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I residenti di viale Fratti: «Siamo assediati da tossici e balordi»

«Siamo assediata da tossici e balordi»

24 Ottobre 2024, 03:01

Pare assurdo: ma prima o poi a tutti è capitato qualcosa che brucia. «L'altra sera mi hanno aperto la macchina e rubato delle monete e un paio d'occhiali», dice il titolare di un negozio affacciato su viale Fratti.

«Io sono stata minacciata perché ho osato riprendere un tale che stava imbustando droga davanti al mio negozio, in pieno giorno», aggiunge una commerciante qualche porta più in la. «Noi abbiamo dovuto installare una sbarra per proteggerci soprattutto alla sera, quando è l'orario di chiusura», lamenta la titolare di una officina in una piazza interna. E poi una dipendente di un ufficio al piano di sopra: «Quando devo uscire dopo le cinque del pomeriggio, francamente, ho paura».

Siamo tra viale Fratti e via Trento, la sede del Comune è nemmeno a duecento metri, le auto ronzano in strada senza sosta. Ma qui, in questo rettangolo di case, intersecate da stradine senza sbocco e cortili, il traffico non è quello dei veicoli. Ma dei disperati che si rifugiano in ogni angolo per farsi una dose. O per cercare una tana tra uno sballo e l'altro.

«Abbiamo fatto l'ennesimo esposto per chiedere interventi - prosegue la commerciante sulla porta del suo negozio. - Che qui la situazione sia difficile lo segnaliamo da tempo: ma ora è decisamente peggiorata». Così come, spiegano, è cresciuto il numero dei tossici che si trascinano tutto intorno: il market dello sballo, nel primo tratto di via Trento, lavora a pieno regime. E chi ha comprato la dose cerca solo un posto dove farsi in tutta pace. «Ed arrivano qui. Questo sarebbe già abbastanza spiacevole. Ma il problema è che poi rubano, sporcano, diventano aggressivi. Ecco perché non si può continuare così».

E ciascuno poi, prosegue il proprio sfogo, fatto di bivacchi («fino a qualche giorno fa c'era anche un materasso»), reati assortiti («per giorni ci sono state valigie depredate a qualche turista e poi abbandonate sulla strada») e convivenza a rischio («i tossici stazionano qui davanti: e i clienti non entrano più»).

«Io sono stata pure minacciata - conclude la prima firmataria dell'esposto - un tale con gesti eloquenti mi ha fatto capire che rischiavo pure di essere aggredita sessualmente. Capite che non è una situazione accettabile».

Ma anche assai difficile da risolvere: quegli angoli bui le collegano viale Fratti a via Trento, all'ombra della ferrovia, sembrano fatti apposta per nascondersi. E chi si infratta, quasi sempre ha parecchio da nascondere. «Bisognerebbe chiudere tutte le vie di accesso con cancellate - conclude un residente che sul davanzale trova, ogni giorno pipe da crack e altri resti del consumo di droga. - Ma alla fine vorrebbe dire che saremmo come rinchiusi in una gabbia. Ma cosa abbiamo fatto di male per meritarlo?».

Luca Pelagatti

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