Compleanno
Non ci può stare che siano «quasi» 60 gli anni di carriera di Patty Pravo, eppure… La ragazzina, 16enne, con lo pseudonimo primigenio di Guy Magenta, preso in prestito da un omonimo autore di musiche francese, cui dobbiamo la colonna sonora tra gli altri, di un film come «Il diavolo e i dieci comandamenti», si trasforma nel nome che ci è famigliare in un turbine di mutazioni che annichiliscono, spiazzano, chiunque volesse provare ad esaminarle, contarle, tanto da far pensare che davvero, dietro o dentro la persona, ci sia una stratega della comunicazione e non ciò che è realmente, una donna vera, piena zeppa di mordere la vita, quella stessa che lei determina: «La cambio io la vita che non ce la fa a cambiare me».
Niente di più provato coi fatti e le decadi che s’inseguono e faticano a starle dietro: ha il successo garantito dal suo essere ribelle, ma come fosse una zavorra pesante, nel ‘70, solo 22enne, muta nella sofisticata ed impensabile «Notre dame de la musique»: canta Brel, Leo Ferrè, capello tiratissimo a renderle i tratti, il profilo, un’icona a sé, e, elegantissima com’è sempre stata e poi sarà in tutte le mutazioni, diventa l’idolo dei francesi, notoriamente poco inclini a riconoscere talenti che non siano quelli dei nativi, tanto che «Bravo Pravo», il programma che la consacra oltralpe, diventa per la stessa Tv Ortf «il programma dell’anno».
A non avere più nessun limite prima nel pensarla poi nell’attuarla, c’è la voglia di scoprirsi e di osare quello che poteva parere da lei lontanissimo: nel ‘71 canta Guccini, Paoli, duetta con Vinicius de Moraes, sotto la direzione musicale di due arrangiatori-compositori come Bill Conti e Luis Bacalov, due Premi Oscar.
Si sposa, (sarà il primo di cinque “accertati” matrimoni) nel ‘72, a 24 anni, ma l’irrequieta non si dà pace, andrà in Persia e a Teheran canterà alla corte dello Scià, davanti all’imperatrice Farah Diba. Sarà il ‘73 a ad offrirle la “pepita d’oro” di una carriera, come lei, fuori dalla norma: se «La bambola», nel ‘68 venderà qualcosa come 40 milioni di copie nelle sue versioni e in quelle altrui, record assoluto per un brano europeo, «Pazza idea» sarà il pass partout non solo per questo Continente, (versioni in inglese spagnolo, tedesco) ma diverrà l’apripista per Sudamerica e per il Giappone.
A metà dei ‘70 nasce la nostra amicizia, come ho raccontato più volte fino a sfinirvi, ma per me è talmente “eccezionale” da farmi meravigliare ogni volta che si rinnova, per quanto grande sia stata la sorte nel farmela amare. Non c’è pudore ma orgoglio nel dire che Patty è stata una delle prime a chiamarmi una volta venuta a conoscenza del mio “problema di salute” e, con la gioia di un bambino che ha ormai 70 anni, conservo con riguardo i suoi messaggi, i suoi consigli, dettati con quella voce così “sua” che tuttora, non ha eguali per riconoscibilità e timbrica. Da oltre 40 anni la seguo come un vero fan e ne seguo l’impatto che ancora oggi è in grado di provocare, con quello che fa, con ciò che dichiara. Solo un anno fa, al programma «Belve» alla domanda se sia più o meno vero che le droghe le ha provate tutte lei risponde: «Certo, ma chi è che fa questo mestiere senza anfetamine?». Poco più di una settimana fa Vasco Rossi ha dichiarato, per la prima volta, di aver fatto un “viaggio”, dopo la galera, con le anfetamine, come se l’ammissione coraggiosa di Patty sia stata la stura ad affrontare un argomento delicato come questo.
Nell’angolo c’è una presenza, sempre vigile ed amorevolmente attenta di una grande amica, anche nella vita di Patty, a nome Ornella Vanoni: «è un’adorabile bugiarda, non credetele sempre», dice «Horny». Sarà verità o elaborazione del reale, ma non è un caso che sia Patty che Ornella siano state “replicate” in parodie imitative dalla più dotata tra le attrici, Virginia Raffaele, figlia del circo, quel circo che tanto ha in comune con quello della musica, dove molte sul palco come sotto la tenda sono le acrobate, le equilibriste, le trapeziste, le giocoliere e pochissime stelle abbaglianti che non sono comete di una sola notte; una è una “gondola veneziana”, all’anagrafe Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo… Auguri !!!
Mauro Coruzzi
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