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Sicurezza

Via Trento, i negozianti: «Spaccio e minacce: abbiamo paura»

Via Trento, i negozianti: «Spaccio e minacce: abbiamo paura»

22 Maggio 2024, 03:01

«Temiamo che, prima o poi, possa capitare il peggio: siamo terrorizzati». Lo sfogo arriva dai commercianti e da alcuni residenti del quartiere San Leonardo, in particolare via Trento, dove non passa giorno in cui non ci sia una rissa, una minaccia, un furto.

L'allarme
Un situazione che «si protrae da tempo», ma che «è peggiorata da quando ci sono i militari nella zona della stazione» fa sapere un commerciante di via Trento, il quale «per paura di ripercussioni violente» prega di rimanere nel più totale anonimato («sa, di sera, quando devo trasportare l'incasso ho così paura che da qualche tempo anticipo di un'ora la chiusura dell'attività» rivela). In pratica, sembra paradossale, ma la presenza dei militari in stazione ha portato a una migrazione degli episodi delinquenziali: «Se prima gli spacciatori stavano in stazione, adesso, essendoci i militari, non hanno fatto altro che migrare e venire qui, in via Trento» spiega il commerciante. Quello che, poi, succede è che «entrano in negozio in stato confusionale, alterati dalle droghe assunte e iniziano a inveire, diventano violenti - riprende -. Tutti i giorni mi rubano qualcosa dal bancone, io li vedo benissimo, ma faccio finta di niente perchè ho paura: meglio qualche euro perso che mettere a rischio la propria incolumità».

La stessa situazione è stata riscontrata dal Bar «Pausa Caffè». Vito Macchia, il titolare, «ci mette la faccia»: «È una situazione diventata insostenibile - afferma -. Ogni giorno c'è un episodio di violenza o di spaccio». Solo due giorni fa una rissa, verso le 15, proprio in zona: «Diversi ragazzi - racconta - si sono presi a cinghiate: una vera e propria rissa violenta in pieno giorno che ha spaventato i passanti». La situazione peggiora quando arriva la sera: «Molti market rimangono aperti fino a tarda notte - rivela un residente - e non rispettano il divieto della vendita di bottiglie in vetro dopo le 19. Divieto imposto dall'amministrazione, ma che qui in pochi rispettano».

Via Brennero
È in via Brennero, invece, che si riversa il commercio illegale di sostanze stupefacenti. La foto inviata da un lettore mostra un gruppo di ragazzi che «come ogni giorno si ferma a fumare e spacciare crack» scrive come «didascalia» allo scatto. E i commercianti confermano: «Via Brennero è impraticabile - dicono tutti -. Nessuno la percorre più se non in macchina: gli spacciatori si sdraiano sul marciapiede, dormono lì, defecano davanti a tutti» raccontano. La stessa cosa accade in via Pasubio, vicino a Lenz Teatro, accanto cui si possono trovare alcuni vestiti abbandonati (un paio di scarpe, felpe, ciabatte, resti di panini, bottiglie di birra). «Lì ci abitano proprio - racconta una residente -. E poi si trovano sempre delle siringhe».

Il tour prosegue, in via San Leonardo, proprio davanti alla chiesa: «Noi commercianti siamo davvero esausti, la situazione è insostenibile - commenta Giuseppe della caffetteria San Leonardo -. Nessuno pretende che le forze dell'ordine siano qui 24 ore su 24, ma neanche ogni dieci giorni». «Passa qualche pattuglia, ma quando arrivano spesso è troppo tardi perchè i responsabili si sono dileguati - continua Vito, del bar Pausa Caffè -. Non è colpa loro, ma bisogna agire unitariamente: questura, prefettura e amministrazione».

Le istituzioni «sono state sollecitate più volte, ma non ci sono stati interventi davvero concreti che abbiano cambiato la situazione- commenta il barista -. Bisogna muoversi, altrimenti può succedere il peggio».

Interviene un sindacato
Per questo motivo, il sindacato dei commercianti Confael ha deciso di intervenire: «Siamo pronti per aiutare i commercianti di via Trento e del San Leonardo, perchè la situazione di degrado è diventata insostenibile - afferma Alessandro Tamburella, il coordinatore della sede di Parma del sindacato -. Vogliamo portare avanti iniziative concrete per salvare il quartiere: invieremo una lettera alle istituzioni e inviteremo, alla presenza dei nostri legali, l'amministrazione, la prefettura e la questura: bisogna che il tavolo della sicurezza funzioni sul serio».

E mentre ci si dirige verso la macchina, si può anche sentire: «Ma sei la giornalista che ha parlato con i commercianti? - urlano dalla strada in modo minaccioso -. Stai attenta».

Anna Pinazzi

© Riproduzione riservata

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