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Kermesse al via

Inaugurato Vinitaly, Parma presente in formazione ridotta

Inaugurato Vinitaly, Parma presente in formazione ridotta

15 Aprile 2024, 03:01

Verona Inaugurata ieri la 56ª Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Veronafiere fino a mercoledì. Con oltre 4mila cantine da tutta Italia e da 30 nazioni, Vinitaly si conferma l’unico brand fieristico rappresentativo della varietà del made in Italy enologico nel mondo. Un risultato confermato anche dalle attese di questa 56ª edizione pronta a replicare il successo dell’anno scorso con oltre 30mila operatori esteri della domanda da 140 Paesi presenti in quartiere: un terzo del totale.

Parma, pochi espositori

Tra le cantine di Parma è presente l'Antica Corte Pallavicina e tra i distillati la Faled - Spirito Verdiano. Il Consorzio dei vini dei Colli di Parma e le altre cantine hanno preferito disertare la manifestazione o partecipare ad eventi mirati. Come Monte delle Vigne che domani, organizza un «wine tasting» destinato soprattutto agli importatori. All’inaugurazione sono intervenuti tra gli altri Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale; Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste; Luca Zaia, presidente Regione Veneto; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura e molte altre personalità.

Manca il Consorzio

Tommaso Moroni Zucchi, presidente del Consorzio dei vini dei Colli di Parma non si nasconde e spiega così l'assenza del movimento enoico parmigiano a questo Vinitaly: «I costi per aderire a questa fiera sono aumentati in modo esponenziale e, dopo una riflessione molto profonda, abbiamo deciso, a malincuore di non essere presenti a Verona per questa kermesse». Va detto che anche il Consorzio dei vini di Piacenza che collabora ultimamente con quello di Parma ha preferito rinunciare. Così come hanno fatto le cantine più importanti non consorziate. Il rammarico comunque è grande. «Noi a Verona vogliamo esserci, vogliamo tornare - ha chiosato Tommaso Moroni Zucchi -, ecco perché lancio un appello alle istituzioni, alla Regione Emilia Romagna che ci sostenga in queste iniziative». Va detto che nella passata edizione i due consorzi, di Parma e Piacenza, erano riuniti in unico grande stand con alcune cantine del territorio. Un passo avanti in quel far sistema che sembra l'unica vera carta per imporsi, ognuno con le sue caratteristiche e rispettando le proprie identità.

Antica Corte Pallavicina

Chi invece è presente a Vinitaly è l'Antica Corte Pallavicina, vera ambasciatrice della Bassa. L'azienda di Polesine, tra ristorazione e norcineria, a Vinitaly presenta «NeroMaestro», un lambrusco espressione del territorio. Ieri è toccato a Benedetta Malvisi proporlo ai buyer. «Sembra un inizio un po' lento, forse mancano alcuni espositori, ma siamo contenti di essere tornati a Verona. Qui si fermano in tanti, per assaggiare il nostro lambrusco. E devo dire che c'è tanta gente per essere domenica».

Tra distillati e mixology

Anche Giuseppe Scaltriti (Faled e Spirito Verdiano) parla di «assenze tra gli espositori, qui nel padiglione Piemonte dove ci hanno messo. Però ci hanno consegnato un posto migliore e devo dire che abbiamo avuto molti incontri di lavoro». Per presentare la linea Carlitos, dopo il successo in Canada. «Riscontri molto positivi per questa nostra linea di Cocjtail pronti (Mi-To, Negroni e Bitter ndr), abbiamo veramente lavorato bene».

E ora? Altri tre giorni, sino a mercoledì, per vivere un Vinitaly al massimo.

Sandro Piovani

© Riproduzione riservata

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