».

Le prospettive degli esperti, come spiegato da Volta, rivelano che un bambino su 25 oggi nasce con una sindrome dello spettro autistico: «Sono numeri davvero importanti - prosegue Elio Volta - ma Giocampus Insieme è pronto: siamo riusciti, in questi anni, ad anticipare le esigenze».

L’obiettivo principale è, da sempre, quello di includere attraverso l’attività motoria e lo sport, valorizzando le differenze dei singoli bambini, basandosi sulla personalizzazione ed individualizzazione del processo di insegnamento ed apprendimento.

Fondamentali le figure dei «maestri dell’inclusione», esperti formati appositamente. L’attività, infatti, ha sempre previsto l’affiancamento ad ogni bambino o bambina con disabilità di un istruttore in possesso di «brevetto Cip», che programma e gestisce l’attività inclusiva insieme al consulente Giocampus. Tra le diverse attività svolte durante l’orario scolastico, i laboratori proposti lavorano sull’autostima, l’autonomia e il benessere, sul divertimento e la socializzazione, sulla diversità come valore aggiunto.

Perché «lo sport deve essere di tutti». Non è stato così, però, qualche giorno fa, per la bambina con disabilità che è stata esclusa dai corsi extrascolastici di basket, a causa della mancanza di un educatore (ne ha parlato la «Gazzetta»). «Mi è davvero dispiaciuto, leggere questa notizia mi ferisce perché lo sport deve essere inclusivo -dice Volta - Giocampus Insieme è un progetto che si sviluppa all’interno delle ore scolastiche e per i progetti di Giocampus Neve e, tutta l’estate, per Giocampus Estate. Per le attività extrascolastiche, come nel caso di questa bambina, non possiamo intervenire».

Esiste, però, un progetto a livello territoriale, gestito da Csv Emilia e Consorzio di solidarietà, a cui collabora anche Giocampus fornendo personale qualificato: si chiama «All inclusive», quest’anno riesce a dare risposta a 50 tra ragazzi e ragazze con disabilità permettendo loro di fare sport nelle squadre delle società del territorio, accompagnati e guidati da tutor formati. Affinché, davvero, «lo sport sia per tutti».

Anna Pinazzi

© Riproduzione riservata

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