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TRIBUNALE

Quattro anni e 8 mesi a spacciatore seriale

Quattro anni e 8 mesi a spacciatore seriale

20 Febbraio 2024, 03:01

C'era sempre, il telefono acceso a qualsiasi ora, lui sempre pronto a corrispondere ai desiderata dei clienti. Un punto di riferimento, insomma, in un mondo dalle scarse certezze, un 33enne nigeriano specializzato secondo le accuse nello smercio di cocaina. La sua zona preferita di spaccio - stando agli investigatori - erano le vie attorno alla stazione, ma non è che si ponesse particolari limiti di manovra: in strada era ben difficile vederlo, era piuttosto al telefono che «lavorava», pronto a cedere le dosi richieste senza correre il rischio di farsi sorprendere con la droga con sé.

Nonostante tutti gli accorgimenti messi in atto, l'allora 33enne è incappato nei controlli delle forze dell'ordine. E da «attrezzo del mestiere» il telefono si è trasformato in arma per una sorta di harakiri. Alla lunga, con il suo presunto impegno continuo, l'uomo non poteva non attirare le attenzioni delle squadre antidroga. E così, ascoltando le conversazioni con i clienti più o meno affezionati, gli inquirenti hanno ricostruito una lunga lista di cessioni di polvere bianca dal 2017 al febbraio 2020, quando alla fine gli è stato imposto di «chiudere la baracca».

Si va dalla decina di cessioni di droga al massimo in otto settimane a un giovane venuto da fuori alle 270 a un cliente di più lungo corso, alle 140 a una parmigiana non più giovanissima ma dal consolidato tenore di sballo. Altri si accontentavano di meno, con richieste sporadiche. Ma i dati emersi non descrivono il quadro completo, anche se sono più che sufficienti a dare un'idea di quanta droga - sempre secondo le accuse - sarebbe stata spacciata dal presunto pusher oltre che di quanta cocaina (moltiplicando i quantitativi per il numero di venditori al dettaglio più o meno sotto gli occhi di tutti), venga consumata dalla nostra città: e questo non è solo l'accusa a sostenerlo.

Ieri mattina, il nigeriano, oggi 37enne è stato processato. A suo carico, il pm Massimo Porta ha chiesto una condanna a quattro anni e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 25mila euro. Più severo ancora lo sguardo del giudice Francesco Magnelli che ha condannato l'imputato a quattro anni e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 30mila euro. Una cifra che difficilmente verrà mai versata allo Stato. Anche se - stando al presunto giro d'affari dell'imputato - le possibilità non dovrebbero mancare.

rob.lon.

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