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AVEVA 89 ANNI

Gian Domenico Serra, addio al marchese che amava l'agricoltura e il rugby

Gian Domenico Serra, addio al marchese che amava l'agricoltura e il rugby

di Antonio Bertoncini

28 Luglio 2024, 03:01

Dopo una vita intera dedicata al mondo agricolo, alla soglia dei novant’anni è venuto a mancare venerdì scorso il marchese Gian Domenico Serra, che a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta fu presidente nazionale di Confagricoltura. Fino agli ultimi giorni è stato presente nell’azienda agricola di famiglia «Valserena», a Gainago di Torrile, anche se da tempo aveva lasciato il testimone nelle mani dei figli Giovanni, Antonietta e Niccolò.

Quella della società agricola «Valserena» è una storia lunga quasi un secolo e mezzo, che ha visto avvicendarsi alla guida sei generazioni, il più antico caseificio in attività, che tuttora continua a produrre Parmigiano Reggiano con una filiera chiusa (allevamento, coltivazione, mungitura e trasformazione del latte), ulteriormente cresciuto grazie anche alla grande scommessa di Gian Domenico, che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, e ha trovato la carta vincente con la creazione, nel 2005, del «Consorzio Disolabruna», a riconoscimento della qualità della razza da sempre allevata nel podere.

La storia ebbe inizio il 25 giugno 1879, quando il cavalier Giuseppe acquistò la tenuta a due passi dall’abbazia di Paradigna dal conte Girolamo Cantelli. Da allora la tenuta è sempre rimasta nelle mani della famiglia. Gian Domenico Serra non è stato solo uomo d’azienda, ma un personaggio di primo piano, punto di riferimento per il mondo agricolo a livello nazionale.

Laureato in Agraria alla Cattolica di Piacenza, dopo aver guidato la Confagricoltura di Parma, è stato presidente nazionale dell’associazione dal 1977 al 1983 e presidente dell’Associazione provinciale allevatori dal 1989 al 1995.

«Mio padre – fa notare il figlio Giovanni – avrebbe compiuto 90 anni il 30 novembre. Il suo lungo e operoso percorso terreno si è sviluppato nel corso di due secoli, dal dopoguerra fino a ieri. Ci ha messo tanta passione e impegno, sia nell’azienda che alla guida di Confagricoltura ai tempi del ministro Marcora. Ci ha lasciato serenamente, con tanti bei ricordi e insegnamenti. È stato un padre, un nonno e un marito affettuoso».

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio fra i tanti amici che hanno condiviso la sua avventura imprenditoriale e sindacale. «È stato un caro amico e un grande collega di lavoro nel mondo agricolo – ci tiene a ricordare Vittorio Mutti, che con lui ha condiviso l’allevamento delle vacche brune - non ha mai fatto mancare il suo sostegno a chi si trovava in difficoltà. Ho lavorato con lui come presidente del Consorzio della Razza Bruna, ma ho condiviso anche tanti momenti di svago. Mi mancherà».

Anche Paolo Peroni lo ricorda con affetto. «Gian Domenico – racconta Paroni - era presidente provinciale di Confagricoltura a 31 anni, io l’ho sostituito quando è andato a Roma. La nostra amicizia risale ai primi anni Sessanta, accomunati dalla passione per la caccia. Sono stato padrino di battesimo di suo figlio Niccolò e l’ho incontrato per l’ultima volta domenica scorsa a casa sua. Era amareggiato per i fatti di Latina, lui che dell’agricoltura ha fatto una missione, facendo sempre attenzione al rispetto verso i suoi collaboratori».

Per Eugenio Zedda, direttore di Confagricoltura Parma, «il mondo agricolo perde un grande punto di riferimento, un imprenditore e sindacalista illuminato». «Gian Domenico – prosegue – è sempre stato considerato il padre della nostra associazione».

Serra è stato anche presidente della Rugby Parma alla fine degli anni Ottanta. «La squadra, dove militava anche il figlio Giovanni, veniva da un periodo complicato – ricorda Stefano Romagnoli, che all’epoca era capitano della squadra –. A quel tempo era a Roma, ma tutti i week end era con noi, ci ha dato serenità e fiducia. Gli abbiamo voluto bene e abbiamo apprezzato onestà, ironia e familiarità».

Gian Domenico Serra lascia la moglie Anna Maria Del Bono, i figli Giovanni, Antonietta, Cristina e Niccolò e 4 nipoti ai quali era molto legato. Le esequie si svolgeranno domani alle 10,30 nel duomo di Colorno.

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