In Valle D'Aosta
Salsomaggiore ha perso uno dei suoi figli più illustri: Umberto Marchesini, stimatissimo giornalista ed inviato per numerose testate, scomparso nei giorni scorsi ad Arvier, in Valle D’Aosta, dove risiedeva da tempo.
Nato nella città termale nel 1943, Marchesini si era diplomato geometra iscrivendosi poi alla facoltà di Economia e Commercio senza completare il ciclo di studi: la passione sfrenata per il giornalismo, infatti, ebbe ben presto il sopravvento tanto che a soli sedici anni cominciò come corrispondente dalla città termale per la Gazzetta di Parma, per il Resto del Carlino e per l’Avvenire d’Italia.
Nel 1969 venne assunto a La Notte, quotidiano milanese del pomeriggio, ed assegnato alla Cronaca. Nel 1971 divenne giornalista professionista.
Un altro passo importante della vita professionale di Marchesini fu l’assunzione al settimanale Oggi: per anni girò l’Italia e l’Europa raccogliendo poi molti reportage in un libro, «Ho visto la morte in faccia», uscito nel 1977. Tre anni dopo fu chiamato a dirigere la Gazzetta di Modena che fece uscire dalla crisi di vendite grazie al suo fiuto ed al suo intuito: seguirono poi gli anni da inviato per l’Occhio, di Maurizio Costanzo, il Resto del Carlino e la Nazione, dove assunse anche il ruolo di capo della redazione Cultura e Spettacoli a Firenze, nel corso dei quali si occupò, tra l’altro, del caso di Tamara Baroni, dell’alluvione del 1987 in Valtellina e del sequestro, nel gennaio 1988, da parte della Ndrangheta dello studente pavese Cesare Casella liberato nel dicembre dell’anno successivo.
Nel 2000 assunse la direzione de Il Giorno, occupandosi dell’edizione straordinaria dell’8 ottobre 2001 in occasione della tragedia all’aeroporto di Linate. Lasciato Il Giorno, Marchesini rimase alla Poligrafici come responsabile delle iniziative editoriali.
In Valle d’Aosta fu l’artefice della nascita del quotidiano La Vallée Matin, in edicola fino al 2022. Una volta raggiunta la pensione divenne consulente per La Nuova Provincia di Asti, assumendo inoltre la direzione de La Vallée Notizie, e il ruolo di direttore editoriale di Gazzetta Matin e delle testate edite da LG Presse, tra le quali Aostanews.it.
Oltre che di cronaca nera, fu inviato di guerra in Africa. Si occupò di cronaca bianca, di costume e di spettacoli, in particolare seguì per tanti anni le finali di Miss Italia dalla «sua» Salsomaggiore: «sua» perché Marchesini, nonostante la lontananza, rimase sempre molto attaccato alla città termale, dove tornava volentieri appena se ne presentava l’opportunità, ed agli amici di sempre che oggi lo piangono insieme alla famiglia. Il suo legame con Salsomaggiore era ben visibile anche nell’essere rimasto socio del Rotary Club per oltre vent’anni, sodalizio per il quale, come ricorda l’ex presidente Pietro Sozzi, tenne anche alcune relazioni sulla sua attività giornalistica.
Persona dal carattere arguto ed ironico, dotata di una non comune sensibilità, intelligente, Marchesini era innamorato del giornalismo e della vita: motore di idee e creatività, può essere considerato una delle penne migliori della seconda metà del 1900. Appassionato di orologi, in particolare Rolex, di profumi di nicchia e di giacconi, il giornalista salsese era anche un amante degli animali ed in particolare dei cani.
Umberto Marchesini, le cui spoglie riposano nel camposanto di Arvier, ha lasciato la compagna Manuela, i figli Matteo e Cecilia e i nipoti Tommaso, Martina e Rossella.
Manrico Lamur
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