PARMA
Rogo di via Emilio Lepido, via l'amianto. La presenza di alcuni uomini in tuta bianca e, soprattutto, di un'autogru, non è sfuggita agli automobilisti che percorrono in gran numero quel trafficatissimo e insidioso tratto di strada della via Emilia dove, poco meno di un anno fa, un vasto incendio ha devastato due negozi, l'Happy Home e il Bimbostore.
Sono, infatti, al lavoro da alcuni giorni nell'area di proprietà di un privato, i dipendenti di una ditta modenese specializzata in bonifiche ambientali incaricati di rimuovere amianto e altro materiale pericoloso. Un lavoro delicato come dimostra l'abbigliamento indossato dagli operai e reso ancora più difficile dalla temperatura che, nelle ultime ore, è tornata prepotentemente a salire toccando quote primaverili. Un intervento che, al momento, sta interessando la parte Happy Home, punto vendita gestito da personale cinese, e che dovrebbe proseguire piuttosto a lungo.
Quel 27 aprile, e i giorni seguenti, furono bollenti e convulsi. Erano passate da poco le 16 quando una lunga colonna di fumo fu avvistata da numerosi punti della città. Un «sentiero oscuro» che portava dritto a via Emilio Lepido, precisamente dove le fiamme si erano scatenate. Subito, infatti, il fuoco, la cui causa più probabile resta legata a un gioco di bambini con degli accendini, ha preso d'assalto Happy Home Mercatone, specializzato in articoli per la casa, estendendosi in un lampo a Bimbostore, esercizio commerciale confinante con quello da cui è partita la scintilla. Proprio Bimbostore di recente ha riaperto in via della Certosa, all'interno del Toys Center.
Subito i dipendenti dei due negozi hanno trovato scampo nella fuga e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme definitivamente dopo ore di intenso lavoro, e le forze dell'ordine. Sul posto, a monitorare la situazione, anche il Comune, presente con il sindaco Michele Guerra e i suoi collaboratori, la protezione civile, il 118 e l'Arpae. Ma in breve, nonostante gli avvertimenti e le richieste di stare alla larga da quel luogo divenuto improvvisamente molto pericoloso, davanti ai due store inghiottiti dalle fiamme, si sono dati appuntamento anche tanti curiosi, armati di smartphone e incuranti dei rischi.
Istituita la «zona rossa» la situazione è tornata alla normalità, solo qualche giorno dopo, il 2 maggio. Sulla presenza di diossina e amianto nell'aria sono poi intervenuti in Comune davanti alla Commissione ambiente sia Arpae che Ausl rassicurando consiglieri e cittadini. L'amianto presente, però, e tutti gli altri rifiuti prodotti vanno tolti, come da ordinanza del Comune alla proprietà. E le operazioni si stanno appunto svolgendo in questi giorni. Poi l'area, in cui a più riprese hanno imperversato gli immancabili sciacalli (una volta messi in fuga dai dipendenti cinesi dell'Happy Home e un'altra arrestati in flagranza), avrà finalmente pace.
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