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Mario Gabelli, il Monza ha un sogno americano

Mario Gabelli, il Monza ha un sogno americano

10 Ottobre 2024, 09:50

È nato 82 anni fa nel Bronx, il quartiere «dei duri» di una città, New York, abituata a vedere di tutto. Ha un patrimonio che Forbes stima intorno ai 2 miliardi di dollari ed è una delle personalità finanziarie più note degli Stati Uniti.

Eppure, quando si nomina il piccolo paese di Solignano, a Mario Gabelli si illuminano ancora gli occhi.

È proprio da lì, infatti, che i suoi genitori sono partiti per agguantare quel sogno americano che ha portato migliaia di persone a imbarcarsi su una nave e attraversare l’oceano. Un viaggio lunghissimo fino alla Statua della Libertà e ad Ellis Island, l’antico arsenale militare diventato poi il principale punto d'ingresso per gli immigrati negli Stati Uniti.

«La Val Taro è una terra con cui ho un legame affettivo molto forte - ha raccontato Gabelli qualche mese fa durante il Dinner&Dance che la Valtarese Foundation ha organizzato come ogni anno proprio a New York -, prima del Covid tornavo molto spesso. Andavo a visitare le aziende della zona e poi tornavo tra le case in cui ho le mie radici. È un rapporto che non si è mai interrotto e al quale tengo particolarmente».

Una carriera di successi targati Usa iniziata nel 1976 con la creazione della Gabelli&Co (poi diventata Gamco Investors), società specializzata in intermediazione finanziaria, e che cinquant’anni dopo lo ha portato all’attenzione delle cronache italiane per l’interesse mostrato verso l’acquisizione del Monza, la squadra oggi in serie A di proprietà dal 2018 della famiglia Berlusconi.

L’idea di acquistare il club brianzolo è nata qualche mese fa, ma è nelle ultime settimane che i colloqui con Fininvest si sono intensificati. L’obiettivo sarebbe quello di entrare in società per poi acquisire, in un secondo momento, una fetta più corposa.

Proprietà americane

Gabelli vorrebbe forse proseguire nel percorso che altri magnati americani hanno intrapreso prima di lui nel calcio italiano, partendo proprio dalla famiglia Krause a Parma, per poi passare a Commisso nella piazza di Firenze e ai Friedkin in quella della Roma.

Certo è che a 82 anni la voglia di ampliare e differenziare il portafoglio sembra non essere ancora finita. È il tratto tipico degli uomini d’affari che si sono fatti da soli e che oggi, nel caso di Gabelli, hanno intrecci con tutti i grandi del panorama finanziario mondiale. D’altronde la Gamco, società di cui Gabelli possiede oltre il 70% e che nel 2023 si è ritrovata a gestire un patrimonio di 31 miliardi di dollari, è uno dei nomi più rispettabili e quotati del settore.

Uomo di carattere

Chi lo conosce lo descrive come un uomo dedito alla concretezza, a volte brusco, ma sempre capace di assicurarsi la fiducia di grandi partner. La quantità di numeri e dati che Mario continua ad analizzare ogni giorno lo rendono uno dei manager più informati della scena ed è con lo stesso scrupolo che ancora oggi seleziona gli uomini e le donne chiamati a lavorare per lui.

Tanto, del successo della Gamco, l’ha fatto di certo il coraggio e il senso degli affari di Gabelli, che nel suo percorso accademico può vantare un Mba alla Columbia e prima ancora una laurea con lode alla Fordham University di New York. Proprio a Fordham, a sessant’anni dalla prima corona d’alloro, Gabelli è ancora una personalità molto in vista.

Nel 2010, insieme alla moglie Regina M. Pitaro, ha permesso la riorganizzazione dell’ateneo grazie a una grande donazione, finanziando anche, a partire dal 2016, un programma di dottorato. Gesti che Fordham ha particolarmente apprezzato, intitolandogli persino la facoltà di Economia aziendale che oggi si chiama Gabelli School of Business.

Ora, per il prolifico finanziere, è arrivato il momento del calcio dopo tanti numeri e sessioni di borsa? Di sicuro la famiglia Berlusconi è alla ricerca di un socio «insieme al quale portare avanti lo sviluppo della società», dicono da Monza. Gabelli, in questo caso, potrebbe essere il nome perfetto.

Nicola Corradi

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