Maestre
Hanno trascorso parte delle loro vacanze in Kenya per insegnare agli alunni di una scuola elementare matematica ed inglese: si tratta dell’esperienza vissuta da due maestre salsesi, Camilla Ceriati e Virginia Quagliotti, che insegnano al plesso della D’Annunzio, e Sara Guidetti, di Carpi, in provincia di Modena, che, in collaborazione con l’associazione, fondata dal medico salsese Giorgio Morini, «Grow with hope», che ha organizzato il viaggio ed il soggiorno, hanno trascorso tre settimane a Ukunda, nel distretto di Kwale, dove si trova l’edificio.
Quest’ultimo ospita 350 bambini che dalla mattina alle 8 al pomeriggio alle 16 sono sui banchi per studiare, lontano da quelli che sono i pericoli della strada ai quali andrebbero altrimenti incontro.
«Si è trattato di un’esperienza bellissima e commovente allo stesso tempo che ci ha insegnato tantissimo e da ripetere il prossimo anno – affermano le tre insegnanti –. Abbiamo provato una gioia incontenibile, siamo rimaste entusiaste dell’accoglienza che ci hanno riservato sia gli alunni che gli insegnanti. Abbiamo vissuto insieme ai bambini all’interno della scuola, mangiando insieme a loro: tre settimane a stretto contatto che ci hanno fatto comprendere tante cose. Sono bambini meravigliosi ed affettuosi, al momento della partenza ci siamo messi tutti a piangere».
Le tre docenti hanno insegnato in altrettante classi diverse ed oltre a prestare la propria opera a titolo di volontariato, hanno donato, portandoli dall’Italia, ai piccoli studenti 350 quaderni, altrettante biro e gomme da cancellare. Inoltre, la ditta salsese Theras ha donato 500 block notes.
L’idea di fondare l’associazione Grow with hope è nata nel 2015 dal medico salsese Giorgio Morini con lo scopo di aiutare gli abitanti di un villaggio del Kenya tra Ukunda e Msambweni, nel distretto di Kwale, per uscire dalla condizione di miseria e povertà nella quale si trovano: il sodalizio umanitario, grazie anche alla generosità di tanti concittadini e non solo, è riuscito a costruire un orfanotrofio sul quale campeggiano le bandiere italiana e keniota, in grado di ospitare 60 bambini e che è affiancato da un serbatoio capace di contenere una riserva d’acqua piovana da 400 mila litri. L’idea, appunto, è stata quella di aiutare le popolazioni di quei luoghi a rendersi autosufficienti tramite la creazione, appunto, di un orfanatrofio e la costruzione di un pozzo, grazie alla ditta Calpeda di Montorso Vicentino che ha donato una pompa per l’estrazione dell’acqua. Il prossimo passo sarà quello di ultimare vicino all’orfanatrofio la scuola di Grow with hope in tempo per essere inaugurata il prossimo gennaio quando in Kenya ricomincerà l’anno scolastico.
M.L.
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