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L'APPELLO-TRAPPOLA ONLINE

«Sono malata e sola. Aiutatemi». E poi estorce 12mila euro a un anziano

«Sono malata e sola. Aiutatemi». E poi estorce 12mila euro a un anziano

di Georgia Azzali

08 Marzo 2024, 03:01

«Sono malata, sola e non ho denaro. Aiutatemi». Si era commosso leggendo quelle parole in un appello sul web. E si era anche riconosciuto in quella fragilità, nel profondo senso di smarrimento che la malattia può suscitare. Perché Giulio (lo chiameremo così), parmigiano, 75enne, stava affrontando in quel periodo gli attacchi di un male maledettamente serio e da anni cercava di mostrarsi forte agli occhi della moglie, anche lei indebolita da una grave patologia. Quel grido d'aiuto era stato come un invito a risentirsi vivo: avrebbe potuto condividere il suo dolore e dare concretamente una mano. Ma le richieste di soldi sono poi diventate sempre più esose e pressanti. In poco più di un anno - tra contanti e versamenti su due carte Postepay - aveva dato 12mila euro a quella donna, 40 anni, brasiliana. E quando aveva deciso di dire basta erano cominciate le minacce: «Se non mi dai più nulla, racconto tutto a tua moglie». Dei rapporti intimi tra i due, che per altro non ci sarebbero mai stati, secondo l'anziano. Da malata (immaginaria) a ricattatrice, il vero volto della 40enne. Che, accusata di estorsione aggravata, l'altro giorno è finita davanti al gup Gabriella Orsi. La pena? 2 anni, 2 mesi e 20 giorni, oltre al pagamento di 800 euro di multa.

Eppure, Giulio si era sentito così profondamente coinvolto da quell'appello incrociato online nell'autunno del 2020. Sapeva quanto ingombrante potesse essere un male che ti indebolisce il fisico e ti fiacca la mente. Ma lui sapeva almeno di poter contare su una famiglia e su una certa solidità economica. L'aveva chiamata poco dopo aver letto il messaggio, ma voleva incontrarla per sentirsi raccontare la sua storia. Per capire chi fosse quella donna così provata dalla vita. In ottobre si erano visti a La Spezia, dove lei viveva. E Giulio si era sentito ancora più vicino alla sua sofferenza. Lei gli aveva raccontato che le era stato diagnosticato un tumore al setto nasale: avrebbe dovuto affrontare un lungo (e dispendioso) percorso di cure. Ma aveva pochissime risorse, e in Italia non poteva fare affidamento su nessuno. I pochi soldi che riusciva a racimolare, inoltre, dovevano anche servire per sua figlia, una ragazzina disabile che era rimasta in Brasile.

Miseria. Solitudine. Disperazione. Lontananza dagli affetti più cari. Impossibile rimanere indifferenti. E Giulio non lo era stato: le aveva lasciato 300 euro prima di rientrare a Parma.

Ma il senso di angoscia e abbandono di quella donna se l'era portato a casa. Avrebbe continuato a starle accanto: l'aveva deciso fin da quel primo viaggio di ritorno. E nelle settimane successive gli era sembrato nulla più che un atto di generosità spedirle i contanti o tornare a La Spezia per darle il denaro.

Ma le settimane erano diventate mesi. E le richieste di denaro ancora più insistenti. Eppure, era difficile spezzare quella catena perché quando Giulio cercava di eclissarsi, lei lo subissava di messaggi e telefonate dai toni sempre più minacciosi.

«Fammi un prestito, poi te li restituisco»: il tono delle richieste era diventato questo, visto che lui si stava mostrando sempre più restio a inviare denaro. Alla fine di novembre del 2021 Giulio era tornato a La Spezia per farle capire che non le avrebbe più inviato soldi. E lei? Le avrebbe proposto un rapporto sessuale, che però lui avrebbe rifiutato.

L'addio. Almeno per Giulio. Perché poco dopo erano invece cominciate le intimidazioni. Quel ricatto che lo consumava giorno dopo giorno. Fino alla denuncia.

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